Andiamo a Bergamo, con il patrimonio dell’Ateneo

di 8 Maggio 2020 0

L’Ateneo di Bergamo nasce dalla fusione o delle antiche Accademie degli Eccitati, fondata nel 1642 e degli Arvali sorta nel 1769. Nel 1810 un decreto napoleonico le riunì in un solo organismo con il nome di Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo.  Scopo dell’Istituzione è promuovere e favorire il movimento intellettuale nel campo delle scienze, delle lettere e delle arti, oltre che di custodire le memorie della terra bergamasca.

Il patrimonio documentario ha seguito le vicende storiche dell’Istituzione e delle sue sedi. Ad oggi, nonostante una larga parte dei suoi beni siano passati ad altri Istituti cittadini, l’Archivio Storico dell’Ateneo conserva circa 4.000 documenti in originale o in copia compresi tra XVII e il XX secolo, classificati e organizzati gerarchicamente e cronologicamente.

Tutte queste informazioni sono tratte dal sito dedicato al patrimonio storico della Fondazione Ateneo, che ha scelto di xDams come piattaforma di catalogazione e che ha pubblicato un portale di accesso all’archivio, alla biblioteca, alle collezioni possedute adottando e personalizzando, con il supporto del team regesta, il plugin di integrazione sviluppato da regesta.exe per collegare il software descrittivo alla piattaforma di pubblicazione dei contenuti WordPress.

Naturalmente la pandemia ha fermato le attività pubbliche dell’Ateneo che, come tante istituzioni in questi giorni, ha affidato alla rete il suo dialogo con i cittadini.

Sulla pagina Facebook @ateneobergamo il 3 maggio scorso ha ricordato con un breve video l’affascinante storia di una  grande donna bergamasca: Lydia Gelmi Cattaneo, socia dell’Ateneo, moderna (nel ’32 l’unica donna ad avere la patente a Bergamo!) grande viaggiatrice, appassionata archeologa, un’artista, si legge nel post. Nel portale si possono vedere le miniature appartenenti alle collezioni dell’ateneo che ritraggono tra gli altri Giovanni XXIII, di cui era amica.

Ritratto di Lydia Gelmi Cattaneo, tratto dal video pubblicato su Facebook

Nel ’43 Lydia salvò la vita di molti ebrei in fuga dalle deportazioni: tra i salvati la giovane Irene Weiss  Herskowitsh e la sua famiglia, che nascose in montagna o a casa, e che aiutò a fuggire in Svizzera, come altre famiglie.

Il 28 aprile 1974 lo Yad Vashem riconobbe Lidia Cattaneo “Giusta tra le Nazioni”. La sua storia è conservata nel database del memoria delle vittime dell’Olocausto.

Una curiosità infine: Bruno Bozzetto, il celebre animatore e regista italiano, è un socio onorario dell’Ateneo!


			
		
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