Verdi, Wagner e molto altro negli archivi fotografici xDams

Open Source la piattaforma adottata anche da Santa Cecilia e dall'Archivio Luce
di 5 Dicembre 2012 1

Vigilia  turbolenta  per l’inaugurazione della stagione 2012-2013 al Teatro alla Scala: l’apertura affidata al Lohengrin di  Wagner e non alle opere di Verdi ha suscitato polemiche a non finire, tanto da costringere il presidente Napolitano  ad inviare una lettera al direttore Barenboim – pubblicata online dal  Teatro milanese –   per chiarire  che la sua assenza alla prima di sant’Ambrogio è motivata solo da impegni istituzionali e non da un malinteso intento polemico sull’ordine di priorità tra celebrazioni per gli anniversari wagneriani e verdiani (si veda anche il Corriere della Sera). E proprio con Giuseppe Verdi cominciamo questa passeggiata artistica negli archivi fotografici di Santa Cecilia e  Istituto Luce – Cinecittà.  Vediamo il compositore a pranzo con Leopoldo Mugnone, il direttore d’orchestra che nel 1913 avrebbe inaugurato, con l’allestimento del Nabucco, le celebrazioni scaligere del centenario di  Verdi; ancora a tavola, a Montecatini. Vi è anche un ritratto di Wagner scattato in uno studio di posa e i ritratti di cantanti nei vestiti di scena per il Lohengrin (il contralto Filippina Edelsberg,  il tenore Italo Campanini).  Restiamo tra i protagonisti della scena musicale per un curioso menù conservato  tra le stampe dell’Accademia:  il 24 ottobre 1905 il Savoy Hotel organizzava una cena in onore di Maestro Puccini preparando “Consommé à la Bohème, Filets de soie à la Tosca,  Poulet à la Manon”…Nell’archivio fotografico l’Accademia conserva  fondi storici che riuniscono ritratti di personalità rilevanti nella cultura musicale e teatrale dal tardo Ottocento, la documentazione fotografica delle campagne di ricerca degli archivi di etnomusicologia, quella  delle stagioni concertistiche dalla metà del Novecento a oggi.

L’archivio fotografico dell’Istituto Luce, con il suo patrimonio di oltre 3 milioni di immagini, documenta tutto il Novecento ed è una fedele cronaca dei cambiamenti del nostro Paese. Per completare questo veloce sguardo sul mondo dell’arte ricordiamo due fondi dedicati totalmente all’universo della creatività: il fondo Cinema muto e il fondo Teatro.  Il “fondo Cinema muto” è  costituito da fotogrammi cinematografici – spesso pellicola imbibita, quindi colorata – di scene tratte da film muti dei primi anni del Novecento. Oltre ai bellissimi ritratti delle grandi dive  Lyda Borelli, Francesca Bertini, Eleonora Duse, Leda Gys, Pina Menichelli, sono conservate le foto di scena di Pierrot, diretto e interpretato da una pioniera del cinema muto, l’attrice, regista, produttrice  polacca Diana Karenne.
Un altro archivio di artisti è il “fondo Teatro”  composto da circa 7.000 negativi  realizzati in prevalenza nella seconda metà degli anni Trenta.  Tra i  soggetti ritratti  Eduardo, Peppino, Titina De Filippo, Elsa Merlini, Gino Cervi, Paola Borboni, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Andreina Pagnani; sono documentati inoltre  gli spettacoli delle compagnie teatrali più importanti del tempo.

Ritratti di musicisti, dive del cinema, attori teatrali: la piattaforma di catalogazione fotografica xDams, ora rilasciata in Open Source, per descrivere tante tipologie di archivi

Per concludere due parole sulla catalogazione.  Per il trattamento archivistico della documentazione fotografica la piattaforma di catalogazione utilizzata dalle due istituzioni culturali, ora  distribuita in Open Source,  ha mutuato ed adattato alle specifiche esigenze degli  archivi di immagini il modello dati elaborato dall’ ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) per la descrizione dei beni fotografici, la Scheda F. xDams ha selezionato paragrafi e campi descrittivi del livello analitico della scheda, raccogliendoli in 5 aree: identificazione, descrizione,  status giuridico,  documentazione,  compilazione. Coniugando  elementi prescrittivi e funzionalità delle nuove tecnologie la maschera di catalogazione ha sviluppato un’area per l’indicizzazione dei contenuti  e la costruzione di authority file.
In xDams infine  gli archivi fotografici sono stati considerati veri e propri complessi documentari archivistici, descrivibili nel rispetto della normativa ISAD sul modello gerarchico dei livelli di ordinamento dei fondi archivistici:  il modulo prevede la possibilità di articolare in più livelli la descrizione archivistica proponendo maschere di descrizione specializzate, differenziate nei “tracciati catalografici” che strutturano informazioni diverse. Il primo livello consente di archiviare le informazioni per la descrizione del fondo, subfondo, serie, sottoserie, collezione;  il secondo livello di archiviare le informazioni per  descrivere l’unità archivistica (associata in questo modello di archivio al servizio fotografico), il terzo di archiviare le informazioni per descrivere l’unità documentaria (identificata in questo modello con la singola fotografia).  Operativamente nel caso della schedatura di più immagini assieme si possono  inserire tutte le informazioni e le riproduzioni digitali in un’unica scheda; con la descrizione analitica  si crea una scheda “madre” con unità subordinate (unità documentarie) dove si allegano le riproduzioni digitali e si raccolgono separatamente i dati descrittivi di ciascuna immagine appartenente al medesimo servizio.

 

L’immagine, Giuseppe Verdi e Leopoldo Mugnone. Foto di gruppo, 1895-1900, è tratta dall’archivio fotografico della Bibliomediateca dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia


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