Biografie della nazione

In pdf, scaricabili, le monografie dell’Archivio storico della Camera dei deputati su Luigi Luzzatti, Randolfo Pacciardi e Vito Lattanzio
di 11 luglio 2013 0

Randolfo Pacciardi con il cane “Garibaldi” in Spagna

L’Archivio storico della Camera dei deputati ha recentemente pubblicato online e reso disponibili (e scaricabili in formato pdf) nella collana dei fascicoli di documentazione tre monografie di rilievo su altrettanti  protagonisti della vita politico-parlamentare del Paese –  Luigi Luzzatti,  Randolfo Pacciardi e Vito Lattanzio – e due volumi con documenti d’archivio su alcuni processi legislativi notevoli per la storia dell’Unità d’Italia.

Professore di diritto costituzionale all’università di Padova, Luigi Luzzatti, nato  a Venezia  nel 1841, fu deputato per più di 50 anni dal 1870 al 1921 (dall’XI alla XXV legislatura) e dal 1921 senatore. L’uomo politico fu uno degli ispiratori e dei primi artefici della politica economica e finanziaria del nostro Paese. Tra i primi assertori di una decisa politica sociale, promosse le cooperative (soprattutto di credito e di consumo) e le banche popolari fondando nel 1864 la prima banca popolare italiana, la Banca popolare di Lodi; impegnato nella legislazione a tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli, nello sviluppo della previdenza presentò alla Camera, nel 1904, un  disegno di legge per l’istituzione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e vecchiaia degli operai e della Cassa nazionale infortuni. Ispirò la politica doganale protezionistica e contribuì al risanamento delle finanze.  “Si può dire che nel lungo periodo di oltre un cinquantennio di sua permanenza in quella Camera, non vi sia stata mai importante discussione di diritto pubblico, di economia, di commercio, di finanza in cui egli non sia intervenuto[…]A lui si devono le più importanti riforme economiche e sociali come quella sulla assicurazione contro gli infortuni, sulle Casse di risparmio postali, sulla emigrazione, sulle Casse di maternità, sulla cooperazione, sulle case popolari[…]”: così Tittoni, presidente del Senato, sottolineava l’ininterrotta partecipazione politica di Luzzatti alla vita istituzionale del paese.

L’Archivio storico della Camera pubblica dunque in due volumi (1872-1899 e 1900-1920) un’accurata selezione (oltre 50 discorsi) dei principali interventi parlamentari svolti nel corso della sua lunghissima attività testimoniata anche dai documenti navigabili del portale storico.

Online  le nuove pubblicazioni dell’Archivio storico della Camera dei deputati su tre protagonisti della vita politico-parlamentare del Paese –  Luigi Luzzatti,  Randolfo Pacciardi e Vito Lattanzio – e su alcuni processi legislativi notevoli per la storia dell’Unità d’Italia

 

Di particolare interesse, e siamo al secondo tributo, la pubblicazione sugli scritti e i discorsi di  Randolfo Pacciardi dal 1937 al 1971, contenente documenti e testimonianze provenienti  da fonti archivistiche pubbliche e private, fra cui l’archivio personale di Pacciardi donato alla Camera dei deputati il 10 gennaio 2010.

Avvocato, giovane repubblicano antifascista partecipò alla guerra di Spagna dirigendo la brigata Garibaldi;  nel 1941 espatriò negli Usa dove si impegnò a sensibilizzare l’opinione pubblica americana ed italo-americana in favore dell’antifascismo; nel ‘46 entrò nella Costituente, dal ‘48 al’ 53 fu Ministro della difesa e sostenne vigorosamente l’ingresso dell’Italia nel Patto Atlantico. Alla presentazione del primo governo di centro-sinistra nel 1963, Pacciardi espresse voto contrario e venne espulso dal partito “per indisciplina”. Fondò un suo raggruppamento, bocciato dall’elettorato nel 1968. Nel 1979 rientrò nel Pri tornando a far parte della direzione nazionale. Morì nel 1991. Grazie alla pubblicazione dell’Archivio storico della Camera è possibile vedere i ritratti fotografici di Pacciardi con il cane “Garibaldi” nella Spagna in guerra, in posa con la moglie Gigina avvolta da uno dei fazzoletti  rossi confezionato da lei stessa per il Battaglione Garibaldi,  la foto di Luigi Longo sul cui retro Pacciardi annotava “barbuto … ma sorridente come non lo si è mai visto a Parigi!”; il passaporto falso, intestato a René Pigot (iniziali di Randolfo Pacciardi) utilizzato per la fuga in America nel 1941; la corrispondenza con Spadolini, con Scalfaro, i comizi della Repubblica, i messaggi di congratulazioni di Antonio Segni, Gaetano Martino, Taviani a Randolfo Pacciardi dopo il suo discorso – presente nel libro online –  del 6 novembre 1956 sulla situazione ungherese, dopo l’intervento militare dell’Unione Sovietica…


Come si difende la democrazia. Pacciardi vs Cocco-Ortu

Una selezione di scritti e discorsi politici e parlamentari, dal 1958 al 1998, è l’oggetto della pubblicazione dell’Archivio storico su Vito Lattanzio, medico di origini pugliesi, allievo di Moro al ginnasio, politico dc protagonista di più quarant’anni di storia politica italiana. Nel 1958 venne  eletto per la prima volta  deputato, dopo essere stato chiamato da De Gasperi nel 1953 a dirigere la dc  barese.  Deputato al Parlamento, ininterrottamente, dal 1958 (III legislatura) al 1994 (XII legislatura), rivestì moltissimi incarichi di Governo, e  svolse anche il ruolo di Vice Presidente della Camera dei Deputati in due legislature, tra il 1983 e il 1988. Nel 1977 fu costretto a dare le dimissioni da Ministro della Difesa in seguito alla fuga del criminale di guerra nazista Herbert Kappler dall’ospedale Celio di Roma. Come Ministro senza portafoglio per il coordinamento della protezione civile nel 1988, si impegnò per portare a compimento  il progetto di legge per l’istituzione del servizio della protezione civile, facente capo ad un apposito  dipartimento inserito nell’ambito della Presidenza del consiglio dei Ministri. Si deve alla sua iniziativa anche la costituzione della “Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi”.

Completano le pubblicazioni due testi che raccontano le origini della storia  unitaria nazionale: documenti d’archivio e  resoconti dei dibattiti  parlamentari che accompagnarono l’approvazione della legge sull’Ordinamento delle Guardie Doganali del Regno d’Italia (1862 – 2012) e di quella istitutiva   di un’unica Corte dei conti nel Regno d’Italia

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