Online la rivista italiana Israel

Uno sguardo sulla comunità ebraica dal 1916 al 1938 grazie al catalogo digitale CDEC
di 17 gennaio 2018 1

“La tradizione italiana e latina, non portata né a intolleranze religiose né ad antipatie razziste e l’esiguo numero degli ebrei viventi, alcuni da secoli innumerevoli, in mezzo alla popolazione italiana, sono fattori contrari ad un clima antisemita”; per gli ebrei, come per i cittadini italiani “l’obbedienza [alle] leggi e la illimitata devozione e disciplina allo Stato è anche per loro il criterio con cui si misura il buono od il cattivo cittadino”:  sono alcuni dei passaggi pubblicati sulla rivista Israel del 24 febbraio 1938 a commento della nota diramata  il 16 febbraio dall’Informazione Diplomatica, in cui il governo fascista smentiva l’adozione di politiche discriminatorie o persecutorie verso gli ebrei.

Israel è l’ultima risorsa digitale pubblicata dalla Fondazione Cdec nella sua libreria digitale. Come si legge nel sito della Fondazione  si tratta di “un settimanale politico-culturale ebraico pubblicato a Firenze dal gennaio 1916 all’agosto 1974, nato dalla fusione, de “Il Corriere Israelitico” (Trieste, 1862-1915) e la “Settimana Israelitica” (Firenze, 1910-1915)”.  Fu diretto da Dante Lattes e Alfonso Pacifici fino al  novembre 1938 quando, con la legislazione antirazziale,  la pubblicazione fu interrotta.

Marc Chagall, White Crucifixion, 1938

Marc Chagall, White Crucifixion, 1938

La pubblicazione online di tutti i numeri  editi tra il 1916 ed  il 1938 è di enorme interesse e consente, tra l’altro, di gettare uno sguardo su sentimenti, comportamenti, iniziative, orientamenti di parte della comunità ebraica italiana nel  ventennio fascista, ed in particolare, alla vigilia della legislazione antiebraica.  E’ con il fiato sospeso che seguiamo, nell’ultimo numero pubblicato prima dell’interruzione, il 22 settembre 1938, sotto il titolo “In tema di scuole ebraiche” il tentativo di riorganizzare le scuole israelitiche, l’appello allo spirito comunitario per una soluzione condivisa – “non ti separare dal pubblico”, si invoca, affinché coloro che possono provvedere privatamente alla educazione dei propri figli partecipino alla ricerca di una soluzione collettiva –  mentre il regime manifesta pubblicamente, con i primi provvedimenti discriminatori nella scuola,  la volontà di procedere ormai sulla strada della persecuzione razziale.
Quella persecuzione, sia detto per inciso, che i Costituenti non dimenticheranno nel redigere l’articolo 3 della Costituzione,  quando sanciranno l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge senza distinzioni di razza; quella “maledetta parola”, chiosò il presidente della “Commissione dei 75”, Meuccio Ruini,  carica però di “contingenza storica” (si veda il resoconto del dibattito in occasione di un emendamento proposto dal dc Mario Cingolani).  
Nel dicembre 1944 Israel potè rivedere la luce, sotto la direzione di Carlo Alberto Viterbo. Tutta la collezione è consultabile presso la Biblioteca della Fondazione CDEC.

 

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