4 novembre, finisce la guerra anche per Momi

di 4 novembre 2018 0

Momi è turbato dal racconto degli adulti sulla guerra in corso, il papà è al fronte, e il piccolo Guido Petrungaro, in arte Momi, chiude gli occhi e vede i suoi burattini animarsi assieme ad eserciti di soldatini, per combattere una guerra totale, con attacchi di artiglieria pesante, armi chimiche e attacchi aerei: le immagini appartengono allo straordinario film di animazione di Segundo de Chomón – visionario regista spagnolo, maestro di trucchi, effetti speciali, stop motion, di cui avevamo già parlato in un precedente post – prodotto nel 1916 e, nel marzo 1917, autorizzato con riserva ad essere proiettato in pubblico (“L’ultima didascalia che leggesi sulla pellicola deve essere: “Pax vittoriosa” e non semplicemente: “Pax”, puntualizza il nulla osta).

Il film è stato restaurato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino. “L’intervento è stato realizzato a partire da una copia nitrato lacunosa imbibita e virata conservata dalla Cineteca Italiana di Milano, da copie safety 35mm stampate negli anni Sessanta e da materiale 16mm stampato negli anni Ottanta conservati dal Museo di Torino. I quaderni di produzione e il visto di censura del film, materiali di documentazione conservati dal Museo, hanno permesso di emendare errori di montaggio e di inserimento didascalie. Le colorazioni d’epoca sono state riprodotte riproducendo le tecniche dell’imbibizione e del viraggio usate all’epoca della produzione del film”.  Nella pagina delle collezioni online del Museo è possibile leggere anche l’Elenco delle positive, “quaderno di produzione, con indicazione di didascalie, numero delle parti, colorazioni, s.d”.

Come scrive Claudia Gianetto nella scheda di presentazione del film per il Festival del cinema ritrovato: “con la tecnica a passo uno Chomón crea un universo onirico che è il potente epicentro del film. Due eserciti di pupazzi animati si sfidano in un mondo in miniatura, curato nei minimi dettagli, dove gli orrori della guerra (le trincee, il gas, i bombardamenti) vengono messi in scena ma stemperati da trovate di sottile umorismo (la bottiglia del seltz, il volume della Kultur, l’aspiratore di vapori…) che aprono uno spiraglio di amara leggerezza nell’incubo della guerra che incombe anche sullo spettatore”.

Buona visione ai nostri lettori

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