iStoria Pci3

di 23 Agosto 2011 0
Santiago del Cile, 1973

Dissidenti politici rinchiusi dai golpisti nello stadio di Santiago, Santiago del Cile, 1973
per gentile concessione dell’AAMOD

In vendita su iTunes il terzo numero della collana  di applicazioni per iPhone, iPod e iPad dedicato alla storia del Pci  realizzata da regesta.exe  assieme all’Aamod, che conserva il patrimonio filmico del Pci e della Unitelefilm (società di produzione cinematografica legata al partito comunista).

L’ultimo volume, iStoria Pci 3 (1972-1991) è suddiviso in cinque capitoli:

  • La segreteria Berlinguer e il compromesso storico
  • Le vittorie elettorali e la stagione dei sindaci
  • Dai governi di solidarietà nazionale alla svolta democratica
  • L’ultimo Berlinguer: l’alternativa democratica
  • Dalla segreteria Natta al PDS di Occhetto

La storia del Pci in tre “apps” per iPhone, iPod touch o iPad: opere multimediali ricche di filmati, fotografie, articoli di quotidiani, documenti d’archivio sulla storia del Novecento italiano, della Sinistra  e del movimento operaio italiano, provenienti dagli archivi dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, La Repubblica, L’Unità.

Come testimoniano il primo e l’ultimo filmato della sezione dei video Il Partito, Enrico Berlinguer diventa segretario del PCI nel 1972 e Achille Occhetto annuncia l’intenzione di cambiare nome al partito nel 1989 dando vita a un percorso congressuale che si concluderà due anni più tardi. Sono diciannove anni che cambiano radicalmente, e più volte, il volto del nostro paese e del mondo in generale.

Nell’Italia del 1972 non è ancora possibile divorziare legalmente, né tanto meno abortire. Nel 1978 entrambe queste cose saranno possibili e due referendum per tornare indietro su questo terreno verranno respinti a grande maggioranza dal popolo italiano. Berlinguer appoggiò decisamente la battaglia contro l’abrogazione della legge sul divorzio, con parole puntuali che si trovano nel filmato Berlinguer sul divorzio.

Un’intera generazione di giovani negli anni settanta è costretta a fare i conti con un fenomeno, quello del terrorismo, che nelle forme manifestatesi nel nostro paese, ha pochi riscontri in Europa. E’ difficile immaginare, per chi oggi è giovane, che in quegli anni si poteva morire per strada a diciannove anni solo perché si stava manifestando per ricordare la vittoria sul divorzio, come accadde a Roma a Giorgiana Masi nel maggio del 1977; o perché si indossa una divisa o si ricopre un ruolo pubblico, come accadde a molti servitori dello stato, magistrati, poliziotti, carabinieri, politici, a cominciare da Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, rapito a Roma il 16 marzo del 1978, massacrando i cinque uomini della sua scorta, e  ucciso 55 giorni più tardi; o perché ci si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, come successo alle 85 persone morte a Bologna il 2 agosto del 1980 a causa di una bomba messa nella sala d’aspetto della stazione centrale mai tanto affollata come in quei giorni. Tutti questi avvenimenti sono raccontati dai documentari Violenza terrorismo e scontri di piazza e Terrorismo e criminalità organizzata.

Gli anni settanta non furono solo questo, ovviamente. Furono anche anni di lotte e di grandi conquiste civili e sociali e molte delle foto presenti nelle sezioni Manifestazioni di piazza e Lavoro, operai e fabbriche stanno lì a dimostrarlo; furono gli anni in cui la forza elettorale del PCI crebbe fino a portare il partito di Berlinguer nel 1976 al 34% dei consensi e al governo delle maggiori città italiane: Milano, Torino, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Genova. Nelle sezioni video dedicate a questi eventi, Le elezioni e Le amministrazioni locali, possiamo sentire le voci dei protagonisti di quella stagione, dalla gente che festeggia per le strade ai nuovi sindaci, Petroselli, Valenzi, Novelli e Zangheri.

Gli Ottanta furono invece anni di riflusso. Il compromesso storico, la strategia politica elaborata da Berlinguer dopo il golpe che in Cile portò al potere il generale Pinochet, che prevedeva un governo cui avrebbero partecipato tutte le forze democratiche del paese, fallì e il PCI, dopo anni in cui era stato nella maggioranza ma non al governo, tornò all’opposizione.

Gli ultimi anni della segreteria Berlinguer furono segnati soprattutto dalla denuncia aperta della corruzione dilagante e della lotta senza quartiere contro il PSI di Bettino Craxi. Mai come in quegli anni i due partiti della sinistra furono così distanti. Il PCI riscopriva l’orgoglio di partito: a testimoniarlo il filmato  Contro il decreto sulla scala mobile, presente nella sezione video Lavoro e società.

Berlinguer morì improvvisamente nel 1984 a Padova, colpito da un ictus mentre teneva un comizio per le elezioni europee, le uniche che videro il PCI conquistare, anche sull’onda emotiva di questo avvenimento, la maggioranza relativa dei consensi elettorali.

Dopo quattro anni di segreteria Natta, Achille Occhetto divenne segretario del Partito. Ancora nel 1988 era difficile immaginare che di lì a 12 mesi la storia sarebbe cambiata in maniera così radicale: il blocco sovietico che dominava con pugno di ferro l’Europa Orientale e a cui, almeno fino al 1977, il PCI aveva guardato come a un punto di riferimento, si sciolse come neve al sole.

L’Unione Sovietica viveva anni di stagnazione sia economica che politica, cui sopperiva con la forza: la primavera di Praga, repressa nel sangue nel 1977, l’invasione dell’Afghanistan nel 1979 e la repressione in Polonia del 1981 portarono infine Berlinguer ad annunciare che si era esaurita la spinta propulsiva della rivoluzione d’ottobre e che l’ombrello protettivo della NATO sul nostro paese lo faceva sentire più tranquillo.

Nel 1982, alla morte di Leonid Breznev venne eletto suo successore alla guida dell’URSS Jurij Andropov. Si trattava di un primo timido tentativo di riformare il sistema, tentativo interrotto dalla morte prematura del nuovo leader, sostituito, nel 1984, da un uomo d’apparato come Konstantin Černenko. Vecchio e malato morì meno di un anno dopo la sua elezione lasciando il potere nelle mani di Michail Gorbačëv. Era la svolta che si aspettava: Gorbačëv iniziò una stagione di riforme radicali. Termini russi come perestrojka e glasnost (ricostruzione e trasparenza) entrarono nel lessico comune. Ma la situazione era troppo incancrenita e di fatto, lasciato solo dall’Occidente e combattuto dall’interno da destra e da sinistra, Gorbačëv vide svanire il suo sogno di riformare dall’interno il regime sovietico: il 9 novembre 1989, a testimoniare in maniera tangibile tutto ciò, cadeva il muro di Berlino, come si può vedere nell’ultimo video presente nella sezione Dall’estero. Nel giro di pochissimo tempo tutti i regimi dell’Europa Orientale caddero o in maniera pacifica, come in Cecoslovacchia, o in maniera violenta, come in Romania.

Achille Occhetto, tre giorni dopo la caduta del muro, annunciò alla Bolognina, l’inizio del processo che di lì a due anni portò alla nascita, dalle ceneri del PCI, del Partito Democratico della Sinistra e di Rifondazione Comunista. Ma questa è un’altra storia.

Nell’ultimo volume di iStoria Pci si possono vedere integrlmente tre film: Guido Rossa di Ansano Giannarelli,1979; Comunisti quotidiani di Ugo Gregoretti, 1980; Io voto tu voti, di Giorgio Ferrara, 1981

Tutto questo, e anche di più,  troverete in iPci 3. Il volume contiene  135 foto provenienti dall’AAMOD  –  conservate presso Fotoarchivi & Multimedia –  48 video che abbracciano gli argomenti più diversi.

E’ possibile infine trovare brevi note biografiche sui principali dirigenti di quegli anni, con link a pagine web contenenti notizie più approfondite, e una bibliografia sulla storia del Partito Comunista Italiano.

 

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