LLD. Library Linked Data

di Silvia Mazzini 28 ottobre 2011 0

Dopo oltre un anno di lavoro il Library Linked Data Incubator Group del W3C ha rilasciato lo scorso 25 ottobre il proprio Final Report, accompagnato da altri due documenti  che analizzano “Use Cases” e “Datasets, Value Vocabolaries, and Metadata Element Sets”. Tutti e tre i documenti sono disponibili sul Wiki del W3Consortium.

Nel rapporto vengono analizzate le condizioni e le opportunità che l’uso degli standards del Semantic Web e l’adesione ai principi dei Linked Data offrono al mondo della conservazione del patrimonio culturale di rendere quelle risorse digitali “visibili e riusabili” nell’universo del Web, anche al di fuori dell’originale contesto di utilizzo.

Questa evoluzione può far crescere la presenza di archivi e biblioteche sul Web, favorire l’emersione dei contenuti digitali di queste istituzioni e, in tal modo, dare supporto alla ricerca interdisciplinare. Ma soprattutto, l’utilizzo di Library Linked Data offre una straordinaria possibilità di dare a queste risorse informative stabilità e persistenza indipendentemente dai formati e dai software utilizzati per la loro produzione, liberando, allo stesso tempo, le istituzioni culturali dalla “dipendenza” da un limitato numero di fornitori tecnologici specializzati.

Dopo un’analisi della situazione attuale il Report si concentra infine sulle Raccomandazioni rivolte a diverse categorie di operatori.

A coloro che gestiscono archivi e biblioteche:

  • Avviare quanto prima la pubblicazione dei primi datasets senza inseguire la completezza, in quanto il modello Linked Data è predisposto per un accrescimento continuo
  • Favorire la discussione sui diritto di accesso ai dati da esporre

A chi si occupa di standard

  • Favorire la partecipazione e la collaborazione tra esperti del settore dei beni culturali e del semantic web per adeguare al meglio gli standard informatici in via di sviluppo
  • Sviluppare standard bibliografici e archivistici e museali pensando già ai linked data, ovvero che siano compatibili con i linked data
  • Contribuire alla disseminazione di best-practice

A chi si occupa dell’architettura dei dati:

  • Promuovere la ricerca nell’ambito della applicazioni che si possono sviluppare sui dataset “culturali”
  • Creare delle URI stabili ed efficaci per le risorse esposte e per i concetti definiti nel dominio
  • Sviluppare politiche di mantenimento delle URI e dei vocabolari definiti all’interno del proprio dominio di interesse
  • Favorire il mapping con linked data già pubblicati nella comunità dei beni culturali

Agli archivisti e ai bibliotecari:

  • Occuparsi del mantenimento dei vocabolari, dei dataset, dei namespaces e delle URI utilizzate per la descrizione delle risorse.
  • Applicare l’esperienza maturata sulla conservazione a lungo termine delle risorse tradizionali ai Linked Data datasets.
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