Luce sull’Italia agricola. Dall’Ente Maremma all’Arsial

Nei documenti d’archivio degli Enti di riforma le fonti di una tesi di laurea sulla riforma agraria
di 11 Settembre 2014 1

La fotografia è memoria, storia, testimonianza, recupero delle nostre radici, è un modo insieme oggettivo e soggettivo di ricordare. Tutto questo si ritrova nel fondo fotografico dell’archivio Arsial, erede per la Regione Lazio dell’Ente Maremma. Un archivio di 22.000 stampe fotografiche, in cui fa da protagonista il mondo contadino che, osservando con passione la trasformazione del paesaggio rurale, messa in atto dalla Riforma fondiaria, sognava un futuro di ricostruzione per un paese dilaniato dalla seconda guerra mondiale. Il fondo appare come una risorsa di studio, quasi un manuale fotografico di storia contemporanea del nostro paese, un tracciato della storia agraria degli anni Cinquanta, che ha disegnato e scolpito nel tempo il paesaggio rurale dell’Agro Romano, del Lazio centro-settentrionale, della Maremma e dell’intera Italia.

Nella tesi di laurea di Arianna Gillanti il patrimonio fotografico dell’Ente Maremma racconta, assieme a dati statistici ed economici, la storia della riforma agraria in Italia e, con essa, il fermento della società post-bellica

L’archivio documentale storico (1939-1966) e di deposito (1966-2000) di questo “ente di diritto pubblico strumentale della Regione Lazio” consiste in circa 3.500 metri lineari, gestito informaticamente da remoto e conservato in outsourcing, attraverso un sistema pallettizzato. Notevole è la consistenza del patrimonio audiovisivo: oltre 22.000 fotografie, di rara bellezza, che sono state completamente digitalizzate e indicizzate.

Nel 2011 ricorreva il 60° anniversario della nascita dell’Ente Maremma che diede avvio alla fase attuativa della Riforma fondiaria. In occasione di questa ricorrenza l’Arsial propose, attraverso un percorso fotografico presso il Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei deputati, una ricostruzione di questo periodo storico, accennando al cammino che dalla Riforma condusse prima alla creazione degli Enti di Sviluppo e successivamente alla nascita dell’Agenzia Regionale. La mostra, in collaborazione con Cinecittà Luce S.p.A., è stata poi resa itinerante nei territori coinvolti dalla riforma agraria, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla condivisione della memoria storica. Dalle immagini più significative è stato tratto un documentario dal titolo “Ieri e oggi: dall’Ente Maremma all’Arsial”, prodotto in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Il patrimonio di entrambi i partner istituzionali, Arsial e Cinecittà Luce, è, quindi, confluito in un unico progetto, con l’obiettivo di valorizzare la storia agricola dell’Italia del dopoguerra. Questo scopo comune ha condotto alla realizzazione di un portale “Sulle terre della riforma. Luce sull’Italia agricola” che, rendendo disponibile online l’immenso lavoro di catalogazione, ha evidenziato quanto sia forte e radicato nel nostro territorio il valore storico ed economico della campagna.

Il fondo fotografico Arsial, consultabile online nel portale agristoria, appare come una risorsa di studio, quasi un manuale fotografico di storia contemporanea del nostro paese

Il progetto di catalogazione è stato avviato nell’agosto del 2011 e, attraverso un percorso di ricerca, è stato possibile garantire a questo fondo fotografico uniformità e completezza della descrizione. Il lavoro si è svolto analizzando le riviste di quegli anni e, in generale, tutto il materiale di studio dello stesso archivio Arsial: così si sono inseriti tasselli nuovi, per disegnare un quadro storico-fotografico. Il lavoro è consistito anche nell’assegnare ad ognuna delle 22.000 fotografie dei descrittori che hanno permesso la loro completa contestualizzazione e l’identificazione precisa dei protagonisti: i funzionari amministrativi dell’Ente Maremma, direttori, capi dei collegi sindacali, politici italiani del dopoguerra e persino contadini e famiglie assegnatarie. Si è poi individuato il luogo in cui era stata scattata ogni singola fotografia, dai grandi centri laziali e toscani, ai più piccoli paesi della Maremma. Ciò è stato reso possibile grazie all’utilizzo di xDams, dal 2012 a disposizione della comunità archivistica, come software open source.

Ritratto dei figli di un assegnatario

Con la stessa passione che ha caratterizzato questo lavoro di catalogazione, attraverso la mia tesi di laurea magistrale (dal titolo “L’Italia democristiana del secondo dopoguerra. Dall’Ente Maremma all’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio. 1951-1995”) ho voluto ricercare le parole per descrivere un’epoca, quella della Riforma fondiaria, che trova, ancora oggi, la sua più viva testimonianza nei documenti d’archivio degli Enti di riforma. Ho voluto rievocare – tramite la storia, le fotografie, i dati statistici ed economici – il clima politico del tempo e il fermento di una società post-bellica, come quella dell’Italia repubblicana. Ho provato a misurare l’entità del successo della Riforma, restringendo il campo di analisi al solo territorio tosco-laziale, che fa da protagonista alla documentazione conservata nell’archivio Arsial.

Prima di trarre qualsiasi conclusione ho, però, analizzato l’eredità lasciata agli anni ’50 dalla storia, attraverso un percorso di storia agraria italiana che, dall’Ottocento, mi ha condotto fino all’analisi della politica agraria fascista, al dramma della ricostruzione post-bellica, alla vigilia della legge Stralcio (qui il link al dibattito parlamentare). Ho analizzato il quadro politico-istituzionale ed economico di affermazione della Democrazia Cristiana, per poi addentrarmi nei processi evolutivi dell’Ente Maremma, dal 1951 al 2014.

Un contadino osserva il podere appena acquisita, con in mano il certificato di assegnazione dell’Ente Maremma

Gli aspetti politici, economici e sociali di questo percorso di riforma sono stati oggetto di numerosi studi e dibattiti, ma puntando di più sulla concretezza che ci offrono le immagini di questo fondo si può, a mio parere, recuperare il passato, che non è, e non deve essere, nostalgia o esercizio culturale tout court, ma un compito, un dovere che coinvolge tutti indistintamente. Tra le tante finalità che il nostro patrimonio culturale può avere, la fotografia consente di aprire la mente a prospettive ogni volta diverse, per chi voglia imparare ad interpretare la realtà e acquisire linguaggi nuovi, attraverso le immagini. A così tanti anni di distanza, ho provato a tirare le somme, a confrontare il passato con il presente, ad analizzare gli aspetti urbanistici, ambientali, storici e culturali di questo secondo Novecento cercando di trarre un giudizio sulla nostra storia, se mai fosse possibile, in base a ciò che ogni scatto fotografico mi ha suggerito.

 


 

Le immagini sono tratte dall’Archivio fotografico Arsial, consultabile online all’indirizzo www.agristoria.it

 

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