Il progetto per ICPAL, l’Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario

di 5 Ottobre 2009 0

Dal 2007, anno della fusione tra l’Istituto centrale per la patologia del libro (Icpl) e il Centro per la fotoriproduzione legatoria e restauro degli archivi di stato (Cflr), il nuovo Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (Icpal), che ha ereditato le funzioni dei due istituti, collabora con regesta.exe per le attività di descrizione dei propri archivi, di valorizzazione degli studi e delle ricerche nel campo della tutela, della conservazione e del restauro dei materiali archivistici e librari appartenenti allo Stato e ad altri Enti pubblici, di pubblicazione delle banche dati e comunicazione della nuova identità dell’Istituto on-line.

gli archivi

Nel Centro di documentazione dell’Icpal si conservano l’archivio storico e l’archivio fotografico dell’Istituto centrale per la patologia del libro. Nel 2006 è stato avviato un progetto di recupero e riordino della documentazione scritta contenuta nell’Archivio storico dal 1938 al 1975, e di digitalizzazione e catalogazione dei documenti fotografici databili tra il 1938 e il 1998. L’archivio raccoglie tipologie documentarie diverse: dai fascicoli personali dei dipendenti, alla corrispondenza con il Ministero di riferimento, con altri istituti culturali e con aziende; dalle relazioni sulle attività dei laboratori a studi su temi specifici, alcuni dei quali confluiti nelle pubblicazioni dell’Istituto.
L’Icpal ha un archivio fotografico di circa 8000 lastre e 30.000 diapositive; immagini diverse che documentano la storia dell’istituto, gli interventi di restauro effettuati, le attività didattiche e di ricerca svolte a partire dalla sua fondazione nel 1938, le campagne di prevenzione e di recupero effettuate in occasione di eventi eccezionali (la seconda guerra mondiale, l’alluvione di Firenze, etc.).
Nel caso dell’archivio fotografico l’intervento di recupero ha riguardato finora la digitalizzazione i 36.000 documenti fotografici e la catalogazione di 28.000 immagini.
Diverse le riviste che l’Icpal ha pubblicato dalla sua fondazione: il “Bollettino dell’Istituto di patologia del libro” (1939-1991), “CABnewsletter” (1992-2004), “Quinio” (1999-2001). Le attività di spoglio, catalogazione, digitalizzazione degli articoli contenuti hanno consentito la pubblicazione on-line dell’intero archivio periodici.
Il patrimonio librario è infine costituito da oltre 15000 volumi e da 400 pubblicazioni periodiche, di cui 170 correnti. Di grande pregio le collezioni bibliografiche dell’antiquario Pio Amori costituite da 28.000 pezzi, riguardanti la tecnica tipografica e l’arte della stampa.

tecnologia xDams

Per le attività di descrizione e inventariazione del proprio materiale l’Istituto ha scelto la piattaforma xDams che adotta specifici standard di descrizione (ICCD-F, OA, SBNMarc ecc.) per le diverse tipologie di materiali.

L’archivio storico prevede un tracciato descrittivo pienamente conforme all’International Standard of Archival Description ed utilizza lo standard per la codifica elettronica degli strumenti di ricerca archivistici EAD (Encoded Archival Description) che consente di trattare l’informazione archivistica e documentale in formato XML in piena conformità con le indicazioni fornite dalle ISAD includendo e codificando al tempo stesso quegli elementi informativi non contemplati dalle ISAD ma presenti nella maggior parte degli strumenti di ricerca.
Per differenziare le informazioni utili alla descrizione di diversi livelli di ordinamento sono state ideate tre “maschere” per l’inserimento dei dati, prevedendo aree di maggior dettaglio per le unità archivistiche, sottounità archivistiche, unità di conservazione e la possibilità di allegare eventualmente il materiale eterogeneo contenuto nei fascicoli. La scheda descrittiva è articolata in tutti i livelli nelle 6 aree: identificazione, contesto, ambiti e contenuto, accesso, documentazione, note e compilazione. Gli inventari informatizzati, precedentemente gestiti con il software GEA, saranno codificati in XML secondo lo standard di descrizione archivistica EAD, ed importati nella piattaforma xDams.
E’ allo studio il modello di descrizione delle collezioni del fondo Amori (stampe, incisioni, fotografie, frammenti e documenti membranacei, marche tipografiche): la nuova scheda prevede a livello “basso” un’area di “descrizione analitica del contenuto” per consentire l’inserimento di allegati e descrizioni supplementari dei materiali speciali contenuti nel fascicolo (la scheda presenta sezioni per il materiale fotografico, il materiale a stampa, altri materiali).
Gli elementi descrittivi del database degli “oggetti” sono stati “mappati” e codificati in xml-ead per l’esportazione.
Per la catalogazione delle immagini il modello di riferimento è l’archivio fotografico xDams sviluppato secondo il tracciato della scheda F ministeriale. La “digital library” delle immagini allegate ai documenti d’archivio è gestita con MAG 2.0.

il cms

Per archiviare avvenimenti e risorse digitali finalizzati alla pubblicazione on-line regesta ha integrato la piattaforma open source OpenCMS con la tecnologia xDams.
E’ stata sviluppata una web application per l’inserimento dei contenuti sulla base di templates definiti in fase di progettazione; sono state individuate diverse tipologie di utenti (servizi) per l’accesso alle funzioni di inserimento, modifica e pubblicazione dei contenuti. Lo “storage” dei contenuti inseriti è in formato XML nativo.
Un sistema completo di “content management” della documentazione, in grado di gestire sia le operazioni in “back office” di inserimento e modifica dei dati, sia la pubblicazione on-line dei contenuti è quindi alla base del progetto per l’accesso degli archivi multimediali dell’Icpal sulla Rete.

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