I Cant’Get No e l’invenzione di Lou Ottens

di 12 Marzo 2021 0

“Più piccola di un pacchetto di sigarette”: per l’ingegnere olandese Lou Ottens, scomparso recentemente a 94 anni,  la cassetta per la registrazione della voce e della musica doveva entrate nella tasca della giacca. Insomma si trattava di far fare qualche passo avanti alla tecnologia, superando il prodotto lanciato sul mercato nel 1958 dalla RCA – l’audiocassetta protagonista del video del giorno. Così l’azienda presso la quale lavorava Ottens, la Philips, nata a Eindhoven nell’Ottocento per produrre lampadine,  chiese ai dipendenti più creativi di ideare un apparecchio più efficace.  La musica doveva essere portatile e accessibile a tutti, pensò Ottens, maneggevole come un modellino di legno che aveva infilato in tasca, un prototipo della musicacassetta. Quel blocchetto che purtroppo non può essere ammirato come una reliquia nel Museo Philips accanto ad altri oggetti di culto perché, racconta la direttrice del Museo Olga Coolen, andò in pezzi: Ottens lo usò per.. sostenere il cric durante il cambio di una ruota a terra!

“Le cassette e gli strumenti di registrazione e riproduzione furono presentati il 30 agosto 1963 in un evento di settore organizzato a Berlino[… ] e rivoluzionariono l’accesso e la diffusione della musica e creando il primo fenomeno di massa di pirateria musicale privata, che la discografia tentò per anni di perseguire con campagne minacciose quanto infruttuose”, ricorda il Post.

“Primitivi, inclini al rumore e alla distorsione“: Ottens era già pronto a superare la tecnologia delle cassette e a dedicarsi ad altro. Eppure la vendita di  musicassette arrivò probabilmente a toccare 100 miliardi di pezzi.


Eppure, soprattutto, se non ci fosse stata l’invenzione di Lou Ottens gli anni Sessanta sarebbero stati diversi: fu grazie ad una registrazione notturna, quasi casuale, che Keith Richards lasciò le tracce di un riff di chitarra, quello di Satisfaction (I Can’t Get No), una delle migliori canzoni di tutti i tempi.
Lo ricorda il chitarrista nella sua autobiografia:  “He awoke one morning in his Carlton Hill flat and listened, amazed, to the idea he couldn’t recall recording the night before. “Then I pushed rewind andthere was ‘Satisfaction’”–along with “forty minutes of me snoring“…
Una storia gloriosa che il museo Philips ricorda con un racconto ed una sala dedicata.

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