Al Meet, con la Fondazione Magistretti, per parlare di usi virtuosi delle fonti digitali

Un approfondimento sul forum online
di 17 Novembre 2020 0
Dall’Archivio di Vico Magistretti, “Tessera, Mezzatessera”

La Fondazione Magistretti ha promosso il 19 novembre un forum internazionale per un confronto virtuale tra tanti attori  – istituzioni, associazioni, scuole, atenei  – sull’uso narrativo, didattico, storico delle fonti digitali disponibili nella rete e sulle strade percorribili per integrare nel web dati e contenuti digitali prodotti dagli archivi.

La “vitalità” che anima da tempo archivi, musei, biblioteche –  e che conosce in tempi di lockdown un impulso fecondo e produttivo  –  risiede anche nelle politiche di digitalizzazione e diffusione dei patrimoni adottate per raggiungere pubblici sempre più ampi e diversificati ai quali, appunto, si chiede di riflettere e partecipare.

Il punto di partenza è l’esperienza maturata dalla Fondazione nella pubblicazione online dell’archivio di Vico Magistretti. Da quest’anno l’intero patrimonio di oggetti e progetti di design e di architettura –  482 progetti, 310 di design e  172 di architettura – è interamente accessibile online:  l’archivio digitale offre alla consultazione del pubblico oltre 30.000 oggetti digitali, tra disegni tecnici, schizzi, relazioni di progetto, ritagli di riviste e quotidiani, appunti e note.

La direzione scientifica ha voluto centrare  la descrizione archivistica sulle relazioni tra le diverse fonti: “Sono state valorizzate le relazioni che l’archivio testimonia tra i progetti di architettura e di design”  – scrive Rosanna Pavoni, direttrice scientifica della Fondazione, nella presentazione del portale – “rompendo le rigide gabbie che per consuetudine chiudono Magistretti ora nella sua attività di architetto ora di design; sono stati fatti emergere i rapporti e le collaborazioni con altri professionisti e con le aziende che per decenni hanno affiancato Vico”.

Tornando dunque alle domande poste dal forum si può ragionare sulle prospettive che la pubblicazione dell’archivio digitale apre  agli studiosi del settore grazie alla visione d’insieme offerta dalle collezioni online. Ma anche, semplicemente, ci si confronta sul ri-uso e la  ricontestualizzazione delle immagini digitali nella rete. Forse si potrebbe aggiungere agli argomenti una richiesta,  da rivolgere agli archivi e ai musei “vivi” che destinano meritoriamente risorse e progettualità alla valorizzazione online dei contenuti e alla condivisione della conoscenza: perché non produrre una esplicita dichiarazione sulle scelte compiute nella digitalizzazione e nella selezione delle risorse pubblicate, rendendo consapevole il pubblico delle valutazioni operate nel corso del progetto? Insomma cosa resta negli scaffali, nei cellari, nelle memorie di deposito?

Casa Tanimoto, Tokyo, dall’archivio Vico Magistretti

L’appuntamento del 19 novembre è  – si legge nel sito del centro che ospita l’evento-  un “invito ad approfondire con idee, spunti e suggestioni da giornali e riviste di varie parti del mondo il grande tema degli archivi e della loro digitalizzazione, le possibilità offerte dalle collezioni online, le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e il dialogo inter-archivistico”.

Tre narratori introdurranno con letture personali i tre temi del forum: Jeffrey Schnapp, Frédéric Kaplan e Luigi Ferrara   parleranno rispettivamente di archivi di architetti e designer digitalizzati e public history, modalità e metodologie per l’integrazione e la condivisione di archivi eterogenei sul Web,  fonti digitali di archivi di architetti e designer digitalizzati per la didattica.

Il Forum si presenta online con  modalità innovative: per favorire la partecipazione di tanti pubblici diversi mette a disposizione un “kit di preparazione” suggerendo un’interessante selezione  di letture di approfondimento sui  temi che verranno trattati dai relatori.
A queste indicazioni ci permettiamo di aggiungere  l’invito a tuffarsi nell’archivio di Vico Magistretti seguendo i percorsi, le parole chiave e le timeline di navigazione proposti nel portale. Ma anche, per tutti gli amatori del design, a scorrazzare liberamente tra gli schizzi e gli oggetti di culto realizzati dal designer e magari a “scaricarne” le splendide riproduzioni che Magistretti tracciava schermendosi  – “non so disegnare” ripeteva. Il download  è lecito poiché la Fondazione ha scelto di “aprire” i propri contenuti pubblicando  le immagini con licenza CC BY-NC-ND 4.   Si può quindi condividere il materiale rilasciato con alcuni vincoli (citando la fonte, non usandolo per fini commerciali etc).
Il centro in cui si svolge – il Meet – nasce nel  2018 come “ laboratorio creativo aperto a tutti coloro che, in Italia e nel mondo, cerchino una piattaforma capace di progettare e produrre format digital-first e farli ‘rimbalzare’ ovunque”. A spiegarlo è  la fondatrice e presidente del Meet, Maria Grazia Mattei.  “Abbiamo assistito a un proliferare di narrazioni e, per chi ha avuto la pazienza di seguire questa fioritura di conversazioni, abbiamo assunto che ci sono molti più contenuti di quanti se ne potessero immaginare” – è sempre Mattei a parlare, in un’intervista di Flavia Chiavaroli su Artribune. “Non a caso sono stati aperti anche gli archivi. Ora, però, c’è bisogno di entrare nel merito delle singole realtà, non solo quella museale ma anche le biblioteche, le sale concerti, l’editoria… e coinvolgere le produzioni digital first che affianchino le singole istituzioni nell’elaborazione di contenuti che siano specifici per l’esperienza online. Non basta “traslare” i contenuti dal luogo fisico al web”.
Insomma un meet da non mancare.


Nell’immagine in evidenza Atollo, lampada/tavolo, in Archivio di Vico Magistretti

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