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di 22 Ottobre 2015 0

Il 23 ottobre 1965, 50 anni fa, veniva presentato la P101 Olivetti, il primo computer da tavolo programmabile al mondo. L’occasione era il Bema – Business Equipment Manifacturers Association – di New York.

La Fondazione Natale Capellaro – nata nell’autunno 2008 con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di Natale Capellaro, progettista di fama della Olivetti, e della cultura tecnico scientifica – e il Laboratorio-Museo Tecnologic@ hanno organizzato una serie di eventi per celebrare questo anniversario.

Programma 101  – P101 – fu un grande successo negli Stati Uniti: 40.000 esemplari venduti, ciascuno a 3200 dollari, circa un decimo del prezzo dei computer; il che rese l’acquisto abbordabile anche alle aziende più piccole.

L’agenzia spaziale Nasa la comprò e la usò per calcolare lo sbarco sulla luna dell’Apollo nel 1969. Nel video del giorno – uno spaccato sull’immaginario tecnologico negli anni Sessanta  – ascoltiamo  tra l’altro il racconto di due sviluppatori del modello, Gastone Garziera e Giovanni De Sandre.

Ma torniamo alle origini seguendo la narrazione che fa la stessa Olivetti nel sito ufficiale, partendo dal 1960, data rilevante per l’azienda che perde il suo carismatico proprietario direttore, Adriano Olivetti.  Si avvia la riorganizzazione di tutte le attività elettroniche che nell’ottobre 1962 confluiscono nella Divisione Elettronica Olivetti (DEO). Nella DEO opera anche il progettista Pier Giorgio Perotto che sta pensando ad una macchina “di dimensioni ridotte per stare in ogni ufficio, dotata di memoria, flessibile, semplice da usare, programmabile. In pratica i concetti base del prodotto sono molto vicini a quelli di un personal computer”. Nella primavera del 1964 si inizia lo sviluppo del prototipo definitivo, ben presto battezzato “la Perottina”.

In quei mesi, si legge nella storia aziendale, la posizione finanziaria dell’Olivetti diventa più pesante; nel capitale sociale entrano nuovi azionisti (il cosiddetto “gruppo di intervento”) che per prima cosa decidono di disinvestire dall’elettronica e di cedere il 75% della DEO alla General Electric. Tutto il personale della divisione viene trasferito a una nuova società, la Olivetti-General Electric; tutto, tranne Perotto, che con due fidati collaboratori resta in Olivetti. Perotto racconterà che in quell’occasione fece di tutto per dare di sé l’immagine del “progettista riottoso” e risultare non gradito alla nuova proprietà (General Electric): a ragione riteneva che gli americani, orientati alla grande informatica, non avrebbero mostrato interesse per il suo piccolo calcolatore e avrebbero cancellato il progetto.image013

 

 

 

 

 

Perotto e il suo piccolissimo gruppo, “dimenticati” dalla struttura aziendale, possono operare in piena libertà e verso la fine del 1964 completano il prototipo della P101.

Perotto presenta il prototipo al Direttore Generale Tecnico responsabile della ricerca e del progetto, Capellaro, il quale “si rende conto che la nuova macchina offre prestazioni che oggi sembrerebbero misere, ma che per la tecnologia meccanica sono inarrivabili: 10 registri di memoria, un facile linguaggio di programmazione basato su 15 istruzioni elementari di significato intuitivo, la possibilità di registrare dati e programmi su una scheda magnetica che funziona come un floppy disk, una piccola stampante incorporata. Il tutto in un oggetto che può stare su una scrivania”.

240 byte di memoria, 35 kg di peso, stampante incorporata… design di Mario Bellini

Il successo in America fu enorme; così nel 1967 la Hewlett Packard presenterà sul mercato l’HP9100, un calcolatore che adotterà alcune soluzioni brevettate dalla P101 (la HP dovrà versare all’Olivetti 900 mila dollari a titolo di royalties…)

L’anniversario della “perottina” è l’occasione per rilanciare , con una mostra ad Ivrea, il territorio del canvese dove operano 440 aziende specializzate nella meccatronica, nell’informatica, nella manifattura d’avanguardia: “Qui nacque il pc». Ivrea riprova a fare la Silicon Valley italiana” titola il Corriere della Sera….

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