Più energia agli archivi ENI

Documenti, storia (e leggenda) del 'cane a sei zampe'
di 30 Novembre 2015 0
lettera_mattei

Lettera di ringraziamento scritta da Mattei al Presidente Antonio Segni

Inizia da qui l’ambizioso progetto con il quale l’Archivio Storico di ENI, grazie alla preziosa e professionale collaborazione di regesta.exe, tenta di porre fine al lungo periodo di “oscurità” portando finalmente alla luce il ricco patrimonio dell’archivio storico Eni e di quelle collezioni private che hanno consentito di ripercorrere la storia dell’azienda e di rivivere alcuni passaggi che hanno caratterizzato lo sviluppo sociale del nostro Paese: i fatti storici, i mutamenti che l’Italia ha vissuto dagli anni cinquanta sino ai giorni nostri attraverso la storia di Eni il cui marchio si fa simbolo di una grande azienda tra memoria e futuro. Ma anche le storie e la vita di un protagonista che ha avuto il coraggio di immaginare il futuro: Enrico Mattei.

L’intento del progetto “archivi digitali ENI”, muove dalla necessità di individuare una soluzione completa per l’informatizzazione degli archivi storici finalizzata ad una piena valorizzazione del materiale di archivio e del relativo repertorio di digitalizzazioni collegate ai documenti: uno specifico modulo di ricerca e consultazione della banca dati sarà presto disponibile nella sala di studio dell’Archivio e, nell’arco del 2016, potrà essere esteso all’intero gruppo ENI.

Un archivio storico digitale completo, ricco di materiale informativo e visivo che illustra i mutamenti che l’Italia ha vissuto dagli anni cinquanta sino ai giorni nostri attraverso la storia di Eni il cui marchio si fa simbolo di una grande azienda tra memoria e futuro

La principale necessità del Business ENI è stata sicuramente quello di una piena migrazione dei dati e delle modalità di utilizzo dal software GEA 5, integrata con nuove componenti archivistiche necessarie alla gestione della propria documentazione (non previste ed implementabili con l’attuale soluzione GEA) come ad esempio la possibilità di utilizzare moduli specifici per la gestione di documentazione eterogenea –  fotografica, audiovisiva, del patrimonio museale.

Per intraprendere questo percorso, ENI ha scelto xDams Open Source  quale piattaforma software, con funzione di HUB archivistico in grado di fornire quelle garanzie in termini di aderenza agli standard archivistici per proseguire quel lavoro di informatizzazione dei propri archivi iniziato qualche anno fa. Regesta.exe, oltre al supporto sulla piattaforma xDams ha fornito il proprio know-how specialistico riguardo i servizi di consulenza e progettazione dei modelli informativi necessari ad una immediata attività di riordino, inventariazione e valorizzazione dei fondi archivistici.

All’interno del progetto di migrazione e revisione della piattaforma tecnologica, Regesta.exe si è occupata anche di garantire l’integrazione con il sistema di Single Sign On (autenticazione unica con i sistemi informativi ENI) utilizzato nell’intranet di ENI, nonché dello sviluppo di componenti software per l’integrazione con la piattaforma standard aziendale, “Show & Share” di Cisco, per la gestione e fruzione on-demand del materiale audiovisivo ENI.

 

Il percorso di “apertura” degli archivi

Questi primi 6 mesi di lavoro rappresentano solo un primo tassello di un percorso chiaro e deciso che l’Azienda ha deciso di perseguire e che dovrebbe consentire la pubblicazione online del prezioso materiale di archivio di ENI, passando per tappe intermedie quali l’apertura della consultazione informatizzata della documentazione presso l’Archivio storico di Pomezia, che consentirà ai ricercatori e studiosi di disporre di preziosi strumenti basati su tecnologie moderne e innovative che consentiranno una rapida ricerca di documenti storici (Sono liberamente consultabili da studiosi e ricercatori tutti i documenti che abbiano superato almeno trent’anni dal momento della loro redazione).

A breve la pubblicazione dell’interfaccia di consultazione per  la sala studio e l’inizio dei lavori per il caricamento della rivista “Il Gatto Selvatico”

Il sistema metterà inoltre in condizione la struttura operativa dell’Archivio di poter disporre di tutta una serie di features e statistiche che permetteranno di conoscere meglio cosa stanno consultando gli studiosi. Il passo successivo sarà quello di rendere disponibile l’interfaccia di consultazione anche a tutto il gruppo Eni, in forma di applicazione web inserita nel MyEni, il portale intranet aziendale. Ma l’ambizioso piano non può che essere quello di rappresentare al più vasto pubblico delle rete globale, i propri “tesori” archivistici, qualificando in modo significativo la presenza di ENI nel mondo “online” degli archivi di impresa italiani. Dopo ENEL e PIRELLI un’altra “perla” si aggiunge alla collezione degli archivi industriali italiani gestiti da regesta, e i nomi rappresentati sono di sicuro tra i più importanti del nostro panorama.
Ed ora raccontiamo gli archivi…

 

L’archivio documentale

La documentazione conservata nella sede dell’Archivio storico a Pomezia è il risultato di un lungo lavoro di ricerca e selezione avviato negli anni Novanta. Il fondo Eni Corporate è composto da tutta la documentazione che fa capo ad Eni e alle sue controllate e consociate. Il materiale schedato finora conta 17mila e 400 unità archivistiche e ricopre un arco cronologico che va dagli anni Venti del Novecento (con le carte riguardanti le pratiche per i danni di guerra e le attività dell’Aipa) fino ai giorni nostri.

E’ stato così possibile conservare non solo le carte strettamente legate alla storia dell’Ente Nazionale Idrocarburi, ma anche quelle relative a società nate ad inizio secolo e legate alla ricerca, alla produzione o alla commercializzazione di prodotti petroliferi, così come di quelle di altri settori risanati da Eni quando la società faceva parte del sistema delle Partecipazioni Statali.
Per questo motivo l’Archivio storico Eni rappresenta un punto di riferimento per chi intenda capire dall’interno le origini e lo sviluppo dell’industria petrolifera italiana e comprendere l’organizzazione, il funzionamento e le specificità di una società che, al momento della sua costituzione nel 1953, aveva assunto le forme di ente di Stato.

La struttura dei Fondi è stata parzialmente riorganizzata anche in funzione della prossima apertura sul canale web dell’intero bacino di documentazione e consente di descrivere le informazioni su:

Fondo ENI: Il fondo Eni comprende le carte delle segreterie dei presidenti della società a partire da Enrico Mattei, tutti i libri sociali, i bilanci di Eni e delle sue società, il materiale prodotto dalle varie funzioni aziendali e, in particolare, dalla Direzione per l’estero, dalla Direzione relazioni esterne, dalla Segreteria societaria, dalla Direzione del personale e della programmazione.

Fondo AGIP: Nel fondo Agip si trova la documentazione che fa capo all’Agip e alle sue controllate e consociate. In particolare, oltre ai libri sociali e contabili, sono descritte le carte relative alle attività di esplorazione, sfruttamento e produzione di idrocarburi in Italia e all’estero, sin dalle origini della ricerca petrolifera avviata da aziende per conto dello Stato.

Fondo SNAM: Il fondo Snam è composto da tutta la documentazione che fa capo alla Snam e alle sue controllate e consociate. In particolare, oltre ai libri sociali, nel fondo si trovano le carte attraverso cui è possibile ricostruire la storia della metanizzazione d’Italia attraverso la costruzione di metanodotti e la commercializzazione e distribuzione di gas naturale.

Ritratto di Enrico Mattei (foto di archivio)

Ritratto di Enrico Mattei
(foto di archivio)

Archivi Personali: Nel fondo Archivi personali si trovano le carte di coloro che hanno donato il proprio archivio o parte di esso all’Archivio storico Eni. Si tratta per lo più di carte di pionieri che hanno lavorato in Eni o per conto di Eni, in Italia e all’estero e che si sono occupati di attività legate al mondo petrolifero.

Società partecipate e controllate: Il fondo fa capo alle società partecipate e controllate Eni quali ad esempio: Spi, Aipa, Sicea, Tescon, Gepi. Inoltre nel fondo si trova la documentazione dell’Asap, l’Associazione sindacale aziende petrolifere, costituita nel 1957 da Enrico Mattei per gestire le relazioni industriali con i lavoratori delle imprese del settore energia.

Altre Fonti: Nel fondo altre fonti vengono descritte le carte in fotocopia e/o in digitale che provengono da altri archivi (italiani ed esteri) e che sono state raccolte e conservate dall’Archivio storico Eni ad integrazione del proprio patrimonio documentale. Il materiale permette di approfondire temi ed eventi legati alla storia di Eni.

 

L’Archivio Audiovisivo

L’archivio storico Eni conserva più di 5 mila audiovisivi. La sua organizzazione risale al giugno 2006, quando vengono effettuati i primi recuperi di pellicole, Betacam e Vhs, provenienti dalla Cineteca Agi, dai depositi delle ex società Snam, Agip e Agip Petroli, dalla Shell Italiana (ex IP), dal materiale pubblicitario conservato da Eni Comunicazione e dall’archivio personale di Jean Michel Folon. A Pomezia sono conservati, restaurati, contributi filmici di alto valore artistico con centinaia di migliaia di metri lavorati da registi e intellettuali del calibro di Bernardo BertolucciAlessandro BlasettiFolco QuiliciGilbert Bovaye Leonardo Sciascia, solo per citare alcuni nomi.

L’ufficio cinema Eni, in attività dagli anni ’50 fino alla metà degli anni ’80, ha prodotto vere e proprie opere d’arte cinematografica ma ha soprattutto documentato la storia del novecento italiano, permettendo di restituire oggi un mosaico completo degli anni che più hanno cambiato il nostro Paese dentro e fuori dai confini nazionali.
Basta ritornare alle tappe del cammino dell’Eni, al suo affermarsi come impresa internazionale, al duro lavoro dei “cacciatori dell’energia”, per ripercorrere una parabola di progresso tra le più esaltanti del nostro Paese.
Immagini straordinariamente belle, ricche di significato, talvolta commentate da grandi scrittori come Leonardo Sciascia, Alberto Moravia, Tonino Guerra, accompagnate dalle musiche di compositori e musicisti di fama internazionale come Nicola Piovani, premio 0scar nel 1999 e Lucio Dalla.
Accanto al “Cinema” sono conservati diversi resoconti filmati, realizzati dai tecnici dell’Agip alla fine degli anni Cinquanta in regioni dell’Africa e del Medio Oriente per documentare lo stile di vita delle popolazioni locali, le loro abitudini, le caratteristiche del territorio.
Infine, c’è la raccolta dei Cinegiornali nei quali sono raccontati gli “eventi” della Presidenza Mattei: le inaugurazioni di impianti, le visite di personalità italiane e straniere, i convegni, le fiere e la serie degli spot pubblicitari realizzati per la televisione interpretati da celebri attori del cinema, del teatro, della televisione, tra i quali Dario Fo e Franca Rame, Vittorio Gassman, Franca Valeri, Gabriele Ferzetti, Alberto Bonucci, Raffaella Carrà.

 

Le altre tipologie: fonti orali, biblioteca e la rivista

In archivio sono conservate 89 interviste dattiloscritte realizzate tra la seconda metà degli anni Ottanta e gli anni Novanta dal segretario particolare di Enrico Mattei, Vincenzo Gandolfi, e dal responsabile della biblioteca Eni, Giuseppe Locorotondo. Inoltre sono disponibili, sia in formato cartaceo, sia video, 71 interviste raccolte dall’Archivio storico Eni, a partire dal 2008.

I protagonisti di questi incontri sono in particolare i pionieri e veterani dell’azienda e i rappresentanti del mondo politico, economico, culturale italiano, coinvolti in passaggi importanti della storia del Cane a sei zampe

La Biblioteca dell’Archivio storico Eni è una ricco patrimonio di informazioni sulla storia aziendale. E’ suddiviso in tre aree tematiche: Tesi e saggi, Opuscoli e pubblicazioni aziendali, Monografie e cataloghi fotografici. La sezione “Tesi e Saggi” abbraccia opere specialistiche, monografie e tesi di laurea sulla storia di Eni e le correlazioni con il contesto geopolitico nazionale e internazionale. Tra gli opuscoli e le pubblicazioni aziendali spiccano quelle raccolte dalle società del gruppo e il nucleo relativo alla vita e alle opere di Enrico Mattei, primo presidente Eni. La sezione “Monografie e cataloghi fotografici” raccoglie opere divulgative e specialistiche dedicate ai grandi autori della fotografia internazionale e alle principali correnti scuole del Novecento. All’interno di questo repertorio, verrà a breve avviata la schedatura e la digitalizzazione della più importante rivista del dopoguerra prodotta da Eni: Il Gatto Selvatico, le cui pubblicazioni si sono susseguite dal 1955 al 1962.

La copertina di uno dei numeri della rivista “Il Gatto Selvatico”

La copertina di uno dei numeri della
rivista “Il Gatto Selvatico”

«Wildcatters». Li chiamavano così i primi cercatori di petrolio americani. Un po’ pionieri, un po’ avventurieri. E quando Attilio Bertolucci, direttore in pectore, propose di intitolare la neonata rivista dell’ Eni «Il Gatto selvatico» (malizioso detournement da «wildcat», come veniva chiamato il pozzetto petrolifero esplorativo), l’ingegner Enrico Mattei non batté ciglio: «Non mi dispiacerebbe fare l’ avventuriero. Ma per lo Stato». Siamo nel 1955 e in un’ Italia ancora indolenzita dalla guerra ma ambiziosa e vitale, con punte di rapacità economica e intellettuale, nacque l’house organ dell’ ente idrocarburi. L’ impostazione di Mattei fu chiara sin dall’ inizio: in copertina, solo fatti aziendali, doveva essere un punto di incontro per tutti coloro che fanno parte della grande famiglia del gruppo Eni. Per il resto, racconti, articoli di storia, costume, sport. Insomma un rotocalco di razza che fosse «per tutti, dal presidente della Repubblica all’ ultimo perforatore». A tali intenzioni rispondono gli inviti a collaborare a poeti e scrittori illustri come Giorgio Caproni (che sul primo numero firma il racconto La tromba del silenzio), Alfonso Gatto, Filiberto Menna, Carlo Cassola, Carlo Emilio Gadda, Leonardo Sciascia, Raffaele La Capria, Enzo Siciliano e tanti altri, chiamati a trattare temi di letteratura italiana e straniera, anche contemporanei.

L’archivio fotografico e i disegni tecnici

Disegno tecnico di Stazione servizio

Disegno tecnico di Stazione servizio

L’archivio storico fotografico conserva circa 500 mila immagini. I fondi fotografici ripercorrono la storia Eni, dei suoi tecnici e manager, l’evoluzione della ricerca petrolifera, la metanizzazione, lo sviluppo ed esportazione di tecniche per la costruzione di infrastrutture, rete di distribuzione carburanti, impianti petrolchimici e di raffinazione, immobili per uffici e per dipendenti, anche attraverso scatti d’autore e di studi famosi tra i quali Bruno Stefani, Federico Patellani, Aldo Ballo, Sam Waagenaar, John Phillips, Mimmo Jodice, Olivo Barbieri, Franco Fontana, Bruno Barbey, Donata Pizzi, Carlo Bavaglioli, Gianni Giansanti, Marco Anelli, Studio Rotofoto, Publifoto, Magnum Photos.

L’archivio conserva inoltre, una collezione fotografica di pubblicità dagli anni Venti agli anni Novanta e disegni tecnici che illustrano l’attività immobiliare Eni: palazzi uffici, stazioni di servizio, motel, edifici ed aree dedicate al welfare aziendale.

Il patrimonio Oggetti

Auto modello "Giulietta" Alfa Romeo di Enrico Mattei

Auto modello “Giulietta” Alfa Romeo di Enrico Mattei

Teste pozzo, scalpelli, carotaggi, distributori di benzina, memorabilia, manifesti pubblicitari: più di 600 pezzi unici e molte rarità.  Dai servizi di piatti della colonia estiva di Borca di Cadore alla Giulietta Alfa Romeo di Enrico Mattei, dalla collezione originale di “Stampa e Oro Nero” ai vasi portafiori con il cane a sei zampe firmati da Giò Ponti: il patrimonio oggetti Eni è una fonte inesauribile di testimonianze della ricerca energetica italiana e dello stile dell’azienda dai primi anni del Novecento fino ai nostri giorni.

In una fase successiva verrà importato nella banca dati anche il patrimonio artistico,  attualmente presente su database MS Access, con la descrizione di circa 800 oggetti formati in gran parte da dipinti, litografie, sculture e oggi di varia natura.

 

Un po’ di storia (e di leggenda) sul marchio a “sei zampe”

Il gatto a tre zampe, marchio dell'Agipgas

Il gatto a tre zampe, marchio dell’Agipgas

Molto si è detto sulla storia del cane a sei zampe. Nelle numerose biografie dedicate negli anni al presidente di Eni si è spesso creato un alone di leggenda attorno al marchio. In realtà i verbali del concorso e la ricostruzione della sua storia smentiscono una volta per tutte il racconto che il “cane di Broggini” non avesse vinto alcun premio e che Enrico Mattei l’avesse personalmente ripescato tra gli esclusi. Smentita anche, una volta per tutte, la versione che il cane avesse originariamente 4 zampe e che Enrico Mattei ne avesse fatte aggiungere altre due, con un sorprendente tocco di fantasia e originalità.  Non è neanche vero, tuttavia, che Enrico Mattei fosse completamente ignaro rispetto a quanto si andava decidendo sul marchio. Se è vero infatti  – e molte persone dell’entourage di allora lo confermano – che al presidente di Eni il cane, la sua forma strana e aggressiva, le sei zampe, la colorazione forte, la fiamma rossa piacevano eccome, è altrettanto vero che ebbe una parte per niente marginale nel decidere di utilizzare questa grafica non solo per i cartelloni pubblicitari ma anche per il marchio.

Il cane a sei zampe nella versione originale del 1953

Il cane a sei zampe nella versione originale del 1953

In questo periodo, Mattei ha però bisogno di far credere, all’opinione pubblica e alla classe politica, che il petrolio c’è e in abbondanza e che il paese può contare su una propria benzina, finalmente prodotta e raffinata “in casa”. Inizia allora a imprimere una forte accelerazione alla modernizzazione del ramo commerciale di Eni attraverso un’immagine pubblicitaria al passo dei tempi, in grado di coniugare ottimismo, velocità e progresso. La creazione del marchio del cane a sei zampe, legata alla promozione delle benzine prodotte nell’impianto di Cortemaggiore, doveva essere l’esempio di quella realtà italiana “che ce l’aveva fatta”. Già alla fine del 1952, il cane a sei zampe rappresenta “la potente benzina italiana” sulle pagine dei principali quotidiani e su molte riviste di vario contenuto, a tiratura nazionale.

Il cane a sei zampe: la versione ufficiale spiega le sei zampe dell’animale fantastico come la somma di quattro ruote dell’auto più due gambe del suo guidatore. Una sorta di centauro moderno e anche quasi un’assicurazione che così il mezzo di locomozione diventi il più veloce possibile attraverso la simbiosi tra la macchina e l’automobilista

Ecco che il cane, per il quale a breve Ettore Scola (allora all’ufficio pubblicità dell’Agipgas) conierà il fortunato slogan “il cane a sei zampe fedele amico dell’uomo a quattro ruote”,  andrà rapidamente ad identificare non solo i prodotti ma, più in generale, il modo di essere di Eni. L’Italia ripartirà proprio da qui. Da questa fiamma in grado di riaccendere entusiasmo, ottimismo, voglia di fare.

 

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