Angelo Guglielmi e la sua “Treccani visiva”

di 11 Luglio 2022 0
L’omaggio dell’Archivio storico Luce ad Angelo Guglielmi

Se n’è andato a 93 anni Angelo Guglielmi,  un protagonista della scena culturale italiana (critico letterario, saggista, giornalista) e, come direttore di Rai Tre dal 1987 al 1994, un grande innovatore della tv pubblica e sperimentatore di palinsesti.

Nella rassegna stampa di oggi nessun quotidiano ricorda un’altra grande eredità, un’intuizione di Guglielmi nel panorama visivo italiano e nel mercato digitale dei media: il progetto di catalogazione informatizzata del patrimonio storico dell’Archivio Luce, avviato proprio da Guglielmi Presidente e amministratore delegato dell’Istituto Luce dal 1995 al 2001.

Quello dell’Istituto è un patrimonio immenso e sterminato. Da oggi, grazie alla informatizzazione e digitalizzazione, sarà disponibile a Cinecittà per il pubblico dalle otto del mattino alle otto di sera. Offriremo […] un catalogo con 100mila avvenimenti, 10mila cinegiornali, 4mila documenti, 35mila ore di immagini filmate, 30mila voci inserite in una banca dati elettronica […] E’ una realtà culturale finalmente aperta a tutti – aggiungeva Guglielmi – scuole, università, giornalisti, storici, e altri […] Il nostro obiettivo nella informazione sempre più digitale [… ] è quello di diventare una sorta di Treccani visiva per contribuire alla formazione di una grande enciclopedia visiva del secolo che si sta chiudendo. E’ anche l’unico secolo che, nel bene e nel male, enfatizzando o riprendendo la realtà, ha filmato ogni suo passo. Ovviamente ci siamo posti anche domande e problemi di ordine etico. Le immagini del Ventennio, ad esempio, riportano angolazioni e spaccati non certo “pluralisti”. Per questo abbiamo scritto agli archivi di tutto il mondo chiedendo altre immagini, a complemento delle situazioni, come arricchimento critico e diversa prospettiva degli stessi avvenimenti

Sono alcune delle affermazioni di Guglielmi all’indomani della inaugurazione dell’Archivio storico Luce: il Corriere della Sera, il 6 novembre 1997,  raccontava che in “circa diciotto mesi un gruppo di 15 operatori specializzati hanno visionato i documenti filmici e li hanno poi descritti analiticamente. Il risultato di questo lavoro è stato la creazione di una banca dati elettronica da oggi a disposizione degli utenti in modo che ogni singolo dato anagrafico e di contenuto dei film sia schedato e che sia possibile una ricerca guidata attraverso un “thesaurus” di circa 30.000 descrittori”.  

Il “Luce” con il progetto pioneristico di Angelo Guglielmi divenne uno dei primi provider di contenuti culturali digitali di qualità. Quel progetto avrebbe sottratto alla conoscenza esclusiva degli storici o degli specialisti il racconto di più di un secolo di vita quotidiana del Paese per riversarla nell’esperienza orale e visiva e nella memoria di tutti gli utenti del web

Chi scrive qui era nel gruppo dei documentatori che visse quella straordinaria esperienza, poi proseguita e sviluppata con tenacia negli anni successivi e tuttóra in corso con grandi prospettive verso il futuro.

Il “Luce” con quel progetto pioneristico divenne uno dei primi provider di contenuti culturali digitali di qualità. Qualche giorno dopo il Corriere in un articolo con titolo ad effetto “Sul computer di casa i filmati del Duce” parlava di una “rivelazione” dei tecnici del Luce sul sistema informativo adottato che permetteva di accedere ai contenuti, descrittivi e digitali, in modo immediato: “un software di ricerca consente la consultazione della banca dati attraverso la rapida individuazione di ogni parola presente nel sistema. E, una volta localizzati i titoli dei documenti che interessano, si passa allo screening del filmati”.

Quel progetto che avrebbe sottratto alla conoscenza esclusiva degli storici o degli specialisti il racconto di più di un secolo di vita quotidiana del Paese per riversarla nell’esperienza orale e visiva e nella memoria di tutti gli utenti del web (e dal 2013 nella memoria del mondo secondo l’Unesco) è ancora in piedi, più vivo che mai .

Anche di questo dobbiamo ringraziare profondamente Angelo Guglielmi.


Gli articoli del Corriere della sera sono: “Filmati settant’anni d’Italia”, di Giovanna Grassi, 6 novembre 1997 e “Sul computer di casa i filmati del Duce” di Paolo Calcagno, 10 novembre 1997

Per ripercorrere la storia del progetto di costruzione dell’Archivio digitale Luce curato da regesta sin dagli esordi si segnalano:
Patrizia Cacciani e Antonella Pagliarulo, Il sistema informativo per la catalogazione del materiale iconografico dell’Istituto Luce, 2-3/2005 di Scrinia

Sul magazine di regesta tra gli altri: A.P, Quando la memoria è un bene dell’umanità e La memoria del patrimonio dell’umanità  (2013, 2015); Massimo Canario, L’archivio Luce si rinnova (2017)

La sezione Unesco sul registro del patrimonio del mondo è oggi raggiungibile nel sito di web archive: Newsreels and photographs of Istituto Nazionale L.U.C.E.

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