Regalità

di 8 Settembre 2016 0

La casa è il luogo dove batte il nostro cuore“, ha detto il re di Norvegia in un bellissimo discorso pronunciato il 1 settembre scorso nel palazzo reale di Oslo e divenuto virale sul web. “I miei nonni”, ha continuato Harald V, “vennero qui emigrando dalla Danimarca e dall’Inghilterra centodieci anni fa. Non è sempre facile dire da dove veniamo e di che nazionalità siamo. La casa è il luogo dove batte il nostro cuore, e non sempre può essere confinata all’interno delle frontiere nazionali”. E poi: “Sono norvegesi ragazze che amano altre ragazze, ragazzi che amano altri ragazzi, e ragazze e ragazzi che si amano tra loro. I norvegesi credono in Dio, in Allah, in tutto o in nulla…I norvegesi siete voi. I norvegesi siamo noi, la Norvegia è unita, è una, alla Norvegia appartengono tutti gli esseri umani che ci vivono per quanto diversi tra loro possano essere”.

Il “discorso del re” giunge in un paese guidato da tre anni da una coalizione di centrodestra che ha recentemente proposto di erigere una barriera con la Russia. La Norvegia con i suoi 5 milioni di abitanti sta lottando per integrare circa 30.000 profughi richiedenti asilo giunti lo scorso anno.

Il re ha elogiato la diversità anche nella bellezza del paese – magificamente ritratto nelle immagini del servizio della British Pathé “Special Norway Royal visit” che raccontano il viaggio della Regina Elisabetta, Filippo di Edimburgo e del principe Carlo di Inghilterra in Norvegia, nel 1969 – composto da tanti paesaggi diversi “dalle alte montagne e fiordi profondi a ” terreni agricoli lussureggiante e brughiere ondulate “. Nel servizio del cinegiornale Harald è ancora un principe: aveva sposato da poco Sonja Haraldsen e, in quegli anni, partecipava da velista alle Olimpiadi (di Tokyo, Città del Messico e più tardi  Monaco). Ed era il primo principe norvegese “nativo”. Nel reportage Elisabetta è accolta dal padre di Harald, Olav V, re dal 1957 al 1991.

In questi giorni  in cui l’idea d’Europa è  minacciata dalla costruzione di muri e barriere  – è imminente  la costruzione di una grande muraglia a  Calais finanziata dal Regno Unito  – in questo giorno che a noi  rievoca una monarchia imbelle e codarda costretta ad abdicare e all’esilio dal voto popolare – questa regalità indossata con onore  e profonda umanità ci riempie di speranza e ammirazione.

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