Aldo Moro, a 100 anni dalla nascita

di 23 settembre 2016 0

Il 23 settembre 1916 nasceva a Maglie Aldo Moro, lo statista democristiano promotore dell’incontro  con i socialisti di Nenni e, da Presidente Dc, dell’apertura al PCI e della solidarietà nazionale. Il 16 marzo 1978 Moro fu sequestrato dalle Brigate Rosse, e il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia fu ucciso dai suoi carcerieri.
Per ricordare la figura di Moro, la sua storia politica e umana, segnaliamo alcune delle tante risorse digitali accessibili online segnalando tra l’altro il progetto di censimento delle fonti avviato sul sito www.aldomoro.eu (dove sono indicati i soggetti pubblici e/o privati che conservano documentazione su Moro),
Il nostro video in primo piano sulla home page è una tribuna politica del 1960, quando Moro era segretario della Dc. L’Archivio Luce possiede 592 documenti su Moro (292 video, 300 fotografie) e da questo Archivio è tratto il servizio “Giorgio Vecchietti” sul Congresso di Napoli del ’62 (27-31 gennaio) che registra le voci favorevoli e sfavorevoli alla svolta del centrosinistra (nel sito dell’Istituto Renato Branzi, qui, la relazione del segretario Moro). L’Istituto Sturzo tratteggia nel percorso L’Italia repubblicana e gli anni dello sviluppo la storia del centrosinistra e dei governi Moro.
Nel portale storico della Camera dei deputati la scheda anagrafica di Aldo Moro, da deputato della Costituente alla VII Legislatura Repubblicana,  dà accesso a tutti i documenti collegati (235 progetti di legge presentati, 354 interventi, 60 fotografie), mentre una ricerca libera con il nome dello statista nell’archivio storico di Radio Radicale restituisce all’utente 64 pagine di documenti interessantissimi (comprese le audizioni della Commissione di inchiesta sul rapimento e la morte di Moro). Tra le risorse digitali anche la registrazione audio dell’intervento di Moro, sul governo di unitò nazionale, il 28 febbraio 1978, presso i gruppi parlamentari dc.

Arriviamo alla tragedia del caso Moro. Il 16 marzo 1978 il Presidente della Camera Pietro Ingrao annuncia formalmente, in una seduta rinviata e poi riconvocata, “l’attacco infame allo Stato democratico”: il sequestro  dell’onorevole Aldo Moro e l’uccisione degli agenti della sua scorta. Il discorso scritto è online nei resoconti della Camera, la voce di Ingrao risuona nell’archivio di Radio Radicale (Fiducia al governo Andreotti durante il sequestro Moro).   Con lo speciale della Rai  è possibile accedere – speriamo in modo permanente e non per l’occasione! –  ai telegiornali del sequestro e dell’uccisione dello statista Dc e alle preziose puntate de La notte della Repubblica dedicate da Sergio Zavoli a Moro, al rapimento, al dibattito tra le forze politiche durante il sequestro, alla terribile conclusione. Nel sito de l’Ina (Institut national de l’audiovisuel)  un interessante notiziario  – “Affaire Aldo Moro”  – racconta ai telespettatori francesi le accuse rivolte da Moro alla Dc, la rottura definitiva con il partito, il drammatico epilogo annunciato dal comunicato numero 8 delle Brigate rosse di fronte al rifiuto del negoziato.


Il sito Cinquantamila giorni del Corriere della Sera racconta, tra l’altro, l’ultima telefonata, quella del br Valerio Morucci che annuncia, il 9 maggio, l’avvenuta esecuzione del presidente Dc. E il commento di Leonardo Sciascia che coglie nella voce del terrorista,  nelle parole, nelle pause, nelle esitazioni, dell’umana pietà, e si augura che questa, penetrata in lui come il tradimento in una fortezza, lo devasti.

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