Il nostro 25 aprile

di 25 Aprile 2014 0

Con i documenti d’archivio sui partigiani. Nell’immediato secondo dopoguerra (1946) la Incom è ancora la voce di tutte le forze della Resistenza e parla dei problemi di inserimento dei combattenti nella vita civile della nazione. Qualche anno dopo, il 1951, un giovanissimo Carlo Lizzani (aveva 29 anni) va a Genova per girare il suo primo film: “Achtung! Banditi!” (cliccando vedrete l’opera al completo!), una storia di partigiani fra le montagne della Valpolcevera, con una Gina Lollobrigida alle prime armi. “Tutto nacque grazie all’iniziativa di Giuliani De Negri e Giuseppe Dagnino che per finanziare il film fondarono la Cooperativa Spettatori-Produttori: si raccolsero le quote a tappeto, soprattutto fra i portuali, i tranvieri, gli operai”, raccontava il regista in una bella intervista al Secolo XIX sul “set della resistenza”.  L’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico dedica un percorso – Guerra e resistenza –  ai suoi documentari sulla lotta di liberazione.
Infine diamo voce –  e volto quando possibile –  ai condannati a morte della lotta di Liberazione: con la lettura delle lettere di Radio tre  – Avevo vent’anni nel 1943” e la bellissima documentazione raccolta daIl’stituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia nella banca dati Ultime lettere realizzata principalmente con il materiale contenuto nei fondi archivistici donati all’Istituto Nazionale per il Movimento di Liberazione in Italia da Piero Malvezzi e da Mimmo Franzinelli. Si tratta di ” 699 lettere di condannati e deportati della Resistenza scritte tra il 1941 e il 1945 da 525 condannati e deportati (di cui 13 ancora anonimi)…  50 testamenti spirituali scritti da 44 persone”. Il sito pubblica inoltre 340 foto anagrafiche e 295 lettere autografe di questi eroi della Liberazione.

 

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