Palma e sangue freddo

Ritratto di Palma Bucarelli attraverso le fonti d'archivio
di 15 marzo 2018 0

Siamo nel marzo 1958 e Palma Bucarelli, pioneristica soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dal 1941 al 1975, prima donna alla guida di una museo pubblico in Italia, apre le sale della Galleria all’action painting di Jackson Pollock, confermando le scelte indipendenti e innovative compiute dalla storica dell’arte dal secondo dopoguerra in poi. Bella, elegante, altezzosa – “Non ho mai conosciuto una che come Palma Bucarelli ti guardasse dall’alto in basso anche quando era seduta” (Anna Proclemer) – tenace al comando, in un mondo governato da uomini, nel ’44 mette al riparo dai bombardamenti e dalle razzie tedesche le opere della Galleria Nazionale nei sotterranei di Palazzo Farnese a Caprarola,  seguendo di persona il trasporto su mezzi di fortuna. 

“Dal 1948”, scrive Anna Chiara Cimoli nell’Enciclopedia delle donne,  “la predilezione per l’astrattismo si fa sempre più chiara: è l’anno della mostra Arte astratta in Italia. Nel 1951 è la volta di Arte astratta e concreta in Italia, che sancisce ulteriormente l’orientamento del museo. Perilli, Consagra, Dorazio, Turcato, Corpora, Scialoja, Capogrossi sono i “suoi” pittori; fra le acquisizioni internazionali figurano opere di Moore, Klee, Ernst, Giacometti, Zadkine, Picasso”.

Gli anni Cinquanta, prima di Pollock, erano cominciati in Galleria con grandi mostre: quella su Picasso nel 1953, che vediamo inaugurare dal Presidente Einaudi, o quella di Mondrian nel 1956, con allestimento di Carlo Scarpa.  Bucarelli farà conoscere al grande pubblico – coinvolto in mostre, iniziative didattiche, proiezioni, conferenze – l’arte astratta e informale, americana ed europea di maggiore prestigio.

Si possono seguire le tracce di questa intensa attività nelle carte, nelle fotografie pubblicate nel portale online dalla GNAM – tra gli altri l’Archivio Bioiconografico, nato per volontà della sovraintendente nel 1945, raccoglie documenti su più di 25.000 artisti, tra ritagli di giornale, inviti, dépliant, comunicati stampa, locandine e foto. Proprio nell’archivio Bioiconografico troviamo un esempio delle polemiche seguite alle acquisizioni dei primi anni Sessanta (di opere di Monet, Modigliani, Degas, Cezanne, Kandinsky, Moore, Van Gogh, Martini) che riecheggeranno nell’intervista Rai di cui parleremo successivamente.

Anche le immagini dell’Istituto Luce ci restituiscono con vividezza, attraverso i servizi cinematografici e fotografici, la personalità della direttrice, nel suo ruolo scientifico, nel suo aspetto mondano. I “film giornali” degli anni Sessanta – non più Incom ma della Radar cinematografica – dedicano servizi approfonditi, di qualche minuto, alla presentazione delle opere e degli artisti promossi in Galleria.

Facciamo una piccola tappa nel 1961, e incrociamo le fonti. Dal 20 novembre al 5 dicembre è la storia della Bauhaus ad essere raccontata nelle sale Gnam: ritagli stampa, fotografie ricordano l’allestimento, mentre gli scatti dell’Agenzia Dial-Press ritraggono la direttrice in galleria con Walter Gropius in visita alla mostra, o il servizio dell’Agenzia Vedo nel corso del convegno L’architettura moderna ed i musei (il 21 novembre, con Franco Albini, e Bruno Molajoli). Segnaliamo un’interessantissima intervista di Emilio Garroni, realizzata per la Rai nel programma Arte e Scienza in occasione della mostra, al fondatore della Bauhaus (e a Bruno Zevi, critico sull’esposizione): inutile cercarla tra i materiali online delle Teche a disposizione degli utenti, è (per ora) raggiungibile su You Tube (meritoriamente e fortunatamente Domus ha in parte trascritto l’intervista).

Ora torniamo al profilo della nostra sovrintendente e facciamo un passo indietro. Un anno dopo la mostra di Pollock scoppia il grande scandalo: Palma Bucarelli porta i “sacchi” di Alberto Burri nelle sale del Museo. “Palmina degli stracci”, “l’Amazzone delle croste”, sono solo alcuni dei soprannomi che la sovrintendente si guadagnò per aver esposto il “Grande sacco”. Ma il racconto, come è noto, si fa decisamente esilarante consultando le carte del Senato o della Camera dei deputati (Portale storico della Camera).

Grande sacco di Alberto Burri, 1952, (dettaglio), Archivio fotografico, GNAM

Il sottoscritto chiede d’interrogare il ministro   della pubblica   istruzione,   per   sapere se intende istituire una commissione di vigilanza sulla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, in modo da garantire che l’attività della Galleria stessa sia ispirata a criteri di serena obbiettività nel rispetto di tutti gli orientamenti e dei reali valori artistici; e per sapere altresì se intende destinare ad incarico di minore responsabilità la signorina Palma Bucarelli, la quale ha molto chiaramente dimostrato di non essere all’altezza del delicato compito di direttrice della Galleria, spalancando le porte della Galleria stessa a tutti i prodotti più assurdi di quella pseudo-espressione artistica antiquata e provinciale – frutto di uno snobismo privo di ogni preparazione filosofico-estetica – cui si da il nome di astrattismo, e mettendo al bando gran parte degli artisti veri che lavorano con talento e con impegno e comunicano al mondo circostante valori estetici effettivi e comprensibili, per fare posto agli sgorbi, alle tele di sacco, ai buchi incorniciati e alle ferraglie. Così l’ex ministro alle finanze il socialdemocratico Luigi Preti in un’interrogazione al ministro della Pubblica istruzione (il Dc Giuseppe Medici) nella seduta del 7 aprile del 1959 .

Bella, elegante, altezzosa,  tenace al comando, in un mondo governato da uomini: ritratto con le fonti d’archivio di Palma Bucarelli, pioneristica soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dal 1941 al 1975.

Nella seduta del 10 aprile, stavolta al Senato, è il deputato comunista Umberto Terracini a chiedere di conoscere […] “quale cifra sia stata pagata dalla Galleria Nazionale d’Arte moderna per assicurarsi la proprietà della vecchia, sporca e sdrucita tela da imballaggio che, sotto il titolo di “Sacco grande”‘, è stata messa in cornice da tale Alberto Burri, e che figura attualmente nella Sala dedicata ai nuovi acquisti di detta Galleria”. Con una sobria e ferma risposta il sottosegretario chiarisce che il “Sacco” è stato offerto dall’autore in deposito gratuito e che comunque le opere di Burri sono state acquistate da.. il Museo d’arte moderna di New York, l’Istituto d’arte di Chicago, il Gugghenheim di New York, il Carnegie di Pittsburg. Testimonial irrilevanti per Terracini il quale avrebbe ritenuto scandaloso che un’istituzione pubblica avesse investito anche “solo una lira” per assicurarsi il possesso di “quel pezzo di straccio sporco e sdrucito”. Dopo una tirata d’orecchie agli snobs che spalleggiano le buffonate di qualche artista conclude il suo intervento con un aupiscio: che “l’emerita direttrice della Galleria Nazionale d’Arte moderna si affretti a nascondere ben lontano dagli occhi del pubblico l’indegna sozzura raccattata dalla gerla di uno spazzaturaio che in questi giorni avvilisce la dignità dell’istituzione affidata al suo governo”. Un passo avanti rispetto al collega Preti, che aveva citato squalificato con quel “signorina” – il ruolo della funzionaria di stato.

Palma e sangue freddo – un geniale soprannome coniato da Renato Mazzacurati – ovviamente tirò dritto per la propria strada, incurante delle polemiche che accompagnavano (e continuarono ad accompagnare) il suo operato.

Mostra di Jackson Pollock, 1958, Archivio Bioiconografico GNAM

“Colmare le lacune del passato” e “seguire gli sviluppi dell’arte che si viene facendo”: Palma Bucarelli spiega in questo servizio cinematografico  – gli “Arrivi in Galleria” del Sette G del maggio 1967 – le scelte alla base della politica di acquisizione della Galleria nel 1967, opere di Capogrossi, Prampolini, Severini, Burri, op art, costruttivismo…

Picasso, Matisse, Klee, Mondrian, Kandisky, Nolde, Mirò, Fautrier, Hartung, Pollock: sono questi i dieci pittori più importanti secondo Bucarelli, intervistata dalla Rai (purtroppo non ci sono riferimenti al contesto, metadati cronologici, in questo video pubblicato nel sito Rai cultura con riferimento a “L’approdo”). Nel colloquio emergono – assieme al fascino della sovrintendente, esaltato dalle inquadrature ravvicinate del volto – gli aspetti critici e le scelte di politica culturale sottese alla gestione della Galleria: dall’assenza di incentivi fiscali nel settore delle donazioni all’apertura internazionale legata alla ricerca artistica nella pianificazione degli acquisti delle opere per allargare le collezioni del Museo.

Nel ’72 la soprintendente riceve la Légion d’Honneur e diviene Accademica di San Luca; nel ’75 è nominata Grande ufficiale della Repubblica. Morirà nel 1998.


Oltre alle fonti online citate – il  catalogo digitale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, l’Archivio dell’Istituto Luce e il portale storico della Camera dei deputati, il Sito storico del Senato,  l’Enciclopedia delle donne, la rivista Domus, il portale Rai dedicato all’arte,  segnaliamo il percorso della Mediateca di Roma dedicato a Palma Bucarelli nell’Archivio Luce e il documentario Suite per Palma, oggi online nel portale Rai arte cultura.  

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