Democristiani si nasce

Ritratto della famiglia Mattarella
di 31 Gennaio 2015 0

Nel 1955 il ministro dei Trasporti del governo Scelba Mattarella accompagnava il Presidente Einaudi all’inaugurazione della prima linea della metropolitana a Roma, la B, ideata nel ventennio per  collegare la stazione Termini all’Esposizione universale del 42 – l’E42, che la guerra fece poi saltare.
Sergio Mattarella, figlio del ministro ritratto dalla Incom,  è stato eletto oggi Presidente della Repubblica italiana (con le modalità  che la Camera ricorda nel suo agile speciale sull’elezione del Capo dello stato italiano) e noi,  con i documenti conservati negli archivi, approfondiremo alcuni aspetti dell’uomo politico che da oggi guiderà il nostro Paese per 7 anni.

Siciliano, fondatore della Dc e dirigente dell’Azione Cattolica, membro della Consulta, della Costituente, deputato dalla I alla V Legislatura, sottosegretario e poi ministro dei Trasporti per molti anni, ministro per il Commercio con l’estero, gran mediatore tra i consiglieri regionali  democristiani divisi sulla giunta di Silvio Milazzo, il padre Bernardo Mattarella,presenziava spesso nei cinegiornali del dopoguerra mostre e inaugurazioni nel settore dei Trasporti e delle Comunicazioni: dalla presentazione ai romani del sottopassaggio realizzato per congiungere via Giolitti a Via Marsala al Museo ferroviario della Stazione Termini, il cui nastro inaugurale era tagliato dalla mamma di Sergio, Maria Buccellato.
Altri servizi video-giornalistici  mostravano il ministro nella sua terra, assieme ad altri esponenti della Dc siciliana (Mario Scelba, Giuseppe La Loggia, padre di Enrico La Loggia, Gaetano Martino, padre di Antonio, e si veda anche il viaggio di Gronchi in Sicilia).
Dc e Sicilia dunque: questo il “milieu”  in cui si formano i fratelli Mattarella. Piersanti, fratello di Sergio, presidente dell’Assemblea regionale siciliana nel 1980, fu assassinato dalla mafia il 6  gennaio 1980; la Camera ricorda l’esponente politico siciliano, l’Archivio digitale di Pio La Torre conserva la rassegna stampa, il documento del comitato regionale siciliano del Pci con correzioni di Pio La Torre, gli atti processuali sui delitti politici di Reina Mattarella e La Torre.

E arriviamo a Sergio, il giurista. Il suo profilo, il suo impegno politico è “scandagliabile” online grazie al portale storico della Camera dei deputati che elenca 7 incarichi parlamentari, 153 progetti di legge presentati, 326 atti di indirizzo e controllo, 245 interventi.
Della sua attività politica vogliamo ricordare ciò che ha reso quest’uomo politico moderato, cattolico, indigeribile al presidente di Forza Italia: le dimissioni dal VI governo Andreotti nel 1990 assieme a Mino Martinazzoli, Calogero Mannino, Riccardo Misasi, Carlo Fracanzoni, contro la decisione del Presidente del Consiglio di porre la fiducia sul maxiemendamento alla legge sulla tv (la cosiddetta Legge Mammì), agendo, diceva il democristiano Mattarella, “contro le indicazioni di una direttiva comunitaria”. “De Mita affonda il governo Andreotti. La sinistra dc ritira i suoi ministri” titolava il 27 luglio 1990 la Stampa. Sullo sfondo lo scontro tra De Mita e Craxi, tra Dc e CAF.
Ancora una volta la Camera dei deputati ci consente di andare oltre i fatti del giorno e dilatare la memoria troppo spesso schiacciata dalle domande del presente avendo reso disponibili online  i resoconti stenografici delle sedute dell’Assemblea dalla I legislatura. Tra gli atti consultabili il dibattito scaturito in aula dalle dimissioni del neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella il 26 e 27 luglio 1990. Buona lettura.

 

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