È arrivato. Il nuovo catalogo dei beni culturali.

Dal progetto di regesta.exe e synapta vincitore della gara ICCD alla pubblicazione online
di 26 Febbraio 2021 0
Lippo di Corso, Banchetto di nozze di Santa Cecilia e San Valeriano

Aperto, interoperabile, connesso,  aggiornato, per costituzione, partecipato: sono solo alcune delle caratteristiche del nuovo portale in Linked Open Data sui beni culturali pubblicato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
Realizzato con la partnership tecnologica di regesta.exe, sviluppando il progetto di una nuova piattaforma di consultazione per il catalogo vincitore con Synapta (per la componente tecnologica di crowdsourcing) e hstudio (per il layout grafico) della call to co-creation lanciata dall’Istituto nel 2018, il portale rinnova integralmente il sistema di consultazione precedente,  il Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGECweb), usato finora per consultare le schede descrittive dei beni culturali realizzate nel corso degli anni dall’Istituto, dalle Regioni e dagli altri enti territoriali.
Il nuovo portale, che dà accesso ad oltre un milione e duecentomila schede, è basato sulle tecnologie semantiche ed è ideato per mettere l’esperienza dell’utente alla base della progettazione delle nuove funzionalità.
Regesta.exe  ha disegnato la nuova interfaccia e strutturato l’architettura informativa del portale in totale sinergia con l’Istituto, un protagonista nel campo delle digital humanities,  da tempo impegnato  nella promozione delle attività di apertura dei dati del Catalogo in formato “open data” (http://www.iccd.beniculturali.it/it/per-condividere/dati-aperti) e, con il Progetto ArCo-Architettura della conoscenza  in formato “linked open data”.

Aperto, interoperabile, connesso,  aggiornato, per costituzione, partecipato: sono solo alcune delle caratteristiche del nuovo portale in Linked Open Data sui beni culturali pubblicato dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

“Alla base della pubblicazione dei dati del Catalogo” – spiega l’ICCD nella pagina introduttiva del portale – “ vi sono le ontologie di ArCo – Architettura della conoscenza, modelli concettuali che mirano a esprimere la complessa semantica sottesa alle attuali trenta normative catalografiche, rilasciati dall’ICCD insieme all’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR tra il 2018 e il 2020 per la strutturazione della conoscenza per i beni culturali”.
Il progetto ha dunque previsto la pubblicazione di dati catalografici in totale conformità con gli standard del web semantico e le linee guida dell’Agid per la valorizzazione del patrimonio e l’arricchimento delle informazioni provenienti dal Catalogo con le risorse disponibili nella LOD Cloud attraverso le attività di interlinking ad altri dataset, siano essi  prodotti dall’amministrazione dei beni culturali, come quello dei Luoghi dell Cultura, siano essi dataset esterni (Wikidata, wikimedia, DBPedia,  Viaf, Geonames ,  ULAN (Union List of Artist Names) del Getty, Bibliothèque nationale de France,  Library of Congress Name Authority File.

Perché un portale in LOD

I vantaggi di questa modalità di pubblicazione delle informazioni sono evidenti: il catalogo è costantemente aggiornato e le prospettive di crescita – legate all’emersione di progetti LOD, istituzionali o di community –   infinite. Ma lasciamo la parola al portale: “grazie ai collegamenti stabiliti tra gli autori del Catalogo e le fonti della Linked Open Data Cloud – citiamo il Catalogo –  le pagine degli autori vengono alimentate con le informazioni recuperate in tempo reale dalla rete e che quindi risultano aggiornate ogni volta che le fonti esterne vengono arricchite con nuovi dati (come ad esempio le date di nascita, data di morte, luoghi, ecc.)”

In linea con le pratiche collaborative promosse in tutto il mondo dalle istituzioni cui è demandato il compito di conservare e diffondere la conoscenza dei grandi patrimoni pubblici, l’ICCD invita gli utenti a partecipare alla costruzione del catalogo: il nuovo portale è integrato con strumenti di crowdsourcing  che consentono –  tramite OLAF, una piattaforma curata da Synapta –  l’interazione diretta dell’utente registrato con il sistema per l’arricchimento dei dati sul patrimonio, per connettere i dati del portale a fonti esterne (Wikidata e altre fonti della Linked Open Data cloud connesse a Wikidata).

La navigazione

L’intero Portale è quindi la versione HTML, human readable , di dati RDF, machine readable; se la sua struttura segue i principi dettati dallo standard RDF (permalink, content negotiation, etc.)  la sua interfaccia offre una rappresentazione ricca e diversificata dei contenuti delle collezioni digitali, permettendo agli utenti con interessi diversi di esplorare i contenuti in modo differenziato: vi sono accessi guidati, filtri, per specialisti e per utenti generici ma per tutti, sempre, la  visualizzazione del contesto.

La homepage è strutturata in fasce orizzontali. In evidenza nella prima fascia sono proposti degli accessi privilegiati agli autori e ai luoghi della cultura. Subito dopo le due fasce di apertura, è stata prevista la ricerca semplice e avanzata nell’intero Catalogo, l’accesso per tipologia di beni culturali (beni archeologici, beni architettonici e paesaggistici, beni demoetnoantropologici, beni musicali, beni fotografici, beni naturalistici, beni numismatici, beni scientifici e tecnologici e beni storici e artistici) con l’indicazione numerica della consistenza, e la navigazione dei dati georeferenziati sulla mappa. Una sezione Itinerari consente la pubblicazione di percorsi di approfondimento sui beni del catalogo. Si segnala, tra gli articoli in evidenza, Mussolini e la Pietà di Palestrina: un caso di propaganda fascista. L’ultima sezione della homepage è dedicata all’interazione collaborativa dell’utente.

L’interfaccia offre una rappresentazione ricca e diversificata dei contenuti delle collezioni digitali, permettendo agli utenti con interessi diversi di esplorare i contenuti in modo differenziato


La pagina dell’autore è composta da un’aggregazione di informazioni e risorse interne ed esterne. Vengono visualizzate otto opere con la possibilità di esplorare con un link tutte le opere dell’autore, o le opere collegate, presenti nel Catalogo. Nella stessa pagina sono pubblicate anche le immagini recuperate dall’applicazione di navigazione dei beni fotografici dal sito http://dati.beniculturali.it/app/iccd-archivi-fotografici/ .

Cliccando su un luogo della cultura, si accede alla pagina dedicata ai luoghi che conservano i beni del catalogo:  sono presenti informazioni provenienti dagli allineamenti con la LOD Cloud ed in particolare  la descrizione del luogo disponibile nel dataset dei luoghi della cultura. Pensando alla possibile (ed auspicabile) interscambiabilità dell’esperienza digitale e fisica dell’utente del nuovo portale, un navigatore che può vestire anche i panni del turista alla ricerca di informazioni utili in un sito dedicato al patrimonio culturale del Paese, nella pagina sono pubblicate anche le  informazioni sulle modalità di accesso al luogo di conservazione (mappa, indirizzi, contatti, orari)

Cliccando su un bene, si accede alla pagina ad esso dedicata.  In alto, compare la denominazione dell’opera, con gli estremi cronologici e le indicazioni sugli autori,  a destra un’anteprima dell’immagine,  al centro una selezione di informazioni descrittive di base, tratte dalla scheda di catalogo (consultabile integralmente nel PDF allegato). Il sistema offre la possibilità di visualizzare anche i dati in formato RDF grazie al collegamento con la scheda pubblicata sul sito dati.beniculturali.it.
Lo spazio digitale consente di muoversi rapidamente tra le opere dello stesso autore  o dello stesso periodo, basta scendere in fondo alla pagina e cliccare.
La ricerca semplice e la ricerca avanzata consentono un’esplorazione libera nel portale, con campi di ricerca su elementi informativi trasversali alla maggior parte delle schede di catalogo e filtri di navigazione più o meno specialistici.

La presentazione

Martedì 2 marzo, dalle 10 alle 16:30 l’ICCD presenterà il nuovo catalogo che, si legge nel programma di lancio, “apre a una visione e a una condivisione del patrimonio vasta e potenzialmente infinita, collegandosi, a partire da oggi e per gli anni a venire, ai dati virtuali condivisi in rete dalle istituzioni o dai privati in formato libero, gratuito e aperto”. Strumento semplice ma avanzato di democrazia e conoscenza, verrà consegnato “nelle mani di ciascun cittadino, dando la possibilità di navigare nel vasto mare della conoscenza seguendo delle mappe di informazione collegate tra loro.”

Appuntamento dunque alle 10 sul canale you tube https://www.youtube.com/user/Iccd01

Per regesta.exe e Synapta interverranno Giovanni Bruno, Federico Morando e Giorigo Bevilacqua.


L’immagine è tratta dal Catalogo generale dei beni culturali, Dipinto di San Valeriano, San Tiburzio, Sant’Urbano, Santa Cecilia, post 1394 – ca 1410, attribuito a Lippo di Corso (link)

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