Prima alla Scala

Dalla guerra al fascismo, dal miracolo economico alla contestazione
di 7 Dicembre 2021 0

Si apre oggi la stagione lirica della Scala di Milano. Per l’occasione l’Archivio storico di Intesa Sanpaolo ha realizzato una mostra fotografica nella Sala delle Colonne alle Gallerie d’Italia che ripercorre la storia della ‘cerimonia sociale’ rappresentata dall’inaugurazione del Teatro alla Scala.
Il racconto è affidato agli scatti dell’Archivio Publifoto, acquisito dal 2015, e oggetto di un progetto di tutela e valorizzazione curato dall’archivio storico di Intesa.

Il ritmo dell’esposizione, si legge, è scandito cronologicamente, soffermandosi su alcuni anni esemplificativi della storia del Teatro: dalla rinascita del 1946, sotto la direzione del Maestro Arturo Toscanini; al 1951, in cui viene consacrata l’inaugurazione dal tradizionale giorno di Santo Stefano al 7 dicembre, festa di Sant’Ambrogio (diventando così il vero inizio della vita rituale simbolica della città di Milano); agli anni Sessanta, dal boom economico del 1961 alla contestazione del 1968, per concludere con gli anni Settanta, fermandosi alla vigilia della crisi.

Seguiamo il viaggio indugiando su qualche tappa attraverso la documentazione d’archivio.

Saltando la fermata nella Milano bombardata, ritratta nelle immagini e nei film già descritti in un altro post –   dall’archivio storico Luce si segnalava il il cinegiornale  Milano dopo gli ultimi terroristici bombardamenti del43 e il documentario I monumenti italiani e la guerra (1947) – è su Arturo Toscanini che sostiamo pubblicando nel video del giorno il documentario Hymn of the Nations.

Toscanini, campione di libertà, inaugura la Scala

Dirige il Teatro alla Scala per la prima volta nel 1898, nel ’20 sarà plenipotenziario per la riorganizzazione artistica e gestionale dell’ente, dal ’26 al ’36 collabora con la New York Philarmonic Orchestra svolgendo un’intensa attività concertistica. Nel 1931 viene aggredito dai fascisti per essersi rifiutato di dirigere Giovinezza. Dopo l’episodio decide di non dirigere più in Italia sotto il regime.  

Nel ’33 firma un telegramma di protesta indirizzato a Hitler contro le persecuzioni razziali, nel ’36 è in Palestina per sostenere la nuova orchestra sinfonica di Palestina formata da strumentisti ebrei provenienti dall’Europa centrale.

Si trasferirà negli Stati Uniti, dirigerà per anni la NBC Symphony Orchestra, con trasmissioni diffuse su radio e televisioni nazionali.


Tra il ‘43 e il ’44 è protagonista del film documentario di propaganda Hymn of the Nations, prodotto dall’Office of War Information contro lo schieramento nazifascista.
E’ diviso in tre parti: si apre con l’ouverture della Forza del Destino, eseguita dalla NBC Symphony Orchestra sotto la guida di Toscanini; seguono le riprese della casa di Riverdale, commentate dalla voce fuori campo che mostra l’Italia antifascista degli esuli in gran parte membri della Mazzini society – oltre Toscanini “champion of democracy”, Gaetano Salvemini, Giuseppe Lupis, Giuseppe Antonio Borgese, Aurelio Natoli, Randolfo Pacciardi, Luigi Sturzo;  il “terzo atto” è un appassionato omaggio agli Inni nazionali dei paesi in lotta contro i totalitarismi. L’Italia del riscatto canta Fratelli d’Italia, la Francia la Marsigliese, God Save the Queen i britannici, The Star-Spangled Banner i cittadini di Roosevelt e, in un primo tempo, i sovietici l’Internazionale, rimossa per la sostituzione con l’Inno sovietico da parte di Stalin…

 Nel 1946 Toscanini torna in Italia e inaugura l’11 maggio la Scala ricostruita. Vediamo negli scatti di Publifoto i milanesi accalcarsi per acquistare i biglietti (i prezzi erano “calmierati” paragonabili a quelli di uno spettacolo cinematografico, precisava il commissario dell’Ente Scala Ghiringhelli).  Tra gli spettatori non potevano mancare gli amici antifascisti di Toscanini da Pietro Nenni a Remigio Paone, mentre l’Avanti avrebbe sottolineato il giorno dopo il carattere di “festa familiare” con il ritorno dello “zio d’America” (Toscanini alla Scala, di F.B., 12 maggio 1946)

Manifesti della Scala per il I° concerto di Toscanini. Inaugurazione della Scala, 10.05.1946

Toscanini morirà nel 1957 a New York, gli americani renderanno omaggio al maestro di musica e di libertà per l’ultimo saluto nella camera ardente allestita nella cappella funeraria di Madison Avenue (lo racconta il servizio di attualità della Radar cinematografica del gennaio 1957 “L’ultimo saluto a Toscanini”).
Il Presidente Saragat ricorderà Toscanini nel centenario della nascita, il 25 marzo 1967 a Milano, sottolineando la tempra morale dell’artista che non volle mai separare arte e libertà: “Che cosa sono infatti l’arte, la scienza, la letteratura, la filosofia se non un approfondimento dell’umano, se non un’esaltazione della vita in tutte le sue specificazioni, e, in primo luog , in quella specificazione suprema che è la moralità, ossia la libertà?”
Gianni Bisiach ricorda la biografia di Toscanini in “Un minuto di storia”, la celebre rubrica filmata realizzata dal giornalista Rai per il Tg1 pubblicata nel sito dell’Archivio storico del Quirinale.

E per finire…

La Scala continuerà a raccontare la storia di Milano e d’Italia, dal secondo dopoguerra al miracolo economico, dalla contestazione alla pandemia, ad oggi.  L’Archivio storico Luce,  con i cinegiornali milanesi prodotti da Angelo Rizzoli racconta la città ambrosiana con i suoi riti  – si veda il servizio della Compagnia Italiana Attualità Cinematografiche “Ciac” sulla “Prima” con Grace Kelly, ritratta anche da Publifoto – l’archivio audiovisivo del movimento operaio, l’AAMOD, racconterà il prezzo dello sviluppo – l’arrivo degli immigrati meridionali a Milano, nella “città del miracolo”, vissuta solo nella Coree  della periferia.
Alla Rai l’ultima parola, quella della contestazione nell’anno ribelle, il 1968.


Qualche riferimento ai documenti citati nel testo:

La mostra “Prima della Prima. Il rito dell’inaugurazione della Scala nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo” è visitabile presso le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, dal 2 dicembre 2021 al 14 febbraio 2022. E’ a cura di Aldo Grasso, la ricerca iconografica è di Maura Dettoni e Silvia Cerri.

Per la biografia del direttore d’orchestrasi è tenuto conto del volume “Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale”, a cura di Marco Capra, Rizzoli editore, 2016.
Un interessante approfondimemento sulla partecipazione degli esuli antifascisti al documentario è la prefazione (online) di Michele Affinito al saggio del Carteggio (1943-1948) tra Gaetano Salvemini e Walter Toscanini.

Il discorso del Presidente Saragat è tratto dai “Discorsi e messaggi del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat“, Roma, 2005, pp. 334-336, pubblicati dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica.

Le cronache della “Prima” nel ’46 sono pubblicate su L’Avanti del 10 maggio 1946.

L’immagine in evidenza è un ritratto di Arturo Toscanini, Arturo Toscanini: primo piano, profilo, di spalle, 1930 ca., Archivio Publifoto Milano

In rete sono presenti sequenze del’Hymn of the Nations contenenti l’esecuzione dell’Internazionale.

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