4 novembre 1966: l’alluvione di Firenze

di 4 Novembre 2015 0

All’alba  l’Arno, ingrossato dalle piogge dei giorni precedenti, straripa nel cuore di Firenze.  Alle sei del mattino le spallette degli storici ponti nel centro storico sono travolte,  l’acqua invade le strade, sommergendo decine di negozi, lambendo i primi piani delle case più vicine al fiume.
In circa ventiquattro ore, sotto Ponte Vecchio, passarano 400 milioni di metri cubi d’acqua (70 si riversano in città), che mescolata ai detriti e alla nafta, toccherà e supererà in alcuni punti i 6 metri di altezza. I morti saranno 34 i danni al patrimonio culturale della città enormi.  Raccontava Giorgio Bocca: ” Agli Uffizi sono arrivati il sovrintendente Procacci e il direttore del restauro Baldini. Ci si organizza per il recupero, si porta in salvo tutto ciò che sta nei laboratori: l’ Incoronazione di Filippo Lippi, la Madonna del Masaccio, due Simone Martini, un Giotto, formando una catena si portano via i trecento quadri della Galleria dei ritratti compresa l’ Incoronazione del Botticelli.  Sono in pericolo i ventiquattromila manoscritti della Biblioteca nazionale, i tremila e ottocento incunaboli, le sessantottomila opere musicali…il professor Carlo Ludovico Ragghianti, lo storico dell’ arte… esorta uomini di cultura e giovani a soccorrere la città. Il mondo raccoglie la sua voce, arrivano studenti a migliaia. Dormono nelle cuccette dei vagoni abbandonati su un binario morto“. Passeranno alla storia come “gli angeli del fango“, un fenomeno “collaborativo” diremmo oggi, di  grande partecipazione, che coinvolgerà la gioventù di tutto il mondo, in una grande prova di mobilitazione collettiva a difesa di valori universali, di un patrimonio artistico appartenente a tutta l’umanità.  Di questo impegno è testimonianza il servizio giornalistico di Pathé newsNation counts cost” che mostra, oltre alla forza distruttiva dell’alluvione, l’intervento di soccorso di decine di ragazzi nella Biblioteca di Firenze.

Del dicembre è invece il cinegiornale della testata giornalistica Sette G (rotocalco cinematografico edito dal ’66 al ’77) conservato nell’Archivio Luce, che registra il lavoro appassionato degli studenti volontari impegnati nel restauro delle opere danneggiate.

Per ricordare l’entità del danno al patrimonio inferto nel ’66 dall’inondazione lasciamo ancora parlare Giorgio Bocca: “Le opere guastate sono 1.400, di cui 221 tavole, 413 tele, 39 affreschi, 122 sculture. Disfatto il Museo delle scienze, distrutta la raccolta degli strumenti musicali, danneggiati il Cristo di Cimabue e gli affreschi di Paolo Uccello, quasi distrutta la sezione etrusca, danneggiato l’ Archivio di Stato che raccoglie in trecento sale la storia di Firenze, sommersi i seimila volumi e i corali miniati dell’ Opera del Duomo, un milione e trecentomila pezzi delle biblioteche danneggiati, devastati, il Gabinetto Vieusseux, la Sinagoga, l’ Accademia dei Georgofili, nove facoltà dell’ Università alluvionate con danni irreparabili“.

Per approfondire la storia dell’alluvione di Firenze segnaliamo la puntata di La Storia siamo noi, consultabile online; per le informazioni in linked data naviga con Lodlive

 

 

 

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