C’era una volta lo sbarco: gli alunni di Battipaglia fanno scuola

Il progetto partecipativo del museo della città
di 2 marzo 2017 0

La prospettiva dei fabbricati della colonia di Battipaglia, realizzata dall’ingegner Errico Dombrè, direttore dei lavori

Decine di ragazzi appartenenti alla scuola media dell’Istituto Comprensivo Alfonso Gatto di Battipaglia hanno partecipato il 24 febbraio scorso ad uno degli incontri promossi nell’ambito del Mubat (Museo di Battipaglia), il progetto di valorizzazione del territorio, della storia e della cultura locale ideato ed organizzato da enti, associazioni e aziende locali assieme a regesta.exe, partner tecnologico.  Al centro del progetto la realizzazione di un archivio digitale della memoria storica della comunità, punto di partenza di un percorso di promozione della città fondato sulla partecipazione attiva di tutti gli abitanti.

Ben 6 classi, riunite nella sala multimediale dell’Istituto e coordinate dalla professoressa Stefania Alfinito, hanno assistito alla proiezione di estratti di Ritorno a Battipaglia, un documentario realizzato da Carlo Bruno con la Pro Loco di Battipaglia e il Rotary Club per raccontare, con materiali di repertorio ed interviste, lo sbarco alleato del ’43 a Salerno e l’operazione Avalanche, che coinvolse proprio il litorale di Battipaglia, la ricostruzione nel secondo dopoguerra,  gli episodi di cronaca che saldarono  la storia di una piccola comunità del sud Italia alla Storia nazionale (la rivolta  di Battipaglia del 1969).

Grazie alla disponibilità online dell’archivio audiovisivo dell’Istituto Luce è stato possibile mostrare e illustrare ai piccoli cittadini delle scuole medie le immagini della Battipaglia degli anni ’30, raccontata con i toni ruralisti delle voci dei cinegiornali fascisti, o far immaginare loro, attraverso i repertori dei girati di guerra, l’esperienza devastante dei bombardamenti alleati sulla città. L’incontro aveva anche una finalità formativa e operativa: saranno propri gli alunni dell’Alfonso Gatto a dover raccogliere le testimonianze – fotografiche e orali – delle loro famiglie, con una campagna di raccolta e di documentazione guidata e coordinata da insegnanti e professionisti di regesta.exe. Come raccogliere le informazioni, cosa rilevare nel corso di queste “interviste”, sono alcuni dei temi trattati nel corso di questo incontro.      

Obiettivo finale è la costruzione di un archivio digitale civico aperto, che raccolga e faccia emergere, accanto ai documenti in possesso del Comune, di tante istituzioni e archivi nazionali (dalla Camera dei Deputati, all’Istituto Luce o all’Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico) il patrimonio “nascosto” di centinaia di famiglie Battipagliesi.

L’archivio sarà costruito sul  software open source xDams, con l‘assistenza archivistica di regesta.exe e il supporto tecnico in cloud attraverso il servizio the Archives Cloud.

L’archivio digitale sarà accompagnato dalla realizzazione di un Museo Storico di Battipaglia (MUBAT)  – costruito attraverso la memoria dei suoi cittadini e la forza degli strumenti digitali –  dove convergeranno anche le  opere di artisti locali coinvolti  nel progetto attraverso un contest.

Una serie di eventi pubblici, manifestazioni culturali, compresa una galleria diffusa delle opere, da esporre in città con la collaborazione degli esercizi commerciali, contribuirà a raccontare e far conoscere, agli stessi abitanti e al pubblico senza confini del web, la storia di Battipaglia, dalla nascita come colonia agricola, con il nucleo de Le Comprese, al protagonismo del territorio e della cultura locale nel Made in Italy, grazie allo sviluppo del comparto caseario e all’esportazione in tutto il mondo della rinomata mozzarella di bufala (qui, un servizio spiritoso trasmesso nel ’58 dalla Settimana Incom sulla passione americana per il nostro formaggio).

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