Il problema di “scottante attualità”

di 18 settembre 2018 0

E’ il 18 settembre 1938 e Mussolini a Trieste annuncia che esiste un “problema ebraico” e che l’ebraismo mondiale è divenuto un “nemico irreconciliabile” del fascismo. Nel 2015 avevamo parlato del mistero del lungometraggio del viaggio del Duce in Veneto, girato dall’Istituto Luce dal 18 al 26 settembre 1938 e privo di 18 minuti essenziali: quelli in cui Mussolini in piazza dell’Unità proclamava appunto che il “problema razziale” era di “scottante attualità” e che il fascismo avrebbe adottato “le soluzioni necessarie”.
Il documentario integrale è stato ritrovato in una copia positiva depositata presso l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza e sarà proiettato oggi a Trieste e Torino nell’ambito delle iniziative promosse per ricordare le leggi razziali a 80 anni dalla promulgazione del Regio Decreto 1728 «per la razza italiana».
Rinviamo quindi all’articolo sul “Discorso razziale del Duce a Trieste: la storia di un documentario ritrovato” dove si sottolineava che l’enigma rilanciava ancora una volta l’interrogativo sull’assenza del “discorso sulla razza” (battaglia ideologica antisemita, legislazione statale) da tutti documenti audiovisivi realizzati dall’Istituto Luce (sempre sottoposti al vaglio di Mussolini). L’Archivio storico Luce pubblica oggi un frammento del documentario nell’articolo del giorno.

Il discorso seguiva al famigerato decalogo pubblicato il 14 luglio del 1938 dal Giornale d’Italia che assicurava ai lettori che ormai “era tempo che gli italiani si proclamassero francamente razzisti“.
A ricordare la dolorosa irruzione delle leggi discriminatorie – i Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista del 5 settembre 1938 – nella quotidianità scolastica degli alunni e degli insegnanti ebrei in Italia aveva pensato il liceo Petrarca di Trieste, organizzando, con il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Trieste, il Museo della Comunità ebraica “Carlo e Vera Wagner” e l’Archivio di Stato di Trieste, la mostra “Razzismo in cattedra” per ricostruire le storie di alunni e insegnanti ebrei espulsi dalle aule del liceo cittadino, un vecchio istituto fondato nel 1912.

La mostra avrebbe dovuto essere inaugurata nella sala del Comune ma la bella locandina scelta dai promotori – l’immagine di tre studentesse sorridenti dietro “Il Piccolo” di Trieste che apriva con “Completa eliminazione dalla scuola fascista degli insegnanti e degli alunni ebrei”  – non è piaciuta al sindaco Roberto Dipiazza (“Quando ho visto quel titolo del Piccolo dell’epoca, così estremamente pesante, e con quella scritta lì sotto sul razzismo mi è sembrato esagerato. Dico io, dobbiamo ancora sollevare quelle cose?)  e alla sua amministrazione di centrodestra (ne parlano tra gli altri Il Fatto quotidiano, La Repubblica, mentre Sara Zanisi, della Fondazione Isec, lancia l’allarme sulla pagina facebook dell’Associazione italiana di public history). L’inaugurazione è saltata, tra molte polemiche. La direttrice scolastica Cesira Militello ha ringraziato  per la solidarietà ricevuta, mentre sulla scuola sono giunte richieste da tutta Italia (Milano, Bari, la Sardegna …) per ospitare la mostra, curata dalla professoressa Sabrina Benussi. Intanto il sindaco fa retromarcia…

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