Il lungo viaggio in rete del patrimionio digitale dell’Archivio di Stato di Prato

le tecnologie open source spalancano al web le porte della sala studio
di and 15 Maggio 2014 1

Segnale di Antonio Maria ritrovato il 23/03/1791

L’archivio di Stato di Prato continua la sua politica di apertura sul web dei dati del proprio patrimonio avviata nel 2008 con la pubblicazione dell’archivio digitale del mercante Francesco Datini.

Da oggi l’Archivio Datini è online con una nuova veste grafica, nuovi contenuti digitali e nuove funzionalità. In questa stessa occasione è stato pubblicato anche il sito web dell’Istituto: dal nuovo sito è possibile l’accesso e la consultazione dei dati sui complessi documentari e sui soggetti produttori, nonché dell’inventario dell’Ospedale della Misericordia e Dolce, che contiene al suo interno due serie documentali di particolare interesse, completamente digitalizzate.
Nella prima sono conservate le oltre 800 lettere, datate dal 1401 al 1437, che compongono il carteggio di Giuliano Marcovaldi, rappresentante e procacciatore di affari per conto di società e mercanti interessati ai traffici tra i porti adriatici centro meridionali (sui Marcovaldi si veda la pubblicazione di Paola Pinelli  – “Il carteggio Marcovaldi (1401-1437) nell’Archivio di Stato di Prato” – sui Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, disponibile sul sito della Direzione generale degli Archivi).

La seconda è costituita dai cosiddetti Segnali dei gettatelli, ossia i contrassegni e i biglietti che accompagnavano i bambini abbandonati e accolti dall’Ospedale della Misericordia e Dolce di Prato tra la fine del 1700 e il 1800 (sul «segnale» come testimonianza di un’identità da perdere/ritrovare si può leggere il saggio di Anna Maria Maccelli per l’École française de Rome).
I due nuovi siti web sono completamente rinnovati nell’impostazione tecnologica di base, nella grafica e nell’accesso ai contenuti.

Restyling di contenuti e grafica per l’Archivio di Stato di Prato e l’Archivio Datini. E tecnologie integrate, tutte open source, per il progetto: xDams per la gestione degli archivi, Solr per la ricerca, WordPress per la pubblicazione

Dal punto di vista tecnologico è di particolare interesse l’integrazione tra software open source che hanno obbiettivi differenti:  xDams, la piattaforma di gestione dei dati d’archivio raccolti in formato standard XML EAD ed EAC-CPF, la piattaforma di ricerca Solr  e il CMS (Content Management System) WordPress. Grazie ad uno dei moduli di pubblicazione di xDams, che sfrutta la flessibilità dell’XML, è stato possibile alimentare la base dati Solr per la fruizione dei dati all’interno dell’OPAC archivistico, perfettamente integrato con la gestione dei contenuti redatti all’interno di WordPress.

Il sito istituzionale e quello dedicato al fondo Datini offrono tantissime informazioni con diversi livelli di granularità, utilizzo e interazione: gli utenti infatti, una volta registrati, possono salvare e stampare le ricerche sui dati d’archivio, e ottenere le riproduzioni digitali dei documenti, se disponibili.
Con i due nuovi siti web, firmati regesta.exe, e grazie all’integrazione di tecnologie open source e dei servizi social l’Archivio di Stato di Prato conferma la piena apertura delle porte della Sala Studio agli utenti della rete: diffonde le informazioni d’archivio e dà accesso diretto ai documenti digitalizzati, potendo al tempo stesso specializzare e razionalizzare la gestione delle richieste e i costi dei servizi offerti.

Buona navigazione!

 


L’immagine,  Segnale di Antonio Maria, è tratta dall‘Archivio di Stato di Prato: “fettuccia di fili in vari colori con breve a forma di cuore in stoffa verde da un lato e rosa dall’altro con ricami e orlatura in metallo; con medaglione ovale contenente reliquie.”

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