PoMAq, un’enciclopedia del territorio: presentato il Polo Museale dell’Ateneo Aquilano

Tra scienza e società sette collezioni aperte alla città
di 27 settembre 2018 0

La storia della conoscenza dell’uomo, delle sue scoperte e dei suoi metodi e strumenti di indagine, in un dialogo tra comunità scientifica universitaria e territorio dell’Aquila e dei “comuni del cratere”:  tutto questo ed oltre nel progetto del PoMAq, presentato ieri presso il Dipartimento di Scienze umane dell’ateneo aquilano nel corso di un convegno (qui il video della giornata, con interprete LIS).
Il PoMAq – frutto di un intenso lavoro svolto da ricercatori e studenti coordinati da Giovanna Millevolte, Responsabile comitato ordinatore Polo museale dell’Ateneo Aquilano coadiuvata da Marco Di Francesco e Alfonso Forgione– è stato inaugurato con una prima collezione, quella archeologica, esposta nel corridoio del Dipartimento. I reperti presenti provengono dalle campagne di scavo che hanno affiancato i corsi di archeologia medievale dell’ateneo e che ripercorrono la storia del territorio abbracciando le principali tappe insediative, dalla caduta dell’impero romano alla nascita dell’Aquila passando per la storia dei numerosi borghi sorti nella vallata amiternino-forconese.

Nella sua presentazione Alfonso Forgione ha sottolineato, richiamandosi alla Terza missione dell’Università che promuove l’incontro tra ricerca e società, la centralità della comunicazione con il pubblico nell’ideazione e nell’organizzazione del percorso espositivo: la mostra deve raccontare una storia, e deve farlo per i tanti pubblici possibili, dagli studiosi ai cittadini comuni, dai giovani ai disabili. L’esposizione dei reperti archeologici non ha seguito dunque un criterio geografico o cronologico ma si è strutturata per tipologie – reperti ceramici, cura della persona, uso quotidiano, armi e armature, arredi liturgici.

Centrale la comunicazione con il pubblico nell’ideazione e nell’organizzazione del percorso espositivo: la mostra deve raccontare una storia, e deve farlo per i tanti pubblici possibili, dagli studiosi ai cittadini comuni, dai giovani ai disabili.

Disegni, ricostruzioni, scelte lessicali non specialistiche hanno poi caratterizzato l’allestimento delle vetrine e l’esposizione dei pannelli didascalici, in modo da permettere una comprensione immediata dell’oggetto esposto e della sua funzione a tutti i fruitori. Al pubblico specialistico dei ricercatori e degli appassionati è dedicato il Totem multimediale, attraverso il quale è possibile consultare le approfondite schede di catalogo e di contestualizzazione; infine grande attenzione è stata rivolta alla comunicazione con le diverse disabilità, prevedendo tra l’altro per i non vedenti didascalie in braille o decorazioni a rilievo negli oggetti ricostruiti per il pubblico. Un lavoro svolto attivando collaborazioni con associazioni (per le disabilità), artigiani del territorio (per le ricostruzioni), creando un circolo virtuoso tra istituzioni e “società civile”.

La sezione di Archeologia, si legge nel comunicato stampa che ha presentato il convegno e l’inaugurazione della prima sezione del PoMAq, nasce dall’Accordo di collaborazione sottoscritto tra il Dipartimento di Scienze umane e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere ed è finalizzato alla valorizzazione e promozione della conoscenza del patrimonio archeologico del territorio aquilano (“Convenzione per la costituzione della sezione di Archeologia del Polo Museale d’Ateneo dell’Università dell’Aquila” del 27 giugno 2018).

Calendario 1961, Fondo D’Arcangelo

La collezione di archeologia è una delle 7 aggregazioni costitutive del Polo, individuate attraverso un’attività di censimento del patrimonio trasversale ai Dipartimenti e una campagna di inventariazione:  al percorso espositivo dei reperti archeologici si  aggiungeranno quelli dei beni di  Scienze ambientali, Archivi editoriali del Fondo dello stampatore d’arte Nicola D’Arcangelo, curato dalla professoressa Millevolte (qui al punto un’approfondita presentazione), Strumenti per il calcolo applicato, Scienze tecnologiche per l’ingegneria, Strumenti di misura per le grandezze fisiche, Strumenti per le scienze biologiche e biotecnologiche.

Tra gli obiettivi del progetto la tutela e la valorizzazione dei beni museali, il coinvolgimento attivo di professionalità trasversali e degli studenti dell’Università dell’Aquila nei progetti di ricerca, nelle attività di divulgazione scientifica per il pubblico meno specializzato, la riqualificazione delle strutture storiche del patrimonio edilizio universitario.  

Dettaglio di uno dei pannelli espositivi, con didascalia in carattere Braille.

Marco Di Francesco,  membro del comitato ordinatore Polo museale dell’Ateneo Aquilano, ha trattato nel corso della presentazione del censimento e della inventariazione dei beni museali. L’ateneo – alla ricerca di un software xml, accessibile da remoto, in grado di interoperare con il sistema informativo dell’ICCD il SIGEC WEB, e orientato alla fruizione online ha scelto xDams per la catalogazione analitica del patrimonio.  
La piattaforma è stata installata autonomamente dall’Università e vanta già il logo del progetto nel proprio ambiente di lavoro: 7 petali  per le 7 collezioni del PoMAq.

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