
#MemoBo è un progetto di digital humanities nato dalla collaborazione tra l’Università di Bologna e regesta.exe che ha portato alla pubblicazione online del database MemoBo, dedicato ai Libri memorialium del Comune di Bologna.
Con questa pubblicazione sono accessibili due Memoriali del comune di Bologna duecenteschi, scelti come modelli per il XIII secolo: è un un work in progress, destinato a progressiva implementazione, auspicabilmente finalizzata, in futuro, a coprire l’intera serie documentaria.
I Memoriali, conservati presso l’Archivio di Stato di Bologna, comprendono oltre 2.400 registri, raccolti in 322 volumi, redatti tra il 1265 e il 1452. In questi libri l’amministrazione comunale registrava contratti notarili, testamenti, patti, emancipazioni e altri atti giuridici, con l’obiettivo di garantire certezza del diritto e prevenire manipolazioni. Grazie al progetto #MemoBo, questa imponente fonte seriale può oggi essere esplorata online attraverso strumenti di ricerca avanzata, che permettono di analizzare in serie persone, luoghi, tipologie di atti e oggetti dell’azione giuridica.
I memoriali offrono dunque una ricca messe di dati, esposti secondo una struttura ricorrente e perciò confrontabili; una fonte privilegiata per indagini di storia economico-sociale.
L’utilizzazione di tecnologie informatiche mostra il proprio valore conoscitivo nella gestione e nell’analisi di grandi volumi di dati, di corpose serie documentarie; la serie dei Memoriali rappresenta dunque un case study estremamente significativo.
La costruzione del database
La piattaforma scelta per la modellazione del database è xDams , per rendere ricercabili in serie gli elementi fondamentali di ogni atto: persone, luoghi, oggetti dell’azione giuridica e atti vengono quindi descritti attraverso specifici tracciati descrittivi configurati per immagazzinare le informazioni in formato XML e renderle così disponibili in un formato adatto all’interoperabilità.
La costruzione del database ha implicato una lunga e complessa indagine a campione su diversi registri dei tre secoli coperti dalla serie documentaria (poiché nel tempo si modificarono significativamente le modalità di registrazione), per realizzare, progressivamente, un’architettura relazionale dei dati abbastanza esaustiva da permettere di integrare dati di diversa natura e, al contempo, abbastanza flessibile da poter essere utilizzata per registri cronologicamente distanti.
Lo scopo principale del progetto è stato costruire un adeguato strumento di ricerca articolato e utile come punto di partenza per selezionare gli atti per indagini di diverso tenore e per differenti domande di ricerca. La modalità di interrogazione del database permette di mettere in serie diversi atti secondo differenti chiavi di selezione.
La banca dati integra tecnologie di riconoscimento automatico della scrittura manoscritta (HTR) e sperimentazioni basate sui Linked Open Data, favorendo l’interoperabilità dei dati e il loro collegamento con altri archivi digitali. Tale atomizzazione dell’informazione consente un incremento della ricercabilità e visibilità delle singole pagine da parte di altri repository documentali ai quali questi dati possono essere linkati, direttamente o attraverso infrastrutture come Wikidata. MemoBo offre un nuovo punto di partenza per la ricerca storica sulla Bologna medievale e sulla civiltà comunale.
Poesie e registri. E sbuca Dante
La documentazione valorizzata dal progetto riserva anche elementi di grande interesse culturale. Per evitare aggiunte arbitrarie successive, era prassi riempire gli spazi rimasti liberi nei registri con segni grafici, proverbi, testi liturgici o componimenti poetici. Nei Memoriali si conservano infatti circa novanta poesie (1279–1325), soprattutto sonetti e ballate, per lo più anonimi. Tra queste compare anche la più antica testimonianza documentata di una lirica di Dante Alighieri, il sonetto No me poriano zamay far emenda (il sonetto della Garisenda), trascritto dal notaio Enrichetto delle Querce. Un dettaglio che mostra come i Memoriali siano non solo una fonte giuridica e amministrativa, ma anche uno straordinario osservatorio sulla cultura letteraria medievale.
Il progetto MemoBo è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Storia Culture Civiltà (UniBo), il Dipartimento di Filologia classica e italianistica (UniBo), l’Archivio di Stato di Bologna e Regesta.exe
Per approfondire: E. Loss, F. Guernaccini, and M. Carassai, From Manuscript to Metadata: experiments on Handwritten Text Recognition, Tagging and Importation for the Memoriali series (1265-1452), JLIS.it, 16,2 (May 2025), 59-85. DOI: https://doi.org/10.36253/jlis.it-641 ); F. Delneri, G. Bruno, T. Duranti, F. Guernaccini, Il progetto MemoBo: sinergie e nuove sfide a partire dai Memoriali bolognesi, DigItalia, 18,1 (2023), 150-163. DOI: https://doi.org/10.36181/digitalia-00066 ).


