Nasce arte.camera.it

di 29 Dicembre 2020 0

Giulio Aristide Sartorio, Fregio pittorico 1908-1912 (foto
Marco Baldassari, 2011)

Nel novembre del 1918 veniva inaugurata la nuova Aula della Camera dei deputati, al termine di un impegnativo progetto di ampliamento e ristrutturazione del palazzo di Montecitorio, affidato nel 1902 all’architetto palermitano Ernesto Basile: gli imponenti lavori interessarono anche tutta l’area circostante, con una serie di espropri finalizzati a realizzare la nuova piazza del Parlamento, con il grande scalone di accesso al piano dell’Aula. L’intero perimetro dell’Aula è decorato dai 50 pannelli del “Fregio” dipinto da Giulio Aristide Sartorio tra il 1908 e il 1912 (sul Fregio e sul progetto Basile ha già scritto su questo magazine Sveva Mandolesi, Appunti grafici del pittore Giulio Aristide Sartorio, 25 giugno 2014, e Ernesto Basile in mostra per i cent’anni della nuova Aula di Montecitorio, 20 novembre 2018).

Il Fregio rappresenta, a tutti gli effetti, l’opera da cui prende avvio la collezione d’arte della Camera dei deputati che viene resa ora disponibile sul nuovo portale arte.camera.it. E’ ora possibile ammirare e conoscere una prima sezione di circa 800 opere di questo importante patrimonio, che sarà progressivamente pubblicato, illustrato da riproduzioni fotografiche in alta qualità, accessibili da un image server IIIF, come per tutte le riproduzioni degli elaborati progettuali Basile, pubblicati due anni fa dall’Archivio storico della Camera e consultabili qui.

La collezione d’arte della Camera è il risultato di due diversi apporti.

A partire dal 1926, il patrimonio viene alimentato da una serie di opere provenienti in deposito da alcune delle principali istituzioni museali italiane: sul portale sono per ora disponibili 167 dipinti e 12 arazzi della Galleria degli Uffizi, 99 dipinti del Museo di Capodimonte di Napoli, 46 dalla Pinacoteca di Brera e opere delle Gallerie nazionali di arte antica di palazzo Corsini, dell’Accademia di Belle arti di Brera, della Pinacoteca di Bologna, delle Gallerie Estensi di Modena, del Complesso della Pilotta di Parma, della Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea e del Museo nazionale del palazzo di Venezia di Roma, delle Gallerie dell’Accademia e del Palazzo Reale di Venezia, della Certosa e Museo di San Martino di Napoli, del Palazzo Reale di Torino, del Museo del Risorgimento e di Palazzo Barberini di Roma. 

Le altre opere, invece, dipinti, disegni, sculture, acquerelli, provengono da acquisti diretti della Camera dei deputati, nella maggior parte effettuati tra anni Cinquanta e Sessanta: tra queste, opere dei maggiori artisti del Novecento italiano, come Maccari, Pirandello, Morandi, De Chirico, Mafai, Sironi, Rosai, Carrà, Savinio, Guttuso. Ad esse si aggiungono i 52 busti, in marmo o in bronzo, che ritraggono alcuni dei protagonisti della vita politica dell’Italia unita.

La stretta integrazione e collaborazione tra istituzioni nazionali ed enti museali locali, che ha reso possibile la stessa costituzione di questa collezione, è stata riproposta anche in occasione della sua pubblicazione. Gli enti proprietari delle opere “hanno contribuito alla revisione e all’aggiornamento dei dati confluiti in questo spazio virtuale”, come si legge nella Presentazione del portale. Le schede sono poi arricchite da una serie di informazioni aggiuntive sugli autori e dai link ad altre fonti autorevoli disponibili on line, acquisiti in maniera automatica dall’allineamento dei Linked Open Data prodotti dalla Camera con quelli pubblicati dall’Iccd (l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), che ha avviato da alcuni anni un innovativo progetto, denominato ArCo (Architettura della Conoscenza) per rendere tutti i dati del catalogo generale disponibili e interoperabili secondo gli standard del Semantic Web. Si tratta di un passo importante per rendere tutte le informazioni sul grande patrimonio artistico e culturale nazionale interoperabili e condivisibili, anche se provenienti da fonti e istituzioni differenti.

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