Monumenti e opere del Fondo edifici di culto su xDams per un futuro tutto digitale

Catalogazione, integrazione, accesso online: il progetto di un archivio multimediale
di 24 ottobre 2017 0

Caravaggio, San Francesco in meditazione, dettaglio

Il Fondo edifici di culto (Fec) del Ministero degli Interni ha scelto la piattaforma digitale open source xDams per descrivere il proprio patrimonio.

E’ un ente dotato di personalità giuridica. L’origine del suo patrimonio deriva dalle leggi della seconda metà del 1800 – le leggi con le quali lo Stato italiano soppresse le proprietà ecclesiastiche.

Dopo la proclamazione dell’unità d’Italia il 17 marzo 1861, per sopperire al grave e disastroso deficit economico in cui l’Italia si trovava a causa della terza guerra d’indipendenza e per uniformare la pluralità legislativa che riguardava la soppressione delle corporazioni religiose, il Parlamento proclamò la legge del 7 luglio 1866 di soppressione degli ordini e corporazioni religiose. A questa legge si aggiunse quella del 15 agosto 1867 per la liquidazione dell’asse ecclesiastico. Seguirono poi i relativi regolamenti e decreti d’applicazione (qui per approfondire), sino a quando, facendo seguito all’Accordo fra la Repubblica italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984, la legge 20 maggio 1985, n. 222 soppresse il Fondo per culto e gli altri enti patrimoniali, e i loro beni passarono ad un nuovo ente, il Fondo edifici di culto, cui fu affidata la missione di assicurare la tutela, la valorizzazione, la conservazione e il restauro dei propri beni (qui il link all’Archivio storico)

Il Fec ha un patrimonio di grande interesse storico-artistico distribuito su tutto il territorio nazionale, costituito da oltre settecento chiese, conventi, caserme, un castello, unità immobiliari, fondi rustici, cascine, boschi e selve. Comprende, tra gli altri, Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze, Santa Maria del Popolo e Santa Francesca Romana a Roma, Santa Chiara a Napoli, l’Abbazia di Monreale, il complesso forestale di Tarvisio e le aree forestali di Quarto Santa Chiara (Ch) e di Giardinello (Pa).    

 

Caravaggio, San Francesco in meditazione, di proprietà del FEC

Il progetto

Le informazioni sulla documentazione e le immagini sui beni, raccolte sino ad ora in sistemi di gestione interni della documentazione, sono state migrate sulla piattaforma web xDams dopo un’approfondita analisi dei dati.

La piattaforma integrata consente la navigazione trasversale dei metadati e degli allegati digitali: la scheda del bene architettonico è collegato alle immagini delle relative campagne fotografiche sulla chiesa e gli oggetti contenuti, e alla documentazione archivistica sulla presa di possesso del bene consultato.  

Alle 825 schede sui beni architettonici sono quindi collegati circa 6.000 record descrittivi dell’Archivio fotografico, frutto di campagne di documentazione fotografica recenti su beni architettonici e opere conservate all’interno appartenenti al Fec. Ciò consente di documentare visivamente e accedere al ricco patrimonio di beni e oggetti. Il tutto in piena adesione degli standard descrittivi, rispettivamente la scheda A (Architettura) e F (Fotografia) dell’ICCD. A corredo di tali informazioni, l’archivio storico documentale, realizzato allo scopo di registrare e inventariare beni e oggetti, costituisce un prezioso strumento per ricostruire il processo di soppressione e acquisizione dei beni stessi, e un’importante testimonianza unica, con dettagli e luoghi che nel tempo sono andati persi o hanno cambiato nome.

Catalogazione per la conservazione digitale e per l’accesso e la promozione del patrimonio culturale: il progetto prevede la pubblicazione di tutte le risorse informative, archivistiche e digitali, in una digital library  che consentirà di navigare anche in modo georeferenziato tutte le informazioni.

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