Il progetto Essling LOD alla Fondazione Giorgio Cini

di 30 ottobre 2018 0

Giovanni De Gregori e Gregorio De Gregori, Fasciculus medicinae. Similitudo complexionum & elementorum, 1491

Victor Masséna, duca di Rivoli e poi Principe d’Essling (1836-1910), è stato un importante collezionista francese e un attento studioso di libri antichi, in particolare di edizioni illustrate del Quattro e Cinquecento. Tra il 1909 e il 1914 viene pubblicato il suo celebre catalogo Les livres à figures vénitiens de la fin du XVe siècle et du commencement du XVIe, un repertorio bibliografico di 6 volumi in cui vengono elencate le edizioni illustrate stampate a Venezia dalle origini della stampa al 1525 (con qualche eccezione posteriore).

Per ciascuna delle circa 3000 edizioni elencate, accanto alla descrizione bibliografica, l’autore fornisce la referenza della copia che ha potuto visionare (de visu o tramite riproduzione fotografica) in molte biblioteche europee e in collezioni private. Nel caso in cui la copia descritta appartenga alla sua biblioteca personale viene segnalata con una stellina alla fine del titolo. Da profondo conoscitore del libro illustrato, ogni scheda del repertorio viene corredata da un’attenta analisi iconografica, così approfondita da rendere il catalogo uno strumento di studio e lavoro non solo per bibliotecari e bibliografi, ma anche per gli studiosi di storia dell’arte e per i librai antiquari e le case d’aste che inseriscono il numero di repertorio Essling nelle schede dei loro cataloghi.

Il progetto Essling LOD rientra a pieno titolo nelle Digital Humanities, perché condensa in sé differenti  competenze, umanistiche e informatiche, con il comune obiettivo di creare una banca dati accessibile a tutti

Nel 1939 il conte Vittorio Cini (1885-1977), collezionista, imprenditore e politico, acquista en bloc, la parte veneziana della prestigiosa biblioteca Essling, mentre le edizioni stampate negli altri centri di produzione (Roma, Firenze e altri centri minori) seguono il percorso delle vendita all’asta e ancora oggi qualche esemplare compare sul mercato antiquario. Nel 1962 Vittorio Cini decide di donare la sua meravigliosa raccolta di libri antichi alla Fondazione Giorgio Cini che aveva creato nel 1951 sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, dedicandola all’amatissimo figlio prematuramente scomparso.

Ortus Sanitatis, Venezia, Bernardino Benali e Giovanni Tacuino, 1511 (Essling 1723)

Il progetto Essling LOD, recentemente presentato alla conferenza Printing Revolution 1450-1500. Fifty years that changed Europe (Venezia, Palazzo Ducale, 19-21 settembre 2018) da chi scrive e da Ilaria Andreoli, si inserisce all’interno di un ampio programma di archiviazione, catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio documentale della Fondazione Giorgio Cini. Due sono gli obiettivi che il progetto si pone: rendere facilmente accessibile il contenuto dei 6 volumi del repertorio Essling e consentire la visualizzazione delle copie possedute dallo stesso autore, quelle descritte nel repertorio con le stelline e oggi conservate alla Fondazione Cini. 

Per raggiungere il primo obiettivo, abbiamo individuato nella nuova versione di xDams lo strumento che poteva consentire un’ottima e completa gestione dei dati, seguendo gli standard della famiglia RDF, servendosi delle tecnologie Linked Open Data (LOD) e del web semantico. In accordo con il modello FRBR (Functional Requirements for Bibliographic Records) e recependo lo standard RDA (Resource Description and Access), per  ogni descrizione bibliografica del repertorio viene segnalato il corrispondente identificativo dei principali cataloghi elettronici: SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale), Edit16 (Censimento delle Edizioni italiane del 16° secolo) e ISTC (Incunabula Short Title Catalogue). L’estrazione e la successiva importazione dei dati controllati, consente di riprodurre in formato digitale e interrogabile l’originale repertorio a stampa che risulterà arricchito proprio grazie ai dati bibliografici che, nell’ultimo secolo, bibliotecari e bibliografi hanno creato, reso uniformi e condivisibili. Inoltre, per i volumi posseduti dalla Fondazione Cini, vengono inseriti i dati della copia e i collegamenti con altri due importanti strumenti digitali: MEI (Material Evidence in Incunabula) e Archivio Possessori della Biblioteca Marciana, entrambi strumenti partecipati e con dati aperti, che aggiungono informazioni dettagliate sui singoli esemplari.

Il secondo obiettivo e cioè la digitalizzazione e la pubblicazione delle copie Essling nel nuovo database Essling LOD prevede la stesura delle linee guida per stabilire dei processi standard di riproduzione digitale e l’utilizzo di una scanApp creata ad hoc, essenziale per una puntuale metadatazione degli oggetti digitali. Per questa seconda fase del progetto è stata stretta una forte collaborazione con ARCHiVE (Analysis and Recording of Cultural Heritage in Venice), il nuovo centro di digitalizzazione dell’isola di San Giorgio Maggiore.

Il risultato finale del progetto Essling LOD sarà un portale entro cui:

  • le risorse bibliografiche del repertorio saranno correlate con altri dati e informazioni provenienti dalla Linked Data Cloud, consentendo una conoscenza “aumentata” del patrimonio iniziale;
  • consultare il PDF del repertorio bibliografico Essling trattato con OCR;
  • interrogare il repertorio tramite campi di ricerca (autore, titolo, tipografo, data, referenza bibliografica…);
  • visualizzare l’esemplare Essling ora alla Fondazione Giorgio Cini

 In questo modo si intende stringere una stretta relazione tra il repertorio e le copie, offrendo agli studiosi, ai bibliotecari e ai librai antiquari il libero accesso al catalogo di Essling e alle copie della sua biblioteca, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Attualmente è stato realizzato un primo riversamento di una parte dei dati in forma normalizzata; questo ha consentito di perfezionare lo strumento per la raccolta dei dati, sfruttando la flessibilità di xDams in funzione delle esigenze descrittive. Fin dai primi momenti della progettazione si è manifestata palesemente una condizione necessaria al buon avanzamento dell’intero processo: bibliotecari e informatici dovevano intendersi il più possibile, imparando i reciproci vocabolari per meglio esprimere e recepire le funzionalità dello strumento in costruzione. Per questo piace sottolineare come il progetto Essling LOD rientri a pieno titolo nelle Digital Humanities, perché condensa in sé differenti  competenze, umanistiche e informatiche, con il comune obiettivo di creare una banca dati accessibile a tutti. L’efficiente collaborazione con il team di regesta.exe, con Alessandro Antonuccio di H-Studio e con i colleghi del centro di digitalizzazione è uno straordinario esempio di come la condivisone delle specifiche conoscenze e degli obiettivi comuni produca un circolo virtuoso di risultati positivi.


L’autrice dell’articolo, Ilenia Maschietto,  che ringraziamo per il suo contributo sul nostro magazine, è  Bibliotecaria presso la Fondazione Giorgio Cini.

Share