2.8 milioni di immagini in pubblico dominio

di 6 Marzo 2020 0

Un regalo dello Smithsonian Institute. Il centro di ricerca americana ha rilasciato liberamente quasi tre milioni di immagini 2D e 3D ad alta risoluzione,  provenienti dalle collezioni di 19 musei, nove centri di ricerca, da biblioteche, archivi e dal National Zoo. 

Attraverso la piattaforma online Smithsonian Open Access, si possono esplorare e riusare milioni di contenuti digitali: immagini e metadati sono rilasciati in pubblico dominio come Creative Commons Zero (CC0), la licenza che prevede l’uso, la trasformazione e la condivisione libera dei dati.

Il lancio di questo database – si legge nel  magazine dello Smithsonian – segna l’ultima vittoria nel crescente sforzo mondiale per rilasciare in pubblico dominio le collezioni appartenenti a musei: ricordiamo  il Rijksmuseum, di cui abbiamo più volte parlato anche noi, o l’ Art Institute of Chicago che, raccontava il magazine nel 2018, offrendo 44313 immagini online non ti constringe a prendere un aereo per vedere i suoi capolavori.

Simon Tanner, esperto in digital cultural heritage al King’s College London, ci tiene a sottolineare però che la scala del rilascio dello Smithsonian è senza precedenti,  per l’interdisciplinarietà dei dati, la scala spaziale e temporale.

How to Make a Collagasaurus

“Uno dei vantaggi più tangibili”, sostiene Tanner, è un “aumento massivo nella scala di interazione del pubblico con lo Smithsonian – qualcosa che manterrà e rafforzerà il marchio di qualità dell’istituto per i pubblici vecchi e nuovi, specialmente come”ricadute” di contenuto nelle piattaforme di open knowledge come Wikipedia: “as soon as you open the collections up, it’s transformative”.
I dati possono essere consultati come Single Object TXT files, IIIF JSON Manifest, Research data via Figshare, .JSON via API and GitHub repository; questi i link per navigare e scaricare in open access i contenuti:

Peccato che il portale non consenta di raffinare la ricerca e di applicare filtri.
Lo Smithsonian ha inviato artisti, educatori, ad usare i nuovi contenuti.

Così l’artista Amy Karle ha realizzato in 3 D una serie di sculture raffiguranti il triceratopo di 66 milioni di anni del Museo Nazionale di Storia Naturale, e gli illustratori Jon Scieszka e Steven Weinberg hanno realizzato “How to Make a Collagasaurus“, un libretto di istruzioni che invita i bambini a trasformare le collezioni Smithsonian in nuove e straordinarie forme d’arte…


Artist Amy Karle unveils a series of sculptures of the National Museum of Natural History’s 66-million-year-old triceratops, Hatcher. Amy Karle, collaboration with SI)

Tra le iniziative in corso, in collaborazione con Google, Smithsonian ha implementato algoritmi machine learning sui suoi dataset per arricchire la lista di donne illustri che hanno modellato la storia della scienza. Uno sforzo, si ricorda, precedentemente sostenuto da contributi del pubblico, grazie alle politiche collaborative avviate da tempo dalle istituzioni culturali americane (ne avevamo parlato in un articolo dedicato al crowdsourcing)


L’immagine in evidenza è tratta dalle collezioni dell’Istituto: International Women United, 1975.

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