Un viaggio immersivo nell’arte preistorica delle grotte di Porto Badisco

L'IIPP inaugura una mostra virtuale nella Grotta dei Cervi
di 11 Novembre 2020 0
La mostra virtuale di Porto Badisco

La mostra

Si inaugura oggi alle 15 la mostra virtualePorto Badisco nel cinquantenario della scoperta. Una visita nel santuario preistorico attraverso le foto di Paolo Graziosi nell’Archivio fotografico IIPP”.

Le fotografie scattate dal grande paletnologo Paolo Graziosi, fondatore nel 1946 del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e studioso del grande complesso carsico di Badisco scoperto nel 1970, renderanno percorribile uno spazio altrimenti inaccessibile. Il visitatore attraverserà il secondo corridoio della grotta, il più ricco di figure, attraverso un itinerario fotografico che ricalca la successione delle immagini sulle pareti, con l’intento di creare una suggestione dello spazio sotterraneo.

Le pitture individuate nel più grande complesso artistico neolitico esistente in Europa, la Grotta dei Cervi di Porto Badisco, rappresentano figure umane e animali in forma più o meno schematica ma soprattutto – scrive l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP), promotore della mostra – elementi geometrici e astratti di difficile interpretazione e anche impronte di mani, tutti elementi che rimandano alla sfera del culto.

Il progetto

Le immagini della mostra sono state selezionate dai 13.000 scatti dell’archivio di Graziosi riguardanti lo studio della preistoria e della protostoria in generale e italiana in particolare, e gli avvenimenti ad esso collegati (ricerche, scavi, convegni) svoltisi durante il XX secolo, a partire dalla fine degli anni venti. Le immagini documentano soprattutto l’attività svolta dal paletnologo come studioso, particolarmente interessato all’arte preistorica, e come esploratore.

Il materiale fotografico è in corso di catalogazione sulla piattaforma xDams  scelta dall’IIPP per descrivere l’archivio di Graziosi e per interoperare con la la nuova piattaforma Open Prehistory ideata e sviluppata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria con un finanziamento  del MIUR e dalla Fondazione CR di Firenze. L’obiettivo del progetto Open Prehistory  è quello di condividere, in formato open, materiali e contenuti digitali sulla e per la Preistoria  – libri e riviste specializzati,  contenuti didattici e divulgativi, prodotti multimediali e fotografie appunto –  per i diversi pubblici interessati alle civiltà prestoriche, siano essi studiosi, studenti o appassionati.

La piattaforma è stata presentata nel febbraio scorso al Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale di  Firenza, tourismA ed ora, con questa iniziativa, utilizza l’archivio digitale in corso di realizzazione per restituire anche al grande pubblico, accanto alle riproduzioni fotografiche delle pitture parietali, il fascino e il mistero di queste tracce dell’arte preistorica. Non si tratta però solo di un’immersione suggestiva per l’utente virtuale:   al termine della visita i temi di ricerca di Graziosi e dell’IIPP sulle pitture e i materiali archeologici rinvenuti sono illustrati con specifici pannelli di approfondimento.


La mostra è a cura di Luca Bachechi, Italo Maria Muntoni, Daniela Puzio, Anna Revedin.

Qui le istruzioni per la visita


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