Condividere conoscenza e passione: Grand Prize a regesta

di 8 luglio 2015 0

sydney_600Quello che leggerete è un punto di vista diverso dal solito. Forse poco razionale, esprime però con freschezza la passione e l’entusiasmo che anima regesta alle prese, questa volta, con una gara internazionale. Silvia Mazzini è volata a Sydney, assieme a Laura Brazzo, della Fondazione CDEC, per parlare e difendere con i denti un progetto tutto italiano. Confrontandosi, non in Italia, ma con i gruppi di lavoro di tutto il mondo su temi d’avanguardia ha vinto, con regesta, il Gran Prize della LODLAM challenge 2015 come sapete. E questo è il suo racconto (ndr)…

Non è facile raccogliere su carta in mondo ordinato, ora, tutto quello che è successo nell’ultima settimana. Servirebbero immagini, suoni, testi, disegni per trasmettere al meglio le sensazioni provate; sensazioni traversali, dove la paura si è mescolata all’entusiasmo e alla voglia di mettersi alla prova, l’angoscia di non esprimersi al meglio in un’altra lingua alla voglia di condividere quanto fatto con una comunità attenta ed entusiasta quanto te, e forse di più. I tratti di questa esperienza appena conclusa, che sto cercando di raccogliere qui, a 12000 metri di altezza, per paura che poi passino e lascino il posto al quotidiano, non sono nitidi, sono disegnati sulla sabbia.

Il progetto di regesta e CDEC che siamo andati a presentare alla challenge LODLAM è stato premiato con il primo premio ed è per noi un riconoscimento importantissimo. Ma non c’è solo il premio.
Nei giorni del summit, e durante la conferenza Digital Humanities che è seguita, dove abbiamo presentato con un long paper tutto il progetto Open Memory, ci siamo sentiti perfettamente in sintonia con i temi affrontati e pienamente coscienti dell’ottima qualità del lavoro svolto finora.  Il riconoscimento ufficiale è certamente gratificante ma lo è altrettanto la stima che tutti i colleghi internazionali ci hanno accordato: siamo su una strada ottima, apprezzata e ha senso continuare.

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Il premio Gold Frog simbolo del Grand Prize

Non c’è solo il premio. Il summit è stato un momento di condivisione e di confronto incredibile; già per come era “non strutturato”: nulla di pronto, nessun programma, 8 salette, tante sedie, proiettori, penne cartelloni, caffè. La mattina, alle 8, seguendo la metodologia dell’”open space technology” chiunque poteva proporre una session su un tema qualsiasi e inserirla – un semplice post it! – nel calendario quotidiano. Abbiamo partecipato ad una sessione con Europeana e con il Getty Institute sulla qualità dei lod prodotti, su come migliorare il processo di pubblicazione; ad un’altra con Jon Voss e con l’università di Rotterdam per capire le tecniche di finanziamento di progetti linked data (noi italiani qui arranchiamo); un’altra sessione su CIDOC crm; ad un’altra di Richard Wallis in cui si parlato dell’estensione per gli archivi di schema.org; come descrivere l’anagrafica di musei, archivi e biblioteche per migliorare gli esiti dei motori di ricerca è stato l’argomento trattato da un’altra session; e l’elenco potrebbe continuare. In 2 giorni 25 sessioni di lavoro parallele e autogestite, ma con un’unica regola: se trovi che ciò che stai ascoltando non ti interessa, cambia sessione, non perdere tempo!

Tanta soddisfazione per il Grand Prize vinto da regesta alla LODLAM challenge 2015. Il riconoscimento ufficiale è certamente gratificante ma lo è altrettanto la stima che tutti i colleghi internazionali ci hanno accordato: siamo su una strada ottima, apprezzata e ha senso continuare

Un modo di fare conferenza assolutamente nuovo e purtroppo, lontano per noi…
A Sydney dominava la voglia di sapere cosa facevano gli altri, come lo facevano, con quali strumenti e con quali risultati. Una crescita enorme per chi ha avuto la fortuna di poterci essere. Torniamo a casa con tante idee nuove, tante suggestioni, tanti contatti e tanta soddisfazione per la Gold Frog vinta da regesta. Finalmente.

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