Antonio Segni, un sardo esile dal capo bianco

di 3 Ottobre 2019 0

Il 4 ottobre l’Archivio storico del Quirinale ospiterà un incontro di studio dedicato alla “Presidenza Segni e al ruolo internazionale dell’Italia nella fase iniziale del Centro-sinistra” . Al politico, nato a Sassari il 2 febbraio 1891, morto a Roma il 1° dicembre 1972, esponente di spicco dell’ala moderata della Democrazia cristiana, uomo di governo dell’era centrista e Presidente della Repubblica dal 1962 al 1964,  dedicheremo una veloce ricognizione sulle fonti disponibili online, ricordando in apertura l’attenzione riservata al dirigente DC dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica sostenitore del progetto di digitalizzazione dell’archivio personale di Segni (circa 12.000 unità documentarie).

Conservet Deus su Presidente”: l’inno nazionale monarchico sardo, intonato in versione repubblicana, accoglie Segni, appena nominato Presidente,  nel suo viaggio da “privato cittadino” in Sardegna nel maggio del 1962: è un cinegiornale dell’Archivio storico Luce  – “Tutti abbracciano il Presidente” – a mostrare le immagini del bagno di folla per l’onorevole Segni, padre costituente e deputato, che si affaccia con la moglie, Laura Carta Caprino, dalla casa di Sassari.
Il giornalista Nicola Adelfi dalle colonne de La Stampa descrisse spesso, con una certa ammirazione, le passeggiate nel centro della città dell’”uomo semplice” che della gente sarda conosceva la “severa dignità” (La Stampa del 5 giugno 1957) e che si sarebbe circondato di “uomini della sua isola” (si parlava di “brigata Sassari”, La Stampa del 16 giugno 1978).  

Antonio Segni, tra i primi iscritti al Partito Popolare e tra i fondatori della Democrazia Cristiana, è deputato della Costituente e del Parlamento della Repubblica per tre legislature. Grazie al portale storico della Camera dei deputati possiamo avere accesso a dati, informazioni e documenti sull’attività politica dell’uomo politico sardo: la scheda anagrafica elenca i 19 incarichi di governo ricoperti nella vita della Repubblica,  dall’Agricoltura  – come sottosegretario alla Consulta, ministro nei governi Parri e De Gasperi, fino al 1951 –  all’Istruzione, agli Affari Esteri, alla Difesa,  i 308 progetti di legge presentati (181 primo firmatario), i 355 interventi alla Camera, le 153 immagini di Segni provenienti dall’Archivio fotografico prodotto dall’Ufficio del Cerimoniale dei Presidenti della Camera (dalla I alla XII legislatura ). 

Vittorio Gorresio, celebre notista parlamentare de La Stampa, ritrasse la lunga carriera politica di Segni (venti anni “intensi”) distinguendo due fasi: nel periodo del Secondo dopoguerra e del centrismo il leader democristiano fu considerato addirittura da molti un “rivoluzionario” per l’impegno profuso nell’elaborazione delle leggi di riforma agraria, negli anni di gestazione del centrosinistra un politico conservatore a cui affidare l’incarico, nel 1959, di formare un nuovo governo per spingere l’Italia a destra (Vittorio Gorresio, Dalla legge agraria al Quirinale, La Stampa del 2 dicembre 1972).  

Visita del Presidente della Repubblica in Sicilia, 23-27 maggio 1964, ASPR

Per avere un’immagine più concreta e vivida di Segni e della Dc di quegli anni è necessario però rivolgersi ai racconti e alle immagini dell’Archivio Luce che con circa 450 filmati dell’archivio audiovisivo e 643 fotografie lo ritraggono nei viaggi, nelle visite, nelle inaugurazioni con la veste di uomo di governo, o di Presidente della Repubblica. Eccolo sorridente e affettuoso ( La Settimana Incom n. 494 ) mentre bacia un contadino, nel 1950, in occasione della consegna delle terre in Calabria per la legge Sila, il provvedimento voluto da Segni per favorire la redistribuzione delle terre e costituire un ceto di piccolo proprietari fedeli al nuovo stato repubblicano e alla democrazia Cristiana.

Dopo il congresso di Napoli Moro mantenne la parola e portò Segni al Quirinale. Qualcuno si stupì di quell’operazione politica, che invece obbediva ad una lucidissima geometria. Per bilanciare l’arrivo dei socialisti sulla sinistra, la Dc mandava al vertice dello Stato il capo dell’ala moderata”: così Eugenio Scalfari riassume la situazione politica in cui maturò la candidatura e l’elezione di Segni al Quirinale, ricordando il congresso DC di apertura al centrosinistra guidato da Aldo Moro nel gennaio del 1962 (La Settimana Incom n. 2182).

Visita del Presidente della Repubblica in Sicilia, 23-27 maggio 1964, ASPR

Il portale dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblicaispirato  nel modello concettuale, tecnologico e nella filosofia dell’open government a quello della Camera dei deputati appena citato – conserva archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali che “testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro”.  Ed è lì che termineremo questa breve rassegna. Antonio Segni viene eletto  faticosamente, al nono scrutinio, il 6 maggio 1962, ed il portale pubblica il discorso di insediamento in cui fra l’altro Segni precisa che non spetta a lui determinare gli indirizzi politici della vita dello Stato prerogativa del Governo della Repubblica (un accenno polemico alla presidenza  Gronchi, marcata da un deciso interventismo?). Possiamo seguire la giornata del giuramento e dell’insediamento grazie alla pubblicazione dei Diari storici che riportano il calendario degli impegni pubblici dei Presidenti e vederne lo svolgimento attraverso i 38 scatti navigabili online, parte delle 3128 immagini pubblicate sulla Presidenza Segni appartenenti al patrimonio fotografico dell’archivio storico, proveniente in massima parte dall’Ufficio per la stampa e la comunicazione. Un’altra fonte di grande interesse è costituita dai  “viaggi” che Segni, come gli altri capi dello Stato, ha compiuto nelle città italiane: una “parte essenziale del dialogo e della complessa dialettica conoscitiva che si svolge fra il Presidente e il Paese, le cui tappe costituiscono momenti significativi di quella che è stata definita la “pedagogia presidenziale” (dal sito ). Il portale pubblica inoltre i discorsi e i  messaggi dei Presidenti, e molto altro.

Visita del Presidente della Repubblica in Sicilia, 23-27 maggio 1964, ASPR

La Presidenza Segni, com’è noto, non ebbe un lieto fine. La crisi del centrosinistra nella primavera/estate del ’64,  il rischio di un golpe autoritario organizzato dal generale De Lorenzo maturato nell’ambiente del “moderatismo doroteo” di Segni, il drammatico colloquio del Presidente con Moro e Saragat, che precipita in una trombosi cerebrale. Il 10 agosto è istituita la supplenza del Presidente del Senato Cesare Merzagora (fino al 28 dicembre 1964), nel dicembre 1964 Segni si dimette, divenendo senatore a vita in quanto ex Presidente della Repubblica.
E’ ancora all’Archivio storico del Quirinale –  reso vivo e fecondo dalle iniziative promosse per valorizzare il patrimonio storico della Presidenza e delle fonti utili  alla conoscenza della storia dell’Italia repubblicana –  che ricorriamo per una riflessione complessiva sul ruolo svolto da Antonio Segni nella storia del nostro Paese. L’incontro di studio sul leader democristiano promosso nel settembre 2017 per presentare il libro dello storico Salvatore Mura  “Antonio Segni. La politica e le istituzioni” è una risorsa digitale disponibile online per tutti. 
Riemerge la lettura di un Segni rivolto a sinistra fino al 1958 e a destra dal 1958 al 1964,  che allegerisce la biografia politica dell’ex Presidente dal peso schiacciante della lunga e torbida estate del ‘64.


L’immagine di apertura è tratta dall’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica (ASPR): Antonio Segni durante la sua visita di Stato in Grecia (26-28 novembre 1962)

La citazione di Scalfari è tratta da: La sera andavamo in Via Veneto, Einaudi 2009

Da La Stampa: Nicola Adelfi, Il professor Segni a casa, La Stampa del 5 giugno 1957; Storie di cinque presidenti, La Stampa del 16 giugno 1978;
Vittorio Gorresio, Dalla legge agraria al Quirinale, La Stampa del 2 dicembre 1972

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