regesta vola a Londra e Parigi con due progetti LOD

Con la Fondazione Cini, alla British Library, a Parigi per European Time Machine
di 30 novembre 2017 0

Cominciamo da Londra.  In occasione della Conferenza Internazionale “New sources for Book History: Combined methodological approaches for manuscripts and printed books” Ilenia Maschietto ed Ilaria Andreoli della Fondazione Giorgio Cini hanno presentato ieri  alla British Library il “progetto Essling”, un progetto Linked Open Data per il repertorio degli incunaboli e delle cinquecentine figurate venete realizzato e pubblicato a partire dal 1907 da Victor Masséna, principe di Essling. Il progetto ha regesta.exe come partner tecnologico e si fonderà sulle tecnologie Linked Open Data e sulle metodologie del semantic web.

Victor Masséna, duca di Rivoli e principe di Essling (1836-1910), è stato un politico francese e un facoltoso bibliofilo che costituì in breve tempo una straordinaria collezione di edizioni incunabole e cinquecentine figurate con una predilezione per le edizioni italiane e in particolare veneziane, che studiò e descrisse in numerosi contributi tra cui il famoso Repertorio.

Il repertorio Essling è uno strumento bibliografico fondamentale per chi si interessa di libro illustrato veneziano del ‘400 e  del ‘500, rilevante sia per le descrizioni delle edizioni nella loro interezza, che per gli approfondimenti sulle illustrazioni nella loro specificità.

Lod e ontologie per la storia della stampa: il progetto Essling su incunaboli e cinquecentine illustrato alla British Library

Il repertorio censisce più di 2500 volumi e riproduce oltre 2000 immagini, descrive nel dettaglio tutte le edizioni di ciascuna opera e costituisce uno strumento preziosissimo per lo studio delle prime opere a stampa figurate. L’intera collezione delle opere che il principe di Essling ha collezionato nel corso della sua vita, circa 550 volumi, alla base del catalogo, è oggi conservata alla Fondazione Cini.

Il progetto utilizzerà le tecnologie Linked Open Data per la descrizione delle opere, delle edizioni e degli esemplari (secondo il modello FRBR), fino ad arrivare alla ricognizione delle immagini presenti e al collegamento con altri esemplari presenti online e catalogati in altri paesi. Unico nel suo genere, utilizzerà l’ontologia Bibframe (LINK) per la rappresentazione delle informazioni e procederà ad allineare i propri dati con i cataloghi internazionali più diffusi in ambito librario: EDIT16, SBN, ISTC, MEI, VIAF, Archivio Possessori (LINK). 

Uno degli obiettivi principali del portale di fruizione sarà la semplicità di accesso alle risorse e l’integrazione con altre banche dati internazionali per favorire la condivisione delle informazioni ed arricchire il patrimonio informativo descritto dal Progetto: sarà possibile avere informazioni sugli autori delle opere, attingendo a DBPedia, sulle forme varianti dei nomi attingendo a Viaf e visualizzare le risorse digitali disponibili online e molto altro.

Ed ora nella capitale francese, dove si è tenuta un’assemblea generale dei partecipanti al progetto Time Machine per la predisposizione della proposta da sottoporre alla Commissione Europea per la prima fase di selezione dei FET Flagships (Future & Emerging Technologies) di Horizon 2020.

I Flagships sono iniziative di ricerca su vasta scala e a forte impianto multidisciplinare, che affrontano grandi sfide scientifiche e tecnologiche. Il progetto Time Machine mira a costruire un modello multidimensionale per esplorare 2000 anni di storia europea trasformando archivi e collezioni da musei a sistemi informative digitali.

Time Machine, un pioneristico progetto internazionale di Digital Humanities sulla storia d’Europa. Regesta è nella rete istutizionale, per la sua esperienza su LOD, ontologie, pubblicazione di dati

Si tratta di un pioneristico progetto internazionale di Digital Humanities, volto a trasformare questo enorme patrimonio culturale in una sorta di repository condiviso di “Big Data del Passato” attraverso le più avanzate tecnologie di Artificial Intelligence e Machine Learning.
Al programma hanno aderito per ora circa 130 istituzioni pubbliche e private, provenienti da 23 paesi: l’elenco completo è disponibile sul sito del progetto all’indirizzo timemachine.eu/#supporting-institutions.
L’obiettivo è sviluppare nuove tecnologie per la scansione, l’analisi, l’estrazione di informazioni, l’accesso, la conservazione e la comunicazione del patrimonio culturale europeo e di garantire “la costruzione di questa risorsa comune in maniera libera ed aperta” negli anni a venire. I dati estratti da questo patrimonio digitale potranno fornire la base conoscitiva per la ricostruzione dell’evoluzione della maggior parte delle città europee, delle loro reti economiche, culturali e demografiche, della loro eredità condivisa.
Regesta partecipa a questo ambizioso progetto fin dalla sua fase di progettazione, con l’esperienza maturata negli anni sia nella modellazione di ontologie e nella gestione dell’intero ciclo di vita di Linked Open Data, che nella rappresentazione della conoscenza attraverso l’esposizione dei metadati e del corredo informativo della documentazione storica digitale.

 

 

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