L’archivio storico dell’Accademia delle Scienze di Torino dal passato alla modernità

di 31 ottobre 2017 0

Il 10 ottobre 2017 è stato presentato al pubblico il progetto di riordino complessivo e schedatura informatizzata dell’archivio storico dell’Accademia delle Scienze di Torino. Il progetto affonda le radici ai primi anni 2000 quando la biblioteca della prestigiosa e antica istituzione torinese stava affrontando l’informatizzazione del catalogo della biblioteca. L’archivio, uno di più importanti a livello nazionale per l’interesse culturale e scientifico dei documenti conservati, si presentava come un complesso disorganico sottoposto nel corso degli oltre due secoli di vita a diversi riordini mai effettivamente condotti a termine. L’estensione, oltre 200 metri lineari, la presenza di numerosi fondi personali, la sola esistenza di inventari manoscritti sommari o da tempo non aggiornati, rendevano il progetto lungo e oneroso. Grazie a una stretta collaborazione con la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle D’Aosta e a un contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri con fondi Otto per Mille, nel 2014 è stato possibile avviare una gara per l’assegnazione del riordino e della schedatura.

Sono oggi oltre 18.000  i records descrivono le carte manoscritte conservate in Accademia, documenti che coprono un arco temporale che va dall’XI secolo al 1975

Uno dei primi problemi da affrontare fu la scelta del software di schedatura: Guarini, l’applicativo in uso in Piemonte nel primo decennio del nuovo secolo era ormai un software obsoleto e destinato presto a essere abbandonato. Dopo lunghe indagini, grazie anche a un accordo a livello ministeriale, venne scelto xDams e si diede avvio alla schedatura analitica dei diversi fondi conservati. xDams, programma di facile apprendimento e gestibile da diverse postazioni che lavorano contemporaneamente, ha dimostrato la sua adattabilità a un archivio composito come quello dell’Accademia. La possibilità di legare fra loro le schede archivistiche si è poi dimostrata per un archivio “smembrato” nelle sue diverse provenienze particolarmente utile per ricostruire documentazione separata in fase di collocazione tra i diversi subfondi.

Tre anni di lavoro, sei archiviste coinvolte, un responsabile scientifico della Soprintendenza e uno interno all’Accademia: oggi oltre 18.000 records descrivono le carte manoscritte conservate in Accademia, documenti che coprono un arco temporale che va dall’XI secolo al 1975.

Al termine della schedatura è stato poi possibile avviare due ulteriori e fondamentali obiettivi di fruizione e valorizzazione del lavoro compiuto: un visualizzatore user friendly del software (destinato al pubblico generico e agli studiosi, reso disponibile dal sito web istituzionale dell’Accademia) e la pubblicazione cartacea di un inventario complessivo, uno strumento di impianto tradizionale ma il cui uso è ancora oggi imprescindibile per i ricercatori. Il volume Tra le carte della scienza (Hapax, Torino 2017), introdotto da una prima parte descrittiva che trae spunto dai diversi soggetti produttori e da documenti particolarmente significativi per la storia dell’Accademia delle Scienze, si è beneficiato delle diverse possibilità di stampa offerte dal software.

La pubblicazione di un inventario, sia esso cartaceo sia digitale, non costituisce di per sé un punto di arrivo ma se vogliamo di nuova partenza. Il prossimo traguardo sarà nuovamente duplice: permettere all’utenza di fruire delle numerosissime immagini digitali relative ai documenti dell’archivio (oltre 400.000) direttamente dalla schedatura con una nuova teca di visualizzazione online e, attraverso un progetto pilota sui Linked Open Data, unire virtualmente l’inventario dell’archivio al catalogo della biblioteca.


Elena Borgi è  Responsabile della biblioteca e dell’archivio storico dell’Accademia delle Scienze.

Share