Le carte dell’Italia unita

di 20 ottobre 2014 0

“Bovi al carro”, olio su tela di Giovanni Fattori, Firenze, Galleria d’Arte Moderna

L’Archivio centrale dello Stato avvia, con Regesta.exe, la pubblicazione coordinata entro un unico sistema informativo Web delle descrizioni del proprio patrimonio documentale. All’indirizzo search.acs.beniculturali.it sono disponibili dal 14 giugno l’intera Guida ai fondi dell’Archivio centrale e un primo inventario,  quello dell’Archivio generale della Direzione generale di Agricoltura del Ministero di Agricoltura Industria e Commercio, uno degli  architravi sui quali è stata edificata la costruzione del nuovo Stato unitario. L’introduzione e il titolario di questo inventario sono stati da poco pubblicati nel primo volume della nuova collana dell’Istituto;  online è possibile consultare il dettaglio delle schede.

La pubblicazione del portale conclude un intenso periodo di lavoro congiunto tra Acs e Regesta per verificare le modalità di funzionamento della nuova versione Open Source della piattaforma xDams, che è stata utilizzata per realizzare l’integrazione degli strumenti e delle banche dati di Acs. Dalla prossima settimana, come annunciato da tempo, anche xDams sarà disponibile per il download gratuito.

L’ACS apre gli archivi in rete. Nasce un nuovo strumento per pubblicare online gli inventari

L’interfaccia di pubblicazione è stata costruita secondo concezioni e con un’impostazione diverse rispetto alle soluzioni precedentemente realizzate.

In primo luogo, tutte le funzionalità di accesso, ricerca e navigazione disponibili sul portale di consultazione concorrono con la piattaforma di descrizione archivistica xDams  alla creazione di un ambiente di consultazione indipendente dalla piattaforma di produzione e gestione delle basi dati. Confermando una scelta strategica compiuta da tempo, di rendere autonomi gli ambienti di backoffice e di frontoffice.

L’interfaccia pubblica si configura, quindi, come un ambiente generalizzato di indicizzazione e prospettazione di inventari XML codificati in EAD, alimentabile da una pluralità di strumenti e fonti dati: su xDams sono state implementate specifiche funzioni di pubblicazione dei singoli inventari, che possono così essere presi in carico dal front-end. Questo nuovo framework applicativo è stato costruito esclusivamente con componenti Open Source ed è basato su Lucene Solr.

La pubblicazione sul nuovo portale dell’inventario Maic ci ha anche fornito l’occasione per proporre nuove modalità di accesso e fruizione delle schede descrittive, alternative alla tradizionale navigazione inventariale. L’obiettivo è quello di assicurare la disponibilità di questo patrimonio documentale attraverso strumenti in grado di valorizzare lo specifico contesto informativo degli archivi trattati. Nella sezione Strumenti del Maic è stata perciò attivata una navigazione tramite la mappa geografica sui luoghi citati nelle descrizioni, nonché l’accesso alle schede utilizzando il titolario Maic, raggruppando in tal modo i fascicoli relativi ad uno stesso oggetto presenti nei diversi versamenti.
Per la predisposizione di questi strumenti  si è scelto di avviare uno specifico trattamento del contenuto descrittivo dell’inventario archivistico in grado di “estrarre” e valorizzare gli elementi informativi presenti. A tal fine è applicata ai dati dell’inventario una sperimentazione di utilizzo di tecnologie del Web semantico, che ha reso possibile, attraverso sistemi di annotazione semantica e di mashup, l’estrazione dei  valori da referenziare utilizzando ontologie pubbliche (come Geonames e LinkedGeoData per la  georefernziazione) o costruite ad hoc (come il titolario Maic codificato in SKOS).

Questa sperimentazione si inserisce in un progetto di applicazione di tecnologie semantiche e dei Linked data alla documentazione archivistica per verificarne le potenzialità nel settore dell’interoperabilità, della valorizzazione e della fruizione del patrimonio culturale. Obiettivi e risultati della prima fase del progetto  denominato ReLoad (Repository for Linked Opend Archival Data) che coinvolge, oltre l’Acs e Regesta, anche l’Istituto beni culturali della Regione Emilia-Romagna, saranno presentati e discussi in un incontro-seminario presso la sede di Piazzale degli Archivi a Roma, il prossimo martedì 26 giugno.

Al progetto ACS hanno collaborato Donato Lanzellotto, Daniel Camarda, Silvia Mazzini, Claudia Tarquini e Umberto Agosto.

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