Espulsa dalla scuola a 8 anni, sono stata clandestina

Il ricordo dell'alunna Liliana Segre
di 25 Gennaio 2019 0


Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz – definito ieri dal Presidente Mattarella nel corso della cerimonia del Giorno della memoria il “simbolo del male assoluto” – ha raccontato il 22 gennaio scorso agli studenti delle scuole medie e superiori riuniti alla Scala di Milano come un giorno fosse stata espulsa dalla scuola quando aveva 8 anni. “Per la sola colpa di essere nata“, ha raccontato come una nonna, “per la colpa di essere ebrea.”
Il Regio Decreto Legge del 5 settembre 1938-XVI, n. 1390 aveva stabilito con l’articolo 2  che “alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale” non avrebbero potuto più essere iscritti “alunni di razza ebraica”.
Liliana, 8 anni, non avrebbe più potuto varcare il portone della scuola di via Ruffini. Separata dagli “altri” alunni delle classi italiane, protagonisti di questo documentario di propaganda dell’Istituto Luce, realizzato alla fine degli anni Trenta per mostrare come il regime avesse a cuore i propri figli (persino quelli con disabilità, o gli anziani dell’Impero coloniale italiano!)

“Io sono stata una clandestina, con le carte false, sono stata una clandestina richiedente asilo e lo so cosa vuol dire essere nella terra di nessuno, quando nessuno ti vuole…lo so cosa come si sta quando si ergono muri…come faccio a gridarlo a chi erge i muri? … Tentammo il passaggio in Svizzera… l’asilo fu chiesto ma fu negato, io lo so cosa vuole dire negare l’asilo… Io sono una che le ha provate queste cose. Io sono quella bambina diventata vecchia a cui è stata chiusa la porta della scuola di via Ruffini.. e fu chiusa anche la porta della terra della libertà”. L’ufficiale svizzero rimandò indietro Liliana e la famiglia, ha proseguito la senatrice, con un chiaro riferimento alla politica di espulsione dei migranti perseguita dal governo italiano.

Agli occhi dei bambini, al trauma vissuto per l’espulsione dalla scuola sono dedicate mostre – come l’esposizione allestita al Quirinale, in corso fino al 10 febbraio 2019 “1938: l’umanità negata – Dalle leggi razziali italiane ad Auschwitz” o la nuova docu-fiction Figli del destino, sulla storia di 4 bambini – Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà, Guido Cava – la cui vita venne sconvolta dalle leggi razziali.

Ritratto di Liliana Segre con Giuliana Ravazzini, Inverigo (Como), 30 giugno 1940, Archivio fotografico CDEC

Avevamo parlato tempo fa della messa online della rivista Israel, conservata dalla Fondazione Cdec di Milano e dell’ultimo numero pubblicato nel settembre 1938, dove si assisteva al tentativo di riorganizzare le scuole israelitiche, con un appello allo spirito comunitario per una soluzione condivisa – “non ti separare dal pubblico”, si invocava, affinché coloro che potevano provvedere privatamente alla educazione dei figli partecipassero alla ricerca di una soluzione collettiva.

Alla scuola ebraica di via Eupili a Milano, che accolse dal ’38 i bambini ebrei espulsi dalle scuole del Regno, sarà dedicata, nel Giorno della memoria una targa di commemorazione nell’ambito del progetto “Milano è memoria” che contribuisce a coltivare la memoria storica e critica delle istituzioni e degli avvenimenti della città.
Promotori il Comune di Milano, la Comunità ebraica di Milano con la Fondazione Cdec che rende disponibile nella sua Digital Library una pagina sulla storia della scuola ebraica attivabile grazie ad un QRcode inserito nella targa.

Dopo le leggi razziali la scuola di via Eupili innestò nel liceo-ginnasio esistente, con opportuni adattamenti, i corsi di liceo scientifico, di istituto magistrale e di istituto tecnico. Con la guida di  Yoseph Colombo, docente di storia e filosofia,  la scuola si arricchì di elementi di originalità e specificità ebraiche.
La guerra, la caccia agli ebrei avviata dai nazifascisti dopo l’8 settembre, la Liberazione, la nascita del Centro di documentazione ebraica in uno dei villini: lo storico Enrico Palumbo dell’Università Iulm ricorderà la storia di questa scuola e della comunità ebraica milanese.


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