Premio Zavattini 2017 per giovani filmaker

Un bando per mettersi alla prova riusando le immagini dell’archivio AAMOD, LUCE e di altri ancora
di 4 maggio 2017 0

 
Ancora due settimane per partecipare al Premio bandito dalla Fondazione AAMOD rivolto a giovani filmmaker, professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, interessati a utilizzare il materiale di repertorio per realizzare nuove creazioni audiovisive di carattere documentario.

Tranquilli,  non occorre sapere giocare a calcetto e conoscere qualcuno – come consigliava il ministro Poletti: basta presentare, entro il 20 maggio, il progetto di un film documentario, della durata massima di 15 minuti, che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale filmico della Fondazione Aamod e degli archivi partner.

Il Premio, alla sua seconda edizione , può contare quest’anno  anche  sul sostegno dell’Istituto Luce grazie ad una convenzione sottoscritta dall’Aamod con Cinecittà che consente ai candidati di utilizzare i Cinegiornali (soprattutto Giornale Luce del periodo fascista, Notiziario nuova Luce della Liberazione, e Settimana Incom del l’Italia repubblicana) pubblicati sul canale Youtube del Luce.

Una Giuria composta da professionisti del cinema selezionerà tra i progetti pervenuti sei finalisti che avranno la possibilità di partecipare a un percorso di sviluppo guidato da registi e produttori, e acquisiranno il diritto di poter utilizzare gratuitamente i materiali d’archivio (fino a 3 minuti di repertorio ciascuno) concessi con licenze Creative Commons. Al termine del percorso di sviluppo la stessa Giuria assegnerà tre premi consistenti in servizi di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (in produzione e post-produzione) oltre a una somma di 2.000 euro per ciascun progetto.

La convenzione prevede anche comuni iniziative di promozione del Premio Zavattini da parte della Fondazione Aamod e dell’Istituto Luce Cinecittà.

L’iniziativa  intende stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, anche il “tradimento” o il rimescolamento dei generi, in particolare nel riuso del cinema d’archivio.

L’iniziativa  – si legge nel sito realizzato ad hoc – intende stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, anche il “tradimento” o il rimescolamento dei generi, in particolare nel riuso del cinema d’archivio. Non a caso è intitolata a Cesare Zavattini (scrittore, sceneggiatore, regista, pittore, animatore culturale) uno dei padri del neorealismo italiano, ma anche sostenitore instancabile del cinema come libero, multiforme, creativo, irriverente strumento di conoscenza del reale in tutti i suoi aspetti.

Il Premio si avvale di un Comitato di Garanti presieduto da Arturo Zavattini e composto dai rappresentanti di tutte le istituzioni che contribuiscono a realizzarlo. È promosso dalla Fondazione Aamod nell’ambito del progetto UnArchive (“comando” informatico, traducibile con “estrai da un archivio”) sostenuto dalla Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Cineteca Sarda, dell’Archivio Cinema del reale, di Officina Visioni, della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, della Deriva Film.
Con UnArchive la Fondazione intende sperimentare percorsi di massima apertura alla conoscenza, alla diffusione e alla riutilizzazione del proprio patrimonio filmico, attraverso l’adozione di licenze aperte e la valorizzazione delle opportunità offerte dal Web.

La direzione del Premio è affidata ad Antonio Medici. Il media partner del progetto è Radio Radicale


Il video di apertura  è il promo realizzato con il lavoro dei vincitori della scorsa edizione, Carla Oppo, Alessandro Arfuso, Riccardo Bolo, Pierfrancesco Lidonni e Patrizio Partino.
Gli altri due video sono rispettivamente “Io voto, tu voti (PCI)” e “Cinque minuti a Cinecittà“, tratti da archivio AAMOD e Cinecittà.

Segui  il progetto su Facebook, su Twitter l’hashtag è #PremioZavattini.

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