Tempo di archivi

La Fondazione Pirelli con i suoi archivi digitali a Tempo di libri, la Fiera dell’editoria in programma a Milano (8-12 marzo)
di 16 Febbraio 2018 0

Cultura scientifica e cultura umanistica, tecnologie e letteratura: la storica rivista Pirelli sarà protagonista delle attività  promosse dalla Fondazione a Milano.  Archiviata su xDams, digitalizzata e consultabile online nel sito degli archivi digitali aziendali assieme ai documenti, alle fotografie, ai manifesti, agli audiovisivi dell’archivio storico, racconta con le voci della cultura italiana dal 1948 al 1972 (Dino Buzzati, Eugenio Montale, Italo Calvino , Umberto Eco,  Elio Vittorini a Dino Buzzati, Fulvio Bianconi, Bob Norda, Riccardo Manzi, Bruno Munari, Leonardo Sinisgalli, Giuseppe Luraghi) la storia della modernizzazione del Paese, parlando di scienza, tecnica, arte, costume, sport, architettura, design.

Bozzetto per pubblicità delle cuffie Pirelli, 1929

La Fiera Internazionale dell’Editoria di Milano, alla sua seconda edizione, è articolata in cinque percorsi tematici giornalieri: Donne (giovedì 8 marzo), Ribellione (venerdì 9), Milano (sabato 10), Libri e immagine (domenica 11) e Mondo digitale (12).

Il 9 e il 10 marzo lo spazio Pirelli ospiterà la performance di  Marco Bellocchio, Fabrizio Martorelli  e Beppe Salmetti  che interpreteranno alcuni brani tratti dalla rivista mentre l’8, 9, 10 e 12 marzo gli articoli dei grandi autori del periodico, i tanti documenti d’archivio digitalizzati e pubblicati nel portale della Fondazione, permetteranno ai ragazzi delle scuole di approfondire nei laboratori didattici i temi del  mondo del lavoro, della ricerca tecnologica, le trasformazioni della città di Milano, la valorizzazione digitale dei documenti storici: “da quando Dino Buzzati ne raccontava la vita sulla rivista “Pirelli”, Milano e il suo skyline sono profondamente cambiati. Proviamo a tradurre in immagini le parole dello scrittore, confrontiamo i nostri disegni con fotografie storiche e scopriamo che aspetto ha il nuovo Headquarter dell’azienda” o “Quanti ingredienti servono per produrre un pneumatico? Perchè le gomme sono nere? Come funzionano i robot NEXT MIRS? Partendo da I perchè a cui rispondeva Dino Buzzati, un viaggio nel mondo dei “pneumatici intelligenti” attraverso nuove domande, giochi e letture tratte dalla rivista “Pirelli” o “Esplorando il ricco patrimonio digitalizzato della Fondazione Pirelli, i ragazzi scoprono l’evoluzione della comunicazione visiva dell’azienda dai primi del ‘‘900 a oggi. Un’immersione nella storia che permette di trasformare testi e immagini scrivendo un racconto pronto per essere pubblicato” si legge nel programma dello spazio Pirelli per ragazzi.

La scuola in Italia e in Europa, Anno 1958, N. 5

La storia della Pirelli si intreccia con la storia culturale della città: è del 1928 la biblioteca aziendale realizzata per il personale iscritto al “dopolavoro”, mentre alla fine degli anni Quaranta nasce il centro culturale dell’impresa, su iniziativa di Silvestro Severgnini, che spiegava –  in un articolo del ’51 sulla rivista Pirelli   dall’eloquente titolo La cultura come il pane  – come l’azienda avesse assecondato l’abitudine di alcuni operai di intrattenersi la sera nella sala della mensa per parlare di… libri, concerti, mostre. Da qui un salone a disposizione per incontrarsi, il “Ritrovo”, e le numerose attività culturali per i “pirelliani”: itinerari artistici a Venezia, proiezioni cinematografiche (come Esperienze sul cubismo, di Glauco Pellegrini, sceneggiato da Rodolfo Sonego, con la consulenza di Guttuso, presentato alla Biennale di Venezia) un ciclo di riunioni sull’esistenzialismo, spettacoli teatrali, rassegne su Ford, Flaherty, Chaplin, Dreyer, Duvivier, Renoir, Vidor, incontri con Strehler e Ferrari sul teatro, con Richard Rogers sui problemi e la storia dell’architettura, concerti (Severgnini ricorda Bach e tre anni dopo la pubblicazione dell’articolo, nel 1954, promosse l’arrivo di John Cage in fabbrica!). Nel 1953 un altro numero della rivista Pirelli pubblicava un’interessante ricerca sulle attività culturali promosse dalle aziende (Olivetti, Pirelli, Pellizzari, Fiat, Ilpac): “La fabbrica aperta alla cultura”, di  Vincenzo Buonassisi.

 Il racconto cadenzato dalle pagine delle riviste e dei documenti digitali di quegli anni ci consentono di toccare con mano – e con un certo rimpianto per l’impietoso confronto con l’oggi –  il fermento, la vivacità che percorreva un’intera società, sentimenti accolti e prontamente coltivati da una borghesia illuminata sinceramente democratica.


In home page Fulvio Bianconi, Disegno per illustrazione della rivista Pirelli. Rivista d’informazione e di tecnica, 1954. Tutte le immagini sono tratte dall’Archivio storico Pirelli

 

 

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