Sogno di Natale

di 23 Dicembre 2020 0

Nella notte di Natale una bambina si addormenta e sogna: la vecchia bambola di pezza che ha gettato via dopo aver ricevuto nuovi giocattoli prende vita. La bambola danza su un pianoforte, pattina su un tavolo. I nuovi giocattoli, anche loro si animano, si uniscono alle buffonate e…

E’ la storia raccontata da Vánoční sen (Sogno di Natale), cortometraggio del 1945 premiato a Cannes nel 1946, realizzato da Karel Zeman (1910- 1989), il “Méliès ceco”, creatore con Jiří Trnka di quella scuola di cinema di animazione (disegni, pupazzi, tecniche miste) che partendo dalla Cecoslovacchia si è poi diffusa in tutto il mondo.
Ammiratore del mondo fantastico di Mèliès, Zeman se ne differenzia portando lo spettatore direttamente nel suo fantastico universo, mentre Méliès incantava il pubblico con un tentativo di “imitare” la realtà.

Nasce a Ostroměř, nel nord della Boemia, nel 1910. Adora i burattini fin da piccolo e e si esibisce in un teatro di marionette. Costretto dalla famiglia a studiare economia, negli anni Venti è a Aix-en-Provence, dove studia design pubblicitario. Va spesso al cinema, vede film di animazione, e realizza il primo tentativo di fiction nella pubblicità per un sapone. Ed è proprio nella pubblicità, al servizio di Bata, il re delle scarpe ceco, che Karel Zeman inizia la sua carriera professionale. Nel ’45 realizza Sogno di Natale. Con il tempo raffina la sua tecnica di ripresa utilizzando figurine di vetro soffiato. I temi dei film successivi si richiamano alle fiabe sino a quando il regista approda al lungometraggio. Nel 1954 esce Viaggio nella preistoria (Cesta do pravěku), che vince il Gran premio del film per ragazzi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematograficadel 1955.

Nel 1958 il capolavoro, La diabolica invenzione (Vynález zkázy) storia di mostruosa macchinazione di uno scienziato pazzo, una rievocazione dell’Ottocento, con i sogni e le sue follie scientifiche. Usa disegni animati, fondali dipinti, attori e trucchi. Viene venduto in 72 paesi, ed è il film ceco di maggior successo. “Gli attori viventi – spiega Michael Wellner-Pospisil – si evolvono in un set cinematografico animato dove accadono cose irreali e soprannaturali come in una fiaba. Sebbene questo sia un processo già noto nella storia del cinema (Mary Poppins di W. Disney, per esempio), Karel Zeman determina in questo film i codici della sua estetica che diventa così pervasiva che possiamo considerare questo metodo e questa forma come una sua invenzione personale”. Nel 1961 realizza Il barone di Munchausen (Baron Prášil) con il quale raggiunge l’equilibrio perfetto tra finzione, animazione, effetti speciali, tra riprese dal vivo e il film d’animazione.

Negli anni Settanta torna al cinema di animazione abbandonando le sue invenzioni più creative. E forse il clima oppressivo, di “normalizzazione”, seguito alla occupazione sovietica della Cecoslovacchia ha avuto il suo peso nella scelta artistica del fantasioso Méliès ceco, che scomparirà il 5 aprile 1989 a Zlìn, la città che aveva dato i natali a Tomáš Baťa, il fondatore dell’impero delle scarpe.


Le informazioni sono tratte da:

Le Méliès tchèque, di Michael Wellner-Pospisil in Festival International du Film de La Rochelle (raggiungibile a questo indirizzo)
Karel Zeman Museum, Biography (link)
Zeman, Karel, voce biografica scritta da Maurizio Negri e Fernando Di Gianmatteo nel Dizionario universale del cinema, Roma, Editori Riuniti, 1985, vol. II
Karel Zeman, Wikipedia (link)





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