I dati migliorano la vita

di Silvia Mazzini 16 marzo 2011 0

vignetta“Raw data now!” è stato l’appello lanciato due anni fa da Tim Berners Lee su TED (guarda). Da allora molti dati sono stati resi disponibili sul web e gli sforzi più importanti e ben riusciti sono quelli di alcuni governi, come Stati Uniti e Gran Bretagna ad esempio, che hanno predisposto il terreno per gli Open Government Data. In un articolo apparso qualche giorno fa sul New York Times (This Data Isn’t Dull. It Improves Lives, leggi), Richard Thaler ha fatto il punto della situazione sugli Open Government Data arrivando alla conclusione che effettivamente servono a migliorare la vita delle persone, non sono “insipidi”, servono moltissimo in svariati campi.

Due sono i casi che Thaler mette in evidenza: la crescita di efficienza del mercato del trasporto aereo che deriverebbe dalla disponibilità pubblica dei dati sulle tariffe e gli “extra fees” di tutte le compagnie, che invece provano a resistere;  l’esperienza del portale web saferproducts.gov della Consumer Product Safety Commission, un grande database pubblico sui prodotti potenzialmente dannosi, al quale sono chiamati a contribuire consumatori,  professionisti, uffici governativi.

Istitutito tre anni fa e on line da meno di una settimana, già corre il rischio di subire i drastici tagli di budget decisi dal parlamento per ridurre il deficit statale. Ma per contenere il peso dell’intervento pubblico, sono proprio queste esperienze di condivisione e partecipazione che dovrebbero essere sostenute e sviluppate, sostiene Thaler: “Compared with the tiny costs, the benefits of this program could be enormous”.