St. Louis Blues

di 13 dicembre 2017 0


Bessie Smith,  l’Imperatrice del Blues,  è l’interprete di questo film diretto da Dudley Murphy prodotto nel giugno 1929 e distribuito nel settembre del ’29 da Radio Pictures.
Pellicola rappresentativa della prima era del sonoro,  precorritrice dei film sulla musica e sulla vita degli afroamericani, St Louis Blues è stato inserito da National Film Registry nella lista dei film destinati alla preservazione dalla Library of Congress. Molto interessante la motivazione: “they are not selected as the “best” American films of all time, but rather as works of enduring importance to American culture. They reflect who we are as a people and as a nation”. Per la Library of Congress questi film partecipano al processo attraverso il quale si è costruita l’identità del popolo e della nazione americana.

Motion Picture News, luglio -settembre 1929, uno dei più importanti giornali del’industria cinematograficane gli anni Venti

La trama è semplice per un film di 15 minuti circa: racconta la storia di una giovane donna (Bessie Smith) che torna a casa, dove incontra dei neri, giocatori d’azzardo, e trova il suo amante Jimmy the Pimp (Jimmy Mordecai) nella stanza alle prese con una bella donna bianca, interpretata da Isabelle Washington. Qui la cantante, allontanata bruscamente dall’amante, comincia a intonare St. Louis Blues, un popolare canzone, pubblicata nel 1918, composta dal padre del blues W.C. Handy. La scena si sposta poi in un nightclub, Bessie Smith è accompagnata dall’orchestra di Fletcher Henderson diretta dal pianista James P. Johnson e dal coro Hall Johnson Choir. Sopraggiunge Mordecai che balla con Bessie, la deruba e si allontanta ridendo, lasciando la cantante alla sua solitudine.
Per Mark Cantor, specialista nel Celluloid Improvisations Film Archive, una delle più grandi collezioni di film in 16 mm di jazz, blues e musica popolare, l’importanza del film – che rilancia alcuni stereotipi sugli afroamericani, ubriaconi e nullafacenti – è fondata sulla presenza cinematografica della piu’ grande cantante di blues (è l’unico footage esistente); inoltre, pur in presenza di stereotipi, è uno dei primi film a mostrare le immagini della vita dei neri, per un pubblico misto, di bianchi e neri. Negli anni successivi, grazie al St Louis Blues, molti artisti neri di jazz e blues popoleranno gli schermi: Mamie Smith, Noble Sissle, Don Redman, Eubie Blake, Louis Armstrong, Cab Calloway, Duke Ellington…

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