xDams per le carte del villaggio ENI di Cadore

Architettura e socialità aziendale negli anni del boom nell’archivio recuperato da Archim
di 14 dicembre 2016 0
Archivio Gellner: particolare della Colonia tratta da una pubblicazione d'epoca

Archivio Gellner: particolare della Colonia tratta da una pubblicazione d’epoca

Grazie all’accordo stretto tra regesta.exe e gli archivisti dell’associazione ARCH.I.M. sull’uso della piattaforma xDams a sostegno delle attività di salvaguardia degli archivi dislocati nel territorio nazionale, è stato avviato e presentato il 10 dicembre scorso a Borca di Cadore, nel corso di un “open studio”,  il progetto di salvaguardia e riordino dell’archivio del Villaggio ENI, realizzato negli anni ‘50 ai piedi del monte Antelao, nelle Dolomiti bellunesi, per volontà del presidente dell’Eni Enrico Mattei come luogo di soggiorno per le famiglie dipendenti aziendali.

L’attività di preservazione e valorizzazione dell’archivio è parte di un progetto più ampio di recupero e rifunzionalizzazione dell’intero complesso architettonico, il ProgettoBorca, promosso da Dolomiti Contemporanee, (qui si possono seguire le innumerevoli iniziative organizzate negli spazi del Villaggio) che opera dal 2011 nella regione territoriale delle Dolomiti Unesco Patrimonio dell’Umanità su progetti di “valorizzazione culturale e rifunzionalizzazione di siti depotenziati, attivazione di strategie propulsive, esplosione di contesti chiusi, rinnovamento dell’iconografia della montagna” . Il villaggio è divenuto una residenza artistica internazionale che raccoglie artisti provenienti da tutto il mondo.

Facciamo un passo indietro ricostruendo la storia di questo insediamento. Mattei affidò il progetto all’architetto Edoardo Gellner, istriano di nascita e cortinese di adozione, salito alla ribalta grazie ad alcuni edifici a servizio delle Olimpiadi Invernali del 1956.  Nel 1955 iniziarono i lavori che portarono alla realizzazione di una colonia per 600 bambini, un campeggio a capanne, un albergo (l’albergo Boite), un residence (Residence Corte) la chiesa Nostra Signora del Cadore, progettata in collaborazione Carlo Scarpa, 263 villette unifamiliari sparse nel bosco, pensate per garantire la privacy familiare e consentire momenti di aggregazione. Tutto perfettamente integrato nell’ambiente circostante. Gellner si occupò di tutti gli aspetti, dall’urbanistica al design, dalla sistemazione delle strade, alla piantumazione degli alberi, al progetto di ogni singolo mobilio e particolare di arredo. Il Villaggio diverrà il più grande complesso alpino d’Europa. Gellner si occupò personalmente di tutti gli aspetti, dall’urbanistica al design, dalla sistemazione delle strade, alla piantumazione degli alberi, al progetto di ogni singolo mobilio e particolare di arredo. Con questo progetto vinse nel 1963 il premio IN/ARCH.

Open-studio di Progettoborca, foto di Brando

Open-studio di Progettoborca, foto di Brando

I principi ispiratori del progetto “Villaggio Sociale ENI” furono il frutto della visione della società sognata da Mattei: elevata qualità architettonica, accessibile a tutti senza distinzioni gerarchiche: l’assegnazione delle villette avveniva per sorteggio in modo da favorire la vicinanza tra dirigenti e dipendenti .

Nell’ambito del progetto di recupero di tutti gli spazi dell’insediamento, nel 2015 furono ritrovate, abbandonate e in stato di degrade, le carte dell’archivio, che documentavano la nascita e alla costruzione del Villaggio stesso: disegni e copie eliografiche originali di Edoardo Gellner, relativi a diverse  strutture el Villaggio; profili comportamentali dei bambini ospiti per decenni della Colonia montana; documenti sulla costruzione ed amministrazione del Villaggio. Da qui l’avvio del progetto di riordino e conservazione della documentazione affidato gli archivisti di Archim convenuti da tutta Italia per un workshop a Cadore  dal 18 al 24 luglio scorso. Ospitati nelle capanne del campeggio a tende fisse, gli archivisti hanno vissuto nel Villaggio, lavorando ininterrottamente per più di una settimana in Colonia,  ricostruendo un archivio di oltre settanta metri lineari, con centinaia di faldoni e migliaia di documenti repertoriati. Alcuni di loro sono tornati in seguito, per continuare questo lavoro prezioso.
Nelle prossime settimane l’elenco completo della documentazione disponibile, archiviata su xDams, sarà disponibile online.