A 30 anni dall’assassinio di Pio La Torre

di Antonella Pagliarulo 15 aprile 2012 0

“È ora. Tocca a noi…” Pio La Torre, pochi giorni prima di essere ucciso dalla mafia, il 30 aprile 1982, “annunciava” al suo compagno di partito, Emanuele Macaluso, l’imminente agguato. Pio La Torre, il figlio di braccianti siciliani la cui vita può essere descritta come un incessante corpo a corpo con la mafia – così lo ricorda Francesco Forgione, presidente dell’Antimafia dal 2006 al 2008 – era giunto ad una comprensione così profonda del fenomeno mafioso, della “strategia dello stragismo mafioso”, da fiutare il punto di rottura di una battaglia, quella contro la mafia -  prima agraria, poi urbana -  cominciata nel lontano 1946. A raccontarlo è lo stesso Emanuele Macaluso nella giornata di commemorazione – presenti il Capo dello Stato, il Presidente Fini, Fausto Bertinotti, il presidente della Commissione antimafia Beppe Pisanu, Francesco Forgione, Pietro Grasso, Don Ciotti, il presidente del Centro studi Pio la Torre , Vito Lo Monaco – promossa dalla Fondazione della Camera dei deputati nella Sala della Lupa di Montecitorio il 12 aprile scorso, a 30 anni dall’assassinio di Pio La Torre e del compagno di partito, Rosario Di Salvo.

L’Archivio digitale Pio La Torre raccoglie l’eredità materiale e morale dell’uomo politico siciliano ucciso dalla mafia: in 50.000 carte l’intera attività sociale e politica di Pio La Torre, gli atti processuali sui delitti politici di La Torre, Mattarella, Reina.

A raccogliere l’eredità materiale e morale dell’uomo politico siciliano il nuovo Archivio digitale Pio La Torre presentato nel corso dell’incontro. Nato su iniziativa del Centro di Studi ed Iniziative Culturali Pio La Torre curato dall’Archivio storico della Camera dei deputati e realizzato da regesta.exe.

Il portale raccoglie e pubblica online materiali provenienti da numerose fonti (dall’Archivio storico e dalla Biblioteca della Camera alla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, dal Tribunale e Procura della repubblica di Palermo all’Archivio Flamigni, dalla Fondazione Gramsci all’Istituto Gramsci siciliano): documenti d’archivio sull’attività politica e sindacale di Pio La Torre, articoli, interventi al Consiglio comunale di Palermo, all’Assemblea Regionale Siciliana, proposte di legge, interventi in aula come deputato. Tutte le carte del portale descrivono l’intera attività sociale e politica di Pio La Torre, il suo impegno e l’enorme ruolo svolto dal politico siciliano nell’identificazione del fenomeno mafioso e nell’individuazione dei mezzi di contrasto della criminalità organizzata.
Il portale, abbiamo detto, raccoglie l’eredità morale del dirigente politico ucciso: è per questo una banca dati ricca di documenti – 50.000 carte, distribuite in circa 1700 documenti – sul fenomeno mafioso, grazie alla pubblicazione, nel sito, di tutte le relazioni redatte nella VI legislatura dalla Commissione parlamentare sul fenomeno della mafia in Sicilia. Quella Commissione antimafia, in carica dal 22 febbraio 1973 al 4 luglio 1976, cui La Torre diede un contributo decisivo: sono online la relazione di maggioranza predisposta dal Presidente della Commissione, senatore Carraro, quella del senatore Zuccalà sull’argomento specifico del traffico mafioso di tabacchi e stupefacenti e sui rapporti tra mafia e gangsterismo italo- americano, la relazione di minoranza firmata tra gli altri da La Torre e dal giudice Terranova, la relazione di minoranza dei deputati Nicosia e Niccolai e del senatore Pisanò. Consultabili anche i processi verbali delle sedute della commissione, i materiali che la Commissione ritenne di rendere pubblici come fonti di notizie o di valutazione per tutte le proposte di relazione sottoposte alla votazione finale.

Approvata dopo l’assassinio di La Torre, la legge n. 646, del 13 settembre 1982, nota come legge “Rognoni-La Torre”, introdusse per la prima volta nel codice penale una nuova figura di reato, l’“associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e misure di prevenzione patrimoniali volte a colpire l’accumulazione illecita di patrimoni. Svolta storica nel contrasto alla criminalità, la legge nacque da una proposta di legge di Pio La Torre consultabile in questa sezione nel suo contesto produttivo: è l’intero iter legislativo ad essere navigabile grazie alla pubblicazione online del testo definitivo, degli atti e dei resoconti delle discussioni parlamentari che accompagnarono l’approvazione.

Per la prima volta sono inoltre pubblicati e resi accessibili gli atti processuali sui delitti politici di La Torre, Mattarella, Reina unificati nel processo celebrato presso il Tribunale e la Corte d’Appello di Palermo. Si tratta di un primo nucleo di documentazione, in attesa della digitalizzazione completa degli atti finalizzata alla pubblicazione nel portale. Ad integrare questo corpus di documenti gli atti processuali relativi al “Procedimento penale contro Michele Greco e altri” per gli omicidi Reina, Mattarella e La Torre; la requisitoria della Procura di Palermo e l’ordinanza di rinvio a giudizio del giugno 1991: tutto materiale appartenente all’avvocato Zupo, difensore di parte civile per il PCI-PDS nel processo.

Una sezione multimediale e un’area dedicata alle pubblicazioni su La Torre e sul fenomeno mafioso completano l’archivio digitale che, come ha annunciato Vito Lo Monaco nel corso della cerimonia, si arricchirà degli atti del processo di Viterbo sulla strage di Portella della Ginestra, delle carte processuali sulla seconda guerra di mafia.

Al progetto  hanno collaborato: Giuseppe Bonanni, Diego Valerio Camarda, Antonella Pagliarulo, Cintamani Puddu, Claudia Tarquini.

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