Terra bruciata

Il Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli sotto attacco
di 11 Aprile 2022 0

“Come si distrugge la natura: le strade delle lottizzazioni che spezzano l’integrità della pineta e privatizzazioni a vantaggio di pochi quella che deve essere patrimonio di tutti. (Lottizzazioni “Lagomare” nella macchia lucchese a sud di Viareggio e a nord di Migliarino)” Archivio Antonio Cederna – numero foto: F.9/F.9_001

“Terra bruciata” era il titolo della rubrica dell’”Espresso” sui parchi naturali, affidata ad Antonio Cederna  tra il 1985 e il 1991.

Parlando del Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli il 12 gennaio del 1986, Cederna annotava: ”Che la tutela dell’ambiente naturale sia un servizio per la collettività, ecco un principio che stenta ancora ad affermarsi”. La sua battaglia per quel parco, istituito nel 1979, comincia negli anni Cinquanta, a partire dalla vendita delle proprietà Salviati (1957-1965) e con i Piani regolatori generali delle città di Viareggio (1961-1968) e Vecchiano (1962-1972), come documenta il suo archivio conservato dal Parco regionale dell’Appia (si veda, ad esempio, il fascicolo 472 dell’archivio).

Ma è una battaglia (per “mettere un freno a uno sviluppo che distrugge 130.000 ettari all’anno di terreno agricolo, verde, naturale” e far prevalere un “modello per un uso meno micidiale del territorio in generale”) che non può mai fermarsi. A luglio del 1985 su “la Repubblica” Cederna denunciava i pericoli ai quali erano esposti i “22.000 ettari di spiagge, dune, macchie, pinete, paduli, zone di bonifica, foci di fiumi”.

Archivio Cederna, Terra bruciata. “Parchi”, 24 novembre 1985 – 17 febbraio 1991 (fascicolo 937.1)

E tra questi annoverava alcune “occupazioni assurde e degradanti”.

  • La pineta del Tombolo è occupata per 1.500 ettari da una base militare americana (Camp Darby) con gli immaginabili danni all’ambiente; e adesso il ministero della Difesa vorrebbe autorizzare la costruzione di un centinaio di villette per il personale. Poco lontano 360 ettari sono occupati dal misterioso “centro applicazioni militari energia nucleare (Camen) … Alle foci del Serchio, una delle poche foci di fiume allo stato naturale in Italia, c’è addirittura un poligono di tiro

Oggi quello scempio riparte, grazie ai soldi del PNRR, ai nuovi impegni di spesa militare, a procedure di autorizzazione oscure e  assunte senza alcun contraddittorio in nome dell’interesse nazionale. Come denunciato dal presidente del Parco, Lorenzo Bani, e riportato da alcune testate giornalistiche, in quell’area solo formalmente protetta sorgerà ora una vera e propria “cittadella militare”, con un enorme ampliamento delle aree sottratte al vincolo paesaggistico e naturalistico.


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