Il nuovo sito dell’Istituto Luigi Sturzo

Una vetrina sui progetti di ricerca, una finestra sulle fonti d’archivio dell’istituto. A cura di regesta.exe
di 6 giugno 2018 0

Online dall’11 maggio scorso il nuovo sito dell’Istituto Luigi Sturzo, che rinnova le modalità di presentazione e comunicazione delle numerose attività di ricerca, studio, formazione promosse nel campo delle scienze storiche, sociologiche, politiche, giuridiche ed economiche e nella tutela, la valorizzazione e la divulgazione del ricco patrimonio archivistico e bibliografico conservato.

Nato nel 1951, si legge nel sito,  “per volere di un gruppo di amici di Luigi Sturzo” per dare un’adeguata collocazione al pensiero e alle opere del fondatore del Partito Popolare” e “contribuire alla formazione delle nuove classi dirigenti nell’immediato dopoguerra sulla scia del vivace dibattito fra i Partiti e nel Parlamento sui problemi della ricostruzione e dello sviluppo dell’Italia”, l’Istituto, per la vastità e specificità del patrimonio conservato (il cattolicesimo italiano e la politica) è un soggetto unico nel panorama nazionale: l’Archivio è costituito da 112 Fondi personali e di partito, 1.300 manifesti, 200.000 fotografie, 1.450 documenti audio e 650 pellicole, la Biblioteca di 140.000 volumi e 600 periodici.

L’Istituto ha al suo attivo una decisa e pioneristica pratica culturale dedicata alla digitalizzazione dei propri materiali documentari la cui vastità e specificità fa dell’Istituto un soggetto unico nel panorama nazionale

Un patrimonio sempre più digitale, che ha raggiunto oggi una consistenza ragguardevole –  circa 400.000 oggetti – e che si è costituito nel tempo partendo da lontano:  la digitalizzazione dell’Opera Omnia di di Luigi Sturzo, integralmente accessibile online, è stata avviata nel 2005 .

Come ha voluto sottolineare la responsabile del laboratorio digitale dello “Sturzo” Patrizia Severi,  in occasione della giornata di studi dedicata ad Aldo Moro promossa lo scorso 14 maggio Aldo Moro nella storia della Repubblica introducendo una mostra digitale  sullo statista democristiano pubblicata all’interno del nuovo sito, l’Istituto ha  al suo attivo una decisa  e pioneristica pratica culturale dedicata alla digitalizzazione dei propri materiali documentari: la mostra insomma  “si colloca in una pratica culturale strategica di scelte che l’Istituto porta avanti da anni”.

Lo spazio digitale dedicato a Moro è quindi, ha continuato Severi, parte di un progetto più ampio, curato da regesta.exe, per rinnovare la comunicazione delle attività scientifiche e creare una nuova piattaforma per la gestione e la pubblicazione del patrimonio documentario. Del patrimonio documentario, migrato su xDams lo scorso anno e in via di descrizione archivistica, parleremo più in là.

Ma torniamo al sito, curato da Barbara Tieri, Responsabile della Comunicazione  dell’Istituto Sturzo: sviluppato su wordpress, la piattaforma open source più diffusa per la pubblicazione di siti e blog, adattato nella struttura e nella navigazione ai contenuti prodotti dall’Istituto, il sito presenta un accesso immediato all’area dei temi sui quali l’Istituto promuove le attività di studio e ricerca attraverso progetti (Ricerca e sviluppo, Formazione e didattica, Europa e Mondo, Innovazione sociale e culturale) seminari, incontri,  mentre la sezione delle notizie, dell’agenda e l’area “in evidenza” consentono di dare immediato risalto agli appuntamenti e alle scadenze delle iniziative  promosse o in corso.
Un’ampia sezione è poi dedicata ai collegamenti con il patrimonio digitale come i siti monografici su Sturzo e Andreotti. Il sito consente inoltre di costruire di volta in volta mostre digitali con i materiali d’archivio. Tra le iniziative promosse per il centenario della nascita di Aldo Moro vi è stata, come abbiamo detto sopra,  la realizzazione del percorso multimediale sul Presidente della Democrazia Cristiana, frutto di una selezione di documenti (lettere, fotografie, manifesti, vignette) e di uno studio di ricognizione, a cura di Paolo Acanfora, di tutti i fondi presenti e di tutte le tipologie documentali depositate presso l’Istituto, incluso il patrimonio bibliotecario, che presenta una notevole serie di pubblicazioni riguardanti la sua figura. 

Sviluppato su wordpress,  il sito presenta un accesso immediato all’area dei temi e alle notizie, al patrimonio e alle mostre digitali con i materiali d’archivio, al patrimonio audiovisivo, agli eventi del passato, con un colpo d’occhio giornalistico della Prima del Popolo, dal ’44 al ‘96

Due le finestre per attualizzare il materiale storico: il patrimonio audiovisivo, che conserva 60 interviste realizzate in tutta Italia sulla partecipazione del movimento femminile cristiano alla vita politica, decine di testimonianze di personalità del movimento cristiano internazionale, cortometraggi e lungometraggi dell’ufficio di propaganda della Dc,  la Spes; la Prima pagina, che, con un colpo d’occhio “giornalistico” agli avvenimenti del passato,  dà accesso alla raccolta del Popolo –  oltre 200.000 pagine integralmente digitalizzate.

Alla pregiata sede  rinascimentale dell’Istituto, Palazzo Baldassini, nato nel 1515 in via delle Coppelle,  è dedicato un ampio spazio, con descrizioni e percorsi (le decorazioni, il progetto, i cortili) ed un video di presentazione dell’edificio, dei suoi splendidi ambienti interni ed esterni.

Il sito, sviluppato da regesta.exe con il disegno grafico di hstudio, è ovviamente responsive.

 

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