1968: la Sicilia in piazza

di 6 Novembre 2019 0

“Ritiene ella probabile che i lavoratori contusi si rechino all’ospedale, per essere poi arrestati e denunciati ?”
E’ una delle tante interruzioni  che il deputato comunista siciliano Emanuele Macaluso inserisce nel dibattito a Montecitorio il 25 luglio del 1968, allorquando il ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato Giulio Andreotti prende la parola per rispondere alle mozioni, le interpellanze, le interrogazioni presentate, sulla situazione economica, politica, in Sicilia . Anche l’isola partecipa alla grande stagione di lotte operaie e sindacali che caratterizza il Paese negli anni dell’autunno caldo, protagonista in questi giorni di una manifestazione promossa dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e dalla Fondazione Gramsci per ricordare e riflettere sulle “lotte”  e le “utopie” del biennio 1969-1970.

Il 9 luglio del 1968 la polizia aveva caricato a Palermo le popolazioni del Belice – famiglie, sindaci, consigli comunali dei paesi devastati dal terremoto –  durante una manifestazione confluita davanti al palazzo della Regione e Macaluso, assieme al suo collega conterraneo, il sindacalista Italo Mazzola, ironizzava sulla politica repressiva delle classi dirigenti. Curioso e interessante, sia detto per inciso, lo scambio di battute tra Macaluso e Andreotti su Pasolini: “Pasolini fa scuola”, ironizzava il dirigente comunista commentando la difesa “sociologica” della polizia da parte del ministro democristiano (“questi agenti normalmente non provengono da famiglie di baroni o di alta nobiltà siciliana”). Ferma la risposta del ministro: “Pasolini farà scuola a lei. A me non l’ha mai fatta”.  

1963. Pio La Torre. (Foto Scafidi) Archivio digitale Pio La Torre

Andreotti era chiamato a rispondere sulla politica industriale in Sicilia, sullo sviluppo economico regionale (si parla anche del ponte di Messina!) sul ruolo dell’IRI e dell’ENI nell’isola, e sulla crisi aziendale della Raytheon ELSI, industria nuova operante nel settore dell’elettronica, protagonista del  materiale  girato dalla Unitelefilm (società di produzione fondata dal PCI per raccogliere e conservare la produzione dei film di propaganda) in occasione dello sciopero  generale del 25 ottobre a Palermo raccontato dalle immagini con cui apriamo questo articolo.
Il 25 luglio la Camera approvò un ordine del giorno presentato da Bernardo Mattarella che prevedeva tra l’altro l’impegno del governo per una nuova gestione industriale dell’ELSI, decisione che Pio La Torre, deputato dell’Assemblea regionale, ricordò nell’aula di Palazzo dei Normanni, il 29 ottobre del 1968,  per accusare il governo regionale di pavidità verso il governo nazionale e incapacità.

Questo è il contesto – crisi occupazionale, economica aggravata dai ritardi nella ricostruzione post-terremoto – in cui si muovono le immagini di questo sciopero generale. Che vede tra i protagonisti, come in tutte le piazze italiane del ’68  i giovani, e poi gli operai dell’ELSI, i sindacalisti e uomini politici locali come Pio La Torre, in secondo piano sul palco e, seduto a terra, in un accenno di disobbedienza civile, Danilo Dolci, che con il pennello dei diritti sociali in mano, con i suoi compagni ha tracciato sul muro Lavoro, Scuola, Industrie.   


I documenti

Portali consultati: catalogo digitale dell’AAMOD, il portale storico della Camera dei deputati, l’archivio digitale Pio La Torre.

In particolare: il girato “Sciopero generale a Palermo – 25 ottobre 1968” è conservato dall’archivio filmico dell’AAMOD
Il dibattito in aula è tratto dal resoconto della Seduta antimeridiana di giovedì 25 luglio 1968
Sulla manifestazione del 9 luglio si legga l’intervento di Pio La Torre presso l’ARS: “Sugli incidenti verificatisi nella piazza antistante l’Assemblea
regionale siciliana (seduta del 12 luglio 1968)”; sulla vertenza ELSI l’intervento del sindacalista all’ARS “I provvedimenti per l’azienda elettronica Elsi (seduta del 15 novembre 1968)




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